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BOSNIA ERZEGOVINA - SVETA OBITELJ NAZARETH

Progetto della bottega La Melagrana S.C.S.prodotti relativi
La Bosnia ed Erzegovina è caratterizzata da una situazione di grande criticità, dovuta ai conflitti che hanno interessato il suo territorio e alla sua successiva divisione nelle due realtà: quella Serba e la Federazione croato-bosniaca (in cui vivono i croati e i mussulmani); questa divisione si ripercuote tutt’ora nelle famiglie, nelle città, nella comunità, ecc…Ecco perché, dopo la prima ricostruzione materiale, peraltro ancora da completare (case, ospedali, strutture pubbliche, opere viarie, ecc…) occorre aiutare a ricostruire i cuori delle persone, e le comunità.
Attualmente, in Bosnia-Erzegovina si respira un clima di grande incertezza ed indeterminatezza statuale, causata soprattutto dalle conseguenze della spartizione del territorio (a seguito degli accordi di Dayton), situazione che si ripercuote sull’economia che sta stagnando: c’è una profonda crisi economica ed una marcata disoccupazione specie giovanile che, in alcune aree del Paese arriva fino al 40%.
Peraltro, almeno la città di Mostar, presenta grandi contraddizioni: accanto ad aree ed abitazioni distrutte, troviamo la costruzione di un nuovo mega centro commerciale, vicino a strutture completamente distrutte troviamo nuove moschee e nuove attività commerciali; i giovani sono disoccupati, eppure alla sera popolano i pub e i locali pubblici; si vorrebbe ricostruire un nuovo equilibrio sociale, con nuove impostazioni ed iniziative ma soprattutto i giovani croati emigrano in altri Paesi.
Il progetto vuole realizzarsi nell’ambito del territorio della città di Mostar, nel quale sono molteplici le iniziative avviate da quella Caritas diocesana che, con gli aiuti di altre Caritas diocesane dell’Italia e di altri Paesi Europei, ha potuto costruire: case di accoglienza, centri di recupero per disabili gravi (bambini e giovani-adulti), scuole materne, assistenza domiciliare ad anziani poveri e soli, animazione dei gruppi giovanile, ecc.
Poiché nella città di Mostar sono marcatamente presenti le due comunità – quella bosniaco-mussulmana e quella croata – con grandi difficoltà di dialogo, di comprensione, di collaborazione, ecc…, la Caritas di Mostar, con le sue opere-segno, intende contribuire a realizzare un clima di maggiore tolleranza e reciprocità tra le due etnie presenti. E, in questo tentativo, la Caritas diocesana di Trieste che da diversi anni porta avanti un progetto di prossimità e di sostegno alla Caritas di Mostar, vuole spendersi su questo versante, contribuendo essa stessa ad aiutare le persone, specie nella comunità ecclesiale, a superare le divisioni e le incomunicabilità. La Chiesa locale di Mostar, attraverso la Caritas diocesana e le sue opere-segno, può essere l’occasione e lo strumento attraverso il quale far passare il messaggio di riconciliazione, di tolleranza, in prospettiva di nuova collaborazione tra persone, genti, comunità ancora ferite dalla guerra che ha travolto quel Paese.
Obiettivi generali: contribuire a far crescere la riconciliazione e la solidarietà nelle persone malate e nei rispettivi familiari (bambini e giovani celebrolesi dei Centri di recupero “Sveta Obitelj” - Sacra Famiglia e Nazareth), negli anziani soli e poveri (progetto Veronica), nell’animazione dei minori (scuola materna S. Giuseppe) e dei giovani (parrocchia Sv. Ivan di Mostar).
Obiettivi specifici: la presenza delle ragazze del SCV in queste realtà, l’azione di monitoraggio, di attenzione, di aiuto e accompagnamento delle persone che usufruiscono di dette opere-segno, possono essere importanti tasselli di questo processo di ricomposizione delle comunità.
 
Allegati

Slatko


Ponte di Mostar


Per non dimenticare...

 progetto mostar
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 video trieste