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INDIA - SASHA

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Sasha Association for Craft Producers
India

La musica delle donne
Sasha Association for Craft Producers è un’organizzazione che coordina la produzione di oggetti di artigianato di una cinquantina di gruppi e di circa quindici comunità di villaggio. La varietà dei prodotti è tale che essi vengono normalmente suddivisi in quattro settori: oggettistica e strumenti musicali, tessili, abbigliamento ed accessori,alimentare e cosmetico.
Al primo gruppo appartiene tutta una serie di oggetti di piccolo arredamento, in ceramica, terracotta, metallo, bambù, stoffa, carta, ecc. I prodotti in ceramica comprendono vasi da fiori di diverse forme e misure decorati con motivi floreali o geometrici nelle diverse tonalità del turchese e del blu. Come tutte le ceramiche importate dalla Ctm, anche queste ultime sono state fatte analizzare. Le analisi hanno evidenziato un dato non molto positivo, cioè dei valori alti di piombo: dato però che questo tipo di ceramica non è destinata ad uso alimentare e dato che questa caratteristica decorazione blu ha una tradizione centenaria alle spalle, si è deciso di non intervenire per la sospensione della produzione, assicurandosi solo che, in fase di produzione, vengano presi tutti gli accorgimenti necessari perché non ci siano danni alla salute degli artigiani.
In terracotta vengono confezionati soprattutto vasi per piante, portacenere e portacandele. Alcuni gruppi riempiono poi di cera vasetti sia in terracotta che in ceramica decorata, ottenendo candele da tavola. Recuperando l’antica tradizione manifatturiera degli artigiani Dhokra di Orissa e del Bengala (appartenenti agli Adivasi, un’antica popolazione indiana), Sasha ha avviato la produzione di numerosi oggetti in ottone, come candelieri, campanelli e un’ampia serie di scatole con motivi e rifiniture provenienti dalla tradizione religiosa indiana.
L’artigianato in bambù è rappresentato da portaombrelli, sgabelli e comodini, nonché diversi tipi di cesti. Dagli artigiani del distretto di Nadia nel West Bengala provengono le piccole figurine in argilla decorata raffiguranti personaggi della vita quotidiana.
Un discorso a parte meritano gli strumenti musicali. L’India (e il Bengala in particolare) possiede una forte tradizione di cantastorie itineranti (i Baul) che cantano storie d’amore allegoriche; gli artigiani che costruiscono i loro strumenti vivono quasi in un rapporto di simbiosi con i cantastorie. Gli strumenti principali sono quattro: l’ektara, sorta di mandolino ad una sola corda, che produce un suono basso ed intenso, il dotara, un liuto a quattro corde, parente stretto di alcuni strumenti mediterranei, il dugi, un tamburo che si porta e si suona tenendolo legato alla vita, ed infine il dubki, un piccolo tamburino provvisto di sonagli laterali.
Un gruppo di donne riunito nella Ruro Agro Services Association (Rasa, che è diventata un'organizzazione indipendente nel 1995) produce anche cosmetici alle erbe, comprendenti oli da bagno e massaggio, creme per il viso, borotalco e shampoo. I prodotti di Rasa contengono esclusivamente ingredienti naturali di ottima qualità.
Il gruppo dei prodotti tessili comprende tra l’altro, anche le federe per cuscini ricamate con diversi motivi o decorate con la tecnica del “tie and dye” (un procedimento in cui i disegni derivano dalle cuciture praticate alle stoffe prima di immergerle nel bagno di colore) e i vestiti (indumenti sia per bambini che per adulti, in cotone o seta, abiti da lavoro e foulards, stampati a mano in diversi colori); fra gli accessori troviamo invece cinture in cuoio e juta, borse, collane, braccialetti ed orecchini in diversi metalli.
Tramite RASA, 60 donne in condizioni di debolezza economica e sociale sono in grado di coltivare, trasformare e vendere prodotti alimentari e agricoli, in particolare spezie, miscelate nei masala di Altromercato, ma anche infusi e cosmetici: tutti prodotti di qualità e certificati biologici.
A questa enorme varietà di prodotti corrisponde un altrettanto vasto e diversificato numero di gruppi, nonché una storia ricca e complessa. Essa inizia nel 1978 con la fondazione di Sarba Shanti Ayog (Ssa), che si pone l’obiettivo di promuovere gruppi, cooperative, piccole imprese che con la loro attività forniscano un reddito alle fasce più svantaggiate della società indiana. Ssa si assume il preciso compito di cercare, in India come all’estero, possibilità di sbocco per i prodotti oltre che fornire a prezzi equi la materia prima ai gruppi stessi. Allo scopo di prendere i primi contatti con gli artigiani, Ssa dispone di una rete di persone che operano insieme ad altre organizzazioni di sviluppo presenti nella zona; Ssa identifica alcuni criteri cui gli artigiani devono rispondere per avere relazioni commerciali con l’organizzazione, individuando essenzialmente tre tipologie:
- artigiani non organizzati in possesso di conoscenze tradizionali o acquisite, bisognosi di assistenza organizzativa e di opportunità generatrici di reddito;
- organizzazioni di artigiani minacciate dalla produzione di massa di articoli a buon mercato e dalle difficoltà di accesso alle risorse esistenti;
- artigiani già in contatto con il mercato, ma che desiderano esplorare altre forme di commercializzazione dei loro prodotti.
Rispetto a tali gruppi, Ssa funge ormai da quindici anni da catalizzatore attraverso attività di sensibilizzazione e di educazione alla coscienza di sé e delle proprie potenzialità.
Con l’aumento continuo dei produttori e dei prodotti, Ssa ha avuto sempre maggiori difficoltà a seguire le numerose iniziative. È per questo che nel 1986 è stata creata una nuova organizzazione, Sasha Association for Craft Producers. Mentre Ssa continua ad occuparsi delle iniziative di sviluppo propriamente dette (oltre ad offire consulenze a chi intenda avviare progetti che generino reddito, a organizzare corsi di formazione e a dedicarsi alla ricerca di nuove possibilità di occupazione in aree diverse da quelle dell'artigianato tradizionale), Sasha si concentra sulla produzione e sulla commercializzazione dei prodotti di una cinquantina di gruppi e di quindici comunità di villaggio, in totale circa 5.000 persone. Per comprendere l’enorme sviluppo delle attività, basti pensare che nel 1978, alla fondazione di Ssa, i gruppi erano soltanto quattro, ed iniziavano appena ad esportare i propri prodotti in Europa e negli Stati Uniti: negli ultimi tre anni, il fatturato è aumentato del 100%. L’attività, iniziata nell’area di Calcutta, in West Bengala, si è in seguito espansa nel vicino Stato di Orissa, in Rajasthan e in Uttar Pradesh. In quanto organizzazione senza scopo di lucro, Sasha reinveste tutti i propri guadagni nel miglioramento dei mezzi di produzione e delle capacità degli artigiani. Ssa invece ha realizzato programmi sociali per le comunità, come quelli di educazione degli adulti e sanitari.

La lavorazione di alcuni prodotti, come ad esempio la ceramica, richiede molta cura e tempi piuttosto lunghi; l’oggetto grezzo viene fatto in due giorni; altri tre giorni sono necessari per la pulizia ed il lavoro di rifinitura. A questo punto la forma viene lucidata con una miscela di polvere di borace, ossido di piombo e solfato di rame; dopo la lucidatura, il prodotto passa alla cottura, la quale dura in totale tre giorni, compreso il tempo di raffreddamento. Il reddito che gli artigiani ricavano dal proprio lavoro è in genere superiore agli standard locali, ma spesso insufficiente per nutrire una famiglia.
Come si è detto, Sasha ed Ssa assistono, ciascuna per le proprie competenze, le attività dei gruppi, fornendo assistenza alla commercializzazione, consulenza finanziaria e gestionale; gli artigiani vengono inoltre incoraggiati ad esplorare nuovi mercati nelle regioni limitrofe e a partecipare con i propri prodotti ad esposizioni e fiere commerciali. Un’altra opportunità di discussione e scambio di opinioni (da cui scaturiscono decisioni prese in comune) è fornita dall’assemblea annuale dei gruppi di artigiani e dalle riunioni quindicinali del Domestic Marketing Committee (la commissione per la commercializzazione sul mercato interno).
Uno fra i raggruppamenti più attivi degli artigiani è quello formato dalle cooperative che producono tessili: il gruppo si è formalmente costituito in associazione nel 1988 (assumendo il nome di Artisans Association), allo scopo di affrontare con una strategia comune i problemi del settore tessile. Allo scopo di diversificare l’offerta, adattandola alle esigenze di mercati diversi, i gruppi tessili sono stati incoraggiati da Sasha a cercare sbocchi di mercato in proprio. I gruppi più importanti hanno inoltre deciso di realizzare una sorta di riequilibrio delle ordinazioni, per cui accettano anche commesse che superano le loro capacità, per poi trasmetterle a gruppi che ancora non lavorano al massimo delle proprie potenzialità.
Insieme ai successi non mancano i problemi.
Nel proprio lavoro, Ssa si considera al servizio dei produttori e cerca quindi di dare spazio all’autodeterminazione da parte dei gruppi. Questa possibilità esiste in teoria, ma nella realtà non sempre viene utilizzata, sia per motivi di tempo, sia perché all’interno dei gruppi le strutture ed i meccanismi decisionali sono molto differenti tra loro. D’altra parte, va anche ricordato che gli iniziatori e i collaboratori di Ssa si differenziano dagli artigiani per origine sociale, in quanto i primi appartengono ai ceti alti della società indiana, e la buona volontà non sempre riesce a superare differenze sedimentate nel corso di secoli.
Dei prodotti acquistati da Sasha, circa il 70% viene esportato, mentre il restante 30% viene venduto in parte nel negozio che Sasha ha aperto a Calcutta, e che ha anche la funzione di distributore nei confronti di altri negozi a Delhi, Bombay, Madras e in altre grandi città indiane; in parte in esposizioni organizzate, da Sasha stessa o da altre organizzazioni, in diverse parti del paese. Dei numerosi articoli prodotti dai gruppi, la CTM importa soprattutto oggetti in bambù, vasi in ceramica e terracotta, candele, arazzi da muro, foulards, articoli in cuoio e spezie.
 
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