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INDIA - GODAVARI

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L’arte dei merletti
Narsapur è una cittadina situata sulla riva del fiume Vasista Godavari, nel punto in cui esso confluisce nel Golfo del Bengala. Narsapur e i dintorni erano conosciuti già nel secolo scorso per l’arte dei merletti e tuttora la maggior parte delle donne della zona appartenenti alle comunità più povere sbarcano il lunario facendo merletti. Purtroppo le artigiane sono sfruttate dagli intermediari, che comprano il loro lavoro ad un prezzo bassissimo e si arricchiscono esportando i manufatti all’estero. Le donne inoltre non hanno nessuna certezza di avere lavoro per tutto l’anno: questo infatti dipende dal quantitativo di ordinazioni che l’intermediario riesce ad assicurarsi presso i propri clienti. Esse sono quindi completamente in balia dell’intermediario che per di più paga alle artigiane un salario non sufficiente al mantenimento delle loro famiglie.

A metà degli anni Settanta un gruppo di donne stufe della situazione e ormai sicure che dagli intermediari non sarebbero comunque riuscite ad ottenere una giusta retribuzione per il loro prezioso lavoro, decisero di fondare una società cooperativa, e ci riuscirono, non senza dover affrontare molti problemi di natura burocratica e, non ultimo, di coscientizzazione delle donne stesse, per convincerle ad associarsi. In particolare una di esse, la Signora K. Hemalata, artigiana e socia fondatrice della Società, trascorse due anni e mezzo visitando più di 300 villaggi, anche quelli lontani e raggiungibili solo a piedi, spiegando pazientemente a ciascuna delle artigiane la necessità di formare una società cooperativa ed illustrandone i vantaggi. Descrisse alle donne il modo in cui gli intermediari sfruttano i poveri artigiani e si arricchiscono alle loro spalle e parlò loro della necessità di liberarsi dalla stretta degli esportatori-sfruttatori. Ma se vincere la resistenza delle donne non fu sempre facile, superare gli ostacoli frapposti dagli intermediari fu tutt’altra cosa: le socie fondatrici dovettero ad un certo punto dare inizio addirittura ad uno sciopero della fame perché le autorità preposte, messe sotto pressione dagli intermediari, decisi a mettere i bastoni fra le ruote a questo agguerrito gruppo di donne, permettessero la legale registrazione della Società. La cosa andò così oltre che venne risolta a livello ministeriale e finalmente la società fu registrata il 19 maggio del 1979.

I principali obiettivi della “Godavari Delta Women Lace Artisans Cooperative Cottage Industrial Society” (questo il nome per esteso della società) sono i seguenti: procurare i fondi necessari all’attività; acquistare la materia prima e gli attrezzi necessari per trasformarla in prodotto finito; organizzare corsi di formazione per i membri; incoraggiare l’aiuto mutuo e il sostegno ai membri socialmente ed economicamente più deboli; procurare salari più alti ai membri; fare tutto il possibile per migliorare le condizioni di vita dei membri.

I primi passi
All’inizio la difficoltà più grossa incontrata dalla neonata società fu quella di ottenere assistenza finanziaria: né l’“All India Handicrafts Board” né il Governo dell’Andhra Pradesh, i due organismi governativi preposti allo sviluppo dell’artigianato tradizionale e in cui le socie avevano riposto tutte le speranze, si resero disponibili a sostenere economicamente le artigiane, a dispetto delle loro frequenti attese nei loro uffici. Quando ormai un diffuso scoramento si andava sostituendo all’entusiasmo iniziale, un fatto inaspettato cambiò il corso delle cose: nel 1980 una rappresentante della Ford Foundation si trovò a visitare la Società e potè apprezzare il lavoro fatto dalle donne fino a quel momento, notando però anche la situazione di difficoltà economica in cui si trovavano. Decise quindi di riferire la storia di queste donne alla responsabile per India e Bangladesh di Oxfam America, la quale a sua volta si adoperò per far giungere alla Società il sostegno economico necessario e incoraggiò in ogni modo l’inizio dell’attività produttiva.

Grazie al finanziamento ricevuto da Oxfam America, nel primo anno la Società potè organizzare un corso di formazione per due gruppi, ciascuno di dieci donne; mettere in piedi un piccolo ufficio per la gestione amministrativa; pagare meglio le artigiane e distribuire fra di esse i profitti ricavati dalle vendite. Basti pensare che, mentre quando lavoravano per gli intermediari le artigiane guadagnavano 24 rupie per il confezionamento di un centrino di una determinata grandezza, la Società paga per lo stesso lavoro 70 rupie.
In breve tempo si passò dai 100 membri iniziali ai 600 dei giorni nostri, di cui la maggioranza sono vedove, donne anziane e povere. Oxfam America continuò a dare appoggio finanziario per i primi tre anni di attività, durante i quali la Società si sviluppò fortemente, e rese anche possibili i primi contatti con alcune organizzazioni di commercio equo. Il primo contratto la Società lo sottoscrisse con Trade Aid Importers, della Nuova Zelanda, che fece un ordine nel 1983 e che continuò poi regolarmente ad acquistare i prodotti di Godavari. A questo cliente si aggiunsero poi nel tempo Oxfam Trading (Gran Bretagna), Trading Partners (Australia), Serrv Self-Help Handicrafts (USA) e Ctm.

Nell’agosto del 1986 un’inondazione distrusse l’intera area in cui vivevano i membri della società, che persero la casa e la possibilità di lavorare. In questa circostanza, l’aiuto delle organizzazioni straniere fu importante per ricominciare l’attività, che tuttora è fiorente.
 
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