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INDIA - SWALLOWS

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India

La conoscenza del batik
Il quartiere New Washermenpet di Madras rispecchia i problemi delle baraccopoli di tutti i paesi del Sud del mondo: catapecchie ammassate, assenza totale di infrastrutture, strade non pavimentate che nel periodo delle piogge si trasformano in poltiglia fangosa, condizioni igieniche assai precarie, spesso causa d’epidemie, elevata densità di popolazione con forte migrazione dalle zone rurali, tasso d’analfabetismo e di disoccupazione intorno al 70%. Nel 1962 i volontari svedesi di Swallows, un’organizzazione di aiuto allo sviluppo che si rifà al movimento di Emmaus, in collaborazione con la branca indiana del Servizio Civile Internazionale, cominciarono a svolgere attività di scolarizzazione ed educazione sanitaria nel quartiere per far sì che agli abitanti diventassero progressivamente autosufficienti, grazie anche ad una maggior fiducia nelle proprie possibilità. Ben presto ci si rese conto, tuttavia, che per le donne di New Washermenpet il problema principale era la mancanza di sbocchi lavorativi e si decise quindi di iniziare con piccole attività artigianali. Le donne impararono l’arte del batik e del ricamo, diventando in breve tempo sia artigiane che insegnanti del mestiere appreso. Ancora oggi la cooperativa non svolge dei corsi formalizzati ma gli apprendisti imparano le diverse tecniche lavorando a fianco degli artigiani. Con il tempo si ampliò la gamma dei manufatti che vennero in gran parte venduti all’estero. Nel 1978 il progetto Swallows (che significa rondini) “prese il volo”, passò cioè completamente in mani indiane e le donne fondarono ufficialmente la cooperativa. Da allora le socie prendono parte sia al processo produttivo che a quello decisionale; è considerato di fondamentale importanza che ci sia sempre un flusso d’informazioni tra tutti i componenti e che vengano discusse collettivamente la politica commerciale, i problemi della produzione, come anche il programma di formazione e quello sociale.
Durante l’assemblea annuale viene eletto un presidente (in carica per 3 anni), un consiglio direttivo e dei comitati specifici per i vari settori. Il consiglio, attualmente composto da sette membri (cinque donne e due uomini) si riunisce regolarmente e si occupa della gestione della cooperativa. Per svolgere il lavoro amministrativo e soprattutto per seguire le operazioni relative all’esportazione sono stati assunti sei uomini che prendono parte alle riunioni ma non hanno diritto di voto. Se da una parte il potere decisionale è largamente in mano alle donne (la presidente è donna, come anche la maggioranza dei consiglieri nonché dei soci) è stato inevitabile affidare ad alcuni uomini il lavoro d’ufficio, sia per la loro conoscenza dell’inglese che per la migliore preparazione scolastica. Tra i compiti del consiglio direttivo vi è anche quello di stabilire salari; grazie ai buoni risultati delle vendite, le socie di Swallows ricevono uno stipendio superiore agli standard indiani e godono di migliori condizioni lavorative. L’orario di lavoro va dalle 8.30 alle 17.30 con un’ora di pausa pranzo; ogni mese vi sono tre giorni di ferie, tutte le domeniche ed un sabato liberi (in una fabbrica indiana si lavora invece 25-27 giorni al mese) e il congedo per malattia o per maternità viene retribuito.
Annesso ai laboratori ed agli uffici c’è un locale per l’asilo che al momento è inutilizzato in quanto le donne preferiscono che i bambini rimangano nella propria famiglia o in quella di altre socie. I soldi guadagnati servono sia per mandare i figli a scuola che per migliorare le condizioni abitative; molte donne vivono ora in case di mattoni, usufruiscono d’acqua potabile e in alcuni casi di una rete fognaria. Le strade del quartiere inoltre sono state in buona parte pavimentate; tutti questi cambiamenti rendono meno probabile il diffondersi di incendi ed epidemie.
La cooperativa promuove anche un programma socioculturale che comprende corsi di alfabetizzazione, corsi formativi per la gestione di una cooperativa, momenti di discussione su temi generali e proiezione di film. In conclusione si può affermare che la struttura interna di Swallows è fortemente democratica e che le donne hanno acquisito sicurezza e fiducia in se stesse tanto da essere in grado di gestire autonomamente la cooperativa, cosa impensabile 30 anni fa. Rimane tuttavia del lavoro da svolgere affinché le socie riescano ad avere maggiori contatti con l’esterno e migliorino oltre alla vita della loro famiglia, anche la propria.
Attualmente lavorano nel progetto 210 donne: la scelta di impiegare soprattutto donne dipende dal fatto che gli uomini possono trovare lavoro più facilmente, mentre per le donne è quasi impossibile trovare il modo di guadagnare qualche soldo.

Il difficile volo
La cooperativa ha suddiviso in reparti, ognuno supervisionato da un responsabile, le diverse fasi produttive:
- sezione batik (11 artigiani, 8 persone adibite a togliere la cera, 4 tintori);
- sezione di sartoria (20 lavoranti);
- sezione delle rifiniture (5 lavoranti, 2 stiratrici, 2 persone per gli imballaggi).
Nell’amministrazione lavorano un segretario, un ragioniere, un dattilografo, un responsabile alle vendite ed un aiutante. Uno dei locali della cooperativa è adibito a laboratorio per l’intaglio del legno e vi lavorano tre artigiani disabili. I pannelli di legno di tek, le copertine di quaderni e notes prodotti sono decorati a mano dalla sezione batik, e vengono commercializzati dalla cooperativa stessa.
La sezione batik confeziona inoltre arazzi che si ispirano alla vita degli artisti stessi, alla mitologia indiana, alla storia della cooperativa; gli artisti disegnano ed eseguono il batik.
Con le altre stoffe batik vengono confezionati camicioni tradizionali (kurtha), gonne, gilet, sciarpe, borse, nonché articoli per la casa. Il materiale grezzo viene acquistato da altri gruppi sul mercato locale e può essere sia tessuto a mano che a macchina: viene successivamente tinto utilizzando coloranti chimici. Le macchine da cucire utilizzate sono azionate a manovella ed il ferro da stiro funziona a carbone.
Recentemente Swallows ha dovuto affrontare un grosso problema: il prezzo del filo è improvvisamente aumentato del 50% e non è facile sapere quando e se si abbasserà nuovamente. La produzione di cotone del Bangladesh copre solo il 10% del fabbisogno totale e il 90% del cotone viene importato da Pakistan, India, Cina e Usa. Nonostante questo, Swallows riesce ad ottenere un buon prezzo dalle Ato’s.
Considerati gli stipendi e le buone condizioni di lavoro, i prodotti risultano troppo costosi per il mercato interno; in India viene infatti venduto solo il 30% dei manufatti di Swallows. Si sta tuttavia tentando di ampliare questo mercato per evitare la forte dipendenza dalle Ato’s e per cautelarsi di fronte alle continue restrizioni doganali imposte dall’Unione Europea. Non bisogna inoltre dimenticare che in India è molto difficile ottenere licenze per l’esportazione. Swallows sta esportando i propri prodotti dal 1975: inizialmente l’esportazione veniva fatta attraverso un’altra organizzazione ma dal 1992 Swallows è in grado di gestire autonomamente tutte le pratiche necessarie. Attualmente i prodotti vengono esportati in Giappone, Scandinavia, Germania (Gepa), Austria (Eza), Inghilterra (Trade Craft), Olanda (Fto) ed Italia (Ctm). La vendita attraverso le organizzazioni di commercio equo e solidale resta comunque un canale privilegiato non solo per assicurare un’entrata alla cooperativa ma anche per far conoscere la storia di autosviluppo e liberazione di questo gruppo di donne indiane. In Scandinavia i batik di Swallows sono stati esposti in numerosi musei e gallerie d’arte riscuotendo ammirazione e interesse da parte del pubblico.