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BANGLADESH - MENNONITE COMMITTEE

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Mennonite Central Committee (Mcc)
Bangladesh

Borse di juta, carta di juta
Mcc produce, attraverso gruppi artigiani composti prevalentemente da donne, un’ampia varietà di oggetti di artigianato. Il gruppo “Action Bag Handicrafts” lavora borse ed altri articoli in juta, “Eastern Screen Printers” oggetti di carta decorata, “Shuktara Handmade paper” carta fatta a mano, ricavata da scarti di juta. I gruppi “Surjosnato Coconut”, “Bagdha Rope and Twine” e “Jobarpar Rope and Twine” sono invece specializzati nella produzione di fibre di cocco essiccato, corde di canapa e spago. “Bagdha Woodcrafts” produce oggetti artigianali, giocattoli in legno e bambù. Artigianato viene anche prodotto dalle donne del gruppo “Keya-Palm handicrafts”, ma in fibra di palma e consta di set da tavola, portamatite, braccialetti, fiori e vasi.

Le donne tessono
Il “Mennonite Central Committee” (Mcc) è l’organizzazione di cooperazione allo sviluppo delle chiese mennonite degli Stati Uniti e del Canada, formatasi nei primi anni ’20 allo scopo di portare aiuto ai mennoniti di Russia, in difficoltà dopo la Rivoluzione di Ottobre: la neonata organizzazione intervenne in quel caso inviando beni e denaro, così come fece in Europa alla fine della Seconda guerra mondiale; da quel momento in poi Mcc non ha cessato di crescere, ed interviene oggi in circa cinquanta paesi di tutto il mondo, con oltre mille volontari (nord-americani, asiatici ed europei) impegnati in progetti di sviluppo agricolo ed economico, nella sanità di base, in progetti generatori di reddito e di occupazione, come pure negli aiuti d’emergenza. In Bangladesh, Mcc arriva per la prima volta nel 1970 per portare soccorso ai sopravvissuti della mareggiata che colpì la città di Noakhali. Negli ultimi anni, la vocazione di Mcc è andata sempre più spostandosi dall’emergenza ad un lavoro di sviluppo, soprattutto nei tre settori della produzione alimentare, creazione di posti di lavoro e sanità (che comprende anche la pianificazione familiare).
Principi comuni a tutti i progetti devono essere, secondo Mcc:
- privilegiare le azioni che favoriscono l’autonomia locale;
- ignorare differenze di casta o religione;
- non dare gli aiuti gratuitamente, eccetto nei casi di emergenza, per non favorire una mentalità di dipendenza.
L’attività principale svolta da Mcc dal punto di vista del commercio equo e solidale è la promozione di piccole imprese artigianali, che vengono assistite e seguite nei primi anni di vita.
Preposto a questa funzione è il dipartimento “Job creation” (creazione di posti di lavoro) che ha iniziato a funzionare nel 1975. Il tipo di impresa artigianale creato da Mcc, oltre ad avere lo scopo prioritario di procurare lavoro, deve rispondere ai seguenti criteri:
- che sia diretta e gestita nell’interesse dei produttori;
- che sia replicabile;
- che si basi su prodotti e processi di lavorazione atti ad aumentare l’occupazione.
L’assistenza fornita da Mcc a queste imprese nascenti è organizzata in tre fasi:
- ricerca e sviluppo: in questa prima fase, Mcc scopre, inventa o riadatta prodotti e li sperimenta. In questa fase, la proprietà di ogni idea o progetto è di Mcc;
- produzione e commercializzazione a titolo sperimentale: in questa seconda fase si mette in piedi un’unità produttiva sperimentale, e si affrontano i principali problemi riguardanti il processo produttivo e la vendita; si formulano le prime ipotesi sulla gestione e la proprietà dell’impresa, che verrà gradualmente ceduta ai produttori. Tutte le strutture sono cedute gratuitamente all’impresa, ma se è necessario l’acquisto di materie prime, questo viene effettuato tramite un credito concesso da Mcc;
- piena operatività: è la fase in cui la validità dell’impresa viene sottoposta alle prove definitive, in vista della sua autonomia. Mcc continua a prestare consulenza, ma richiede che i produttori assumano il pieno controllo amministrativo e finanziario. A questo stadio, tutti i fondi forniti all’impresa sono a titolo di prestito.

In queste fasi di avviamento, in definitiva, Mcc fornisce tutta la propria assistenza all’impresa, fabbricando perfino le attrezzature necessarie alla produzione (attraverso il proprio dipartimento di tecnologia appropriata), costruendo i locali necessari, assumendo il personale, curando la commercializzazione dei prodotti e coprendo tutti i costi relativi. Durante la terza fase, la proprietà dell’impresa è per il 51% dei lavoratori, fino ad un massimo del 25% del direttore generale, e per il restante 24% dei quadri intermedi. Quando si ritiene che l’impresa possa diventare autonoma, ne viene stimato il valore; quest’ultimo viene poi considerato come prestito da Mcc all’impresa stessa da rifondersi in un periodo di sette anni, al tasso di interesse del 6% annuo.
In questa somma è compreso anche un minimo di capitale di funzionamento. Se l’impresa ne richiede in misura maggiore, ad esempio per acquistare materia prima per la produzione, viene fornito da Mcc al tasso del 12% annuo, e deve essere rimborsato entro 60 giorni.
Le imprese create in tal modo da Mcc rientrano essenzialmente in tre categorie, a seconda del prodotto:
- oggetti d’uso, come sapone, spazzole, etc.;
- prodotti alimentari, come pesce secco, soia, etc;
- prodotti di artigianato, soprattutto per l’esportazione.
Mcc non nasconde tutta una serie di problemi in cui i progetti normalmente incorrono e che ne diminuiscono senza dubbio l’efficacia. Il più importante sembra essere quello di trovare e formare personale qualificato addetto alla gestione delle imprese: si tratta infatti di trasformare un abitante delle campagne, analfabeta, in un direttore di azienda, e quando si riesce nell’impresa, la persona spesso abbandona Mcc per un lavoro più vantaggioso, spesso con lo Stato o con un’altra Ong. Un altro grave problema che si è dovuto affrontare è quello della corruzione, che continua a minare gli sforzi produttivi delle imprese.
Per quello che riguarda i prodotti di artigianato Mcc ha anche una propria organizzazione commerciale internazionale, chiamata “Self-Help Crafts”, che opera attraverso una rete di oltre 200 negozi in Canada e negli Stati Uniti, gestiti da volontari. Anche con le altre organizzazioni del commercio equo Mcc tiene contatti regolari in rappresentanza dei gruppi artigiani, attraverso un bollettino trimestrale.
Gli oggetti d’uso e i prodotti alimentari vengono invece venduti da Mcc sul mercato interno, attraverso un’organizzazione locale di commercializzazione che tiene i contatti fra i produttori e le istituzioni nazionali potenziali acquirenti, come aziende, ospedali, orfanotrofi. Il dipartimento di commercializzazione si autofinanzia trattenendo una differenza fra il prezzo di acquisto dei prodotti e quello di vendita, ma fornisce anche servizi di formazione e di consulenza ai produttori.
La Ctm, che ha rapporti commerciali con Mcc dal 1990, importa una selezione di prodotti artigianali (cesti, borse di juta e giochi, fiori di palma, carta da lettera e cartoleria, saponette di neem).
 
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 PROGETTO MENNONITE