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BANGLADESH - CORR THE JUTE WORKS

prodotti relativi
Christian Organization for Relief and Rehabilitation (Corr) - the Jute Works
Bangladesh

Una fibra, un mondo
Corr - the Jute Works commercializza una gamma di prodotti che conta oltre 900 articoli nelle diverse linee di produzione: borse, portafogli, portadocumenti in juta, canna e cotone; sottopiatti in juta; giocattoli e bambole in juta e cotone; braccialetti e collane in juta e gusci di noce di cocco; cesti in canna e foglie intrecciate; sika di varie dimensioni e misure; vasi e altri articoli in terracotta e ancora amache, tovaglie, decorazioni natalizie e stuoie in juta.
La lavorazione viene curata da donne che, lavorando a casa 4 o 5 ore al giorno, coinvolgono nella produzione diversi membri della famiglia e contribuiscono così all’economia domestica procurando una ulteriore fonte di reddito.
Le tecniche di lavorazione sono quasi tutte tradizionali, perché normalmente usate dalle donne per costruire oggetti presenti nelle loro case (ad es. le sika). Lo stile, invece, è stato adattato al gusto occidentale per renderne possibile l’esportazione.
Le artigiane sono organizzate a livello locale in gruppi cooperativi autogestiti, i quali, dopo aver ricevuto di volta in volta da Jute Works le ordinazioni del lavoro, provvedono esse stesse, eliminando così gli intermediari, a procurarsi in loco la materia prima necessaria - juta, bambù, foglie, canne, noci di cocco, argilla - che verrà poi utilizzata per la produzione dei diversi articoli. Su tutto il territorio del Bangladesh, in 16 distretti diversi, ci sono 214 cooperative di questo tipo che coinvolgono il lavoro di 7.000 donne e che fanno riferimento a Jute Works, l’organizzazione centrale con sede nella capitale Dhaka.
Jute ed emancipazione
Jute Works è un’associazione senza scopo di lucro di donne artigiane che venne costituita nel 1973, subito dopo la fine della guerra di liberazione combattuta contro il Pakistan, per contribuire all’emancipazione delle donne nelle zone rurali del Bangladesh. Donne che, per tradizione, non possono lavorare in luoghi pubblici e perciò sono costrette a rimanere a casa e ad occupare un ruolo subalterno all’interno della famiglia. Dando loro la possibilità di guadagnare denaro, tramite piccoli lavori artigianali da svolgere a casa nel tempo libero dalle altre attività, Jute Works contribuisce a valorizzare il ruolo della donna nell’ambito dell’economia familiare.
Fino al 1981, anno in cui venne registrata come associazione autonoma, Corr - the Jute Works operava come progetto di sviluppo della Caritas Bangladesh, precedentemente nota col nome di Corr (Christian Organisation for Relief and Rehabilitation).
Jute Works, oltre a visitare regolarmente i gruppi di donne e a fornire loro formazione e aggiornamento nel campo della produzione artigianale, riceve gli ordini dai clienti e provvede ad una giusta ripartizione del lavoro fra i diversi gruppi di base.
I prodotti vengono sottoposti ad un primo controllo di qualità da parte delle responsabili delle cooperative di villaggio, poi trasportati nei magazzini dell’organizzazione a Dhaka dove vengono nuovamente controllati e preparati per l’esportazione.
Jute Works cerca di assicurare alle donne un salario dignitoso, mentre le stimola a risparmiare una parte dei loro guadagni.
A questo scopo sono stati creati dei fondi di assistenza, come il Fondo Rotatorio di Sviluppo dei Gruppi e il Fondo per Piccoli Crediti, da cui i gruppi e le singole artigiane possono ottenere prestiti per investirli in altre attività redditizie, quali piccoli allevamenti o coltivazioni, e due fondi di previdenza sociale tramite i quali il profitto realizzato annualmente dall’organizzazione viene riassegnato alle singole artigiane che possono scegliere se utilizzarlo subito oppure conservarlo fino al momento in cui lasceranno la cooperativa.
Oltre che nella promozione commerciale ed economica, Jute Works è impegnata in opere di promozione sociale: coi proventi delle esportazioni, per esempio, è stata costruita una scuola elementare, che poi è passata in gestione allo Stato, e si è finanziato il miglioramento delle infrastrutture in una scuola secondaria. Inoltre in tre diversi punti del paese sono stati costruiti degli edifici che vengono usati come deposito di materia prima, ufficio, punto d’incontro e sede per corsi di formazione. Il settore educativo inoltre pubblica un trimestrale il “Bangala Newsletter” che informa sulle attività di Jute Works e su quelle dei gruppi fratelli.
In ambito igienico-sanitario, sono stati scavati 48 pozzi che riforniscono di acqua potabile 28 gruppi e sono stati installati sistemi di latrine più igienici, mentre un gruppo educativo diffonde informazioni sui benefici di una corretta pianificazione familiare.
In occasione di calamità naturali, molto frequenti in Bangladesh, Jute Works fornisce assistenza materiale ed economica alle artigiane delle zone più colpite.
Le inondazioni ricorrenti sono dovute al disastroso stato dell’ambiente in un Paese dall’equilibrio ecologico così delicato come il Bangladesh. A questo proposito Jute Works ha avviato un programma di riforestazione, affidando a più di 3.000 famiglie la cura di 10pianticelle di alberi da frutta ciascuna.
Ma l’opera più importante dal punto di vista sociale è quella della coscientizzazione delle donne, che sono per la maggior parte analfabete; tramite piccole attività redditizie come quella artigianale, acquisiscono una più alta stima di se stesse, un ruolo di maggior rispetto nella società e vengono a contatto col mondo esterno, aiutando allo stesso tempo la situazione economica della famiglia specialmente nei momenti più difficili.

Jute Works è retta da un Consiglio di Amministrazione composto da otto persone (4 donne e 4 uomini), tre delle quali sono membri a vita, mentre le altre cinque vengono elette dai gruppi di produttrici e durano in carica per tre anni. Il personale impiegato direttamente dall’organizzazione conta 95 persone, fra cui 61 sono impegnate nel lavoro di contatto, supervisione, assistenza ai gruppi, mentre le altre operano negli uffici e nel magazzino dell’associazione a Dhaka.
Non esistendo un mercato interno per questo tipo di articoli, tutta la produzione dei gruppi associati a Jute Works viene indirizzata all’esportazione verso paesi come Stati Uniti, Germania, Italia, Svezia, Australia, Giappone ed altri ancora. Jute Works fornisce anche un servizio di esportazione per altre 21 Ong bengalesi che coprono, coi loro prodotti, il 56% del valore totale esportato. A questo proposito l’organizzazione ha ricevuto nel 1976, 1978 e 1982 tre riconoscimenti ufficiali come maggiore esportatore di artigianato in Bangladesh, e il Gran Premio Internazionale “Europa 88” per il livello di qualità commerciale raggiunto.
La maggior parte dei 72 acquirenti di 20 paesi del Nord del mondo sono organizzazioni di commercio equo e solidale quali: Self Help Craft (USA), Oxfam Trading (UK), Gepa (Germania), Self Help Craft (Canada), Sackeus (Svezia), Traidcraft (UK), Eza (Austria), Caa Trading (Australia), Bridgehead (Canada) e Ctm (Italia).
Per quanto riguarda gli acquisti l’Italia è il quinto paese con il 5,68% dell’esportazione assorbita, dopo gli Stati Uniti col 19,20%, la Germania col 16,14%, la Gran Bretagna col 15,35% e il Canada col 12,52%.
 
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