PRODOTTI


Prodotti Biologici
Prodotti Fairtrade
Novità

PROGETTI

SRI LANKA - SARVODAYA

prodotti relativi
Sarvodaya
Sri Lanka

Il risveglio
Sarvodaya Shramadana Movement è un movimento in cui sono coinvolte molte migliaia di persone in qualità di membri e, allo stesso tempo, di beneficiari. Queste persone sono sparse in circa 8.000 villaggi e comunità urbane in tutto lo Sri Lanka e sono impegnate in una grande varietà di attività finalizzate a migliorare la loro qualità della vita.
Complessivamente, le persone coinvolte nelle attività collegate a Sarvodaya possono essere calcolate intorno ai 3 milioni fra uomini, donne e bambini. E ci sono circa 40.000 persone che lavorano per Sarvodaya a tempo pieno per garantire la necessaria direzione e forma organizzativa al movimento. In concreto Sarvodaya si propone di innescare una serie di processi di sviluppo che abbiano come risultato la creazione di una estesa rete di aiuto mutuo tra le comunità di villaggio. E fa questo stabilendo obiettivi e piani di lavoro in accordo con gli abitanti delle singole realtà territoriali, tenendo conto delle loro esigenze e risorse.
Lo sviluppo economico non è considerato un’attività isolata nei programmi di Sarvodaya, ma è visto come uno dei settori in un complessivo processo di “risveglio” degli individui, dei gruppi familiari, delle comunità urbane e di villaggio, della nazione intera. Accanto al settore economico, i programmi integrati di Sarvodaya includono interventi di formazione a livello spirituale, morale, culturale, sociale e politico.

Voltare pagina
Sarvodaya è un movimento religiosamente e politicamente neutrale conosciuto in tutto lo Sri Lanka. Sarvodaya è una parola composta da “Sarva”, che in sanscrito significa “abbracciando tutti” e “Udaya”, che significa “risveglio”. Fu Gandhi che coniò questo vocabolo per descrivere la società che avrebbe preso il posto dell’India coloniale. Una società che comprende tutti gli individui e ne favorisce la partecipazione. È da questo tipo di impostazione che nasce il movimento Sarvodaya con l’intento di avviare un cambiamento rivoluzionario non-violento nelle persone e nella società, a partire dagli strati sociali meno favoriti.
Negli anni cinquanta un gruppo di insegnanti, guidati da A.T. Ariyaratne, futuro leader del movimento, diede vita, sulla base di una critica profonda al sistema scolastico ufficiale, a un esperimento educativo che è riuscito a creare, fino ad oggi, 3.000 scuole. Dal 1967 si lavora anche in altri settori, organizzando i lavori ritenuti necessari dai contadini (acqua potabile, servizi sanitari, case, strade, fognature); ma, a differenza dell’approccio classico allo sviluppo, la metodologia di lavoro è rigorosamente comunitaria, per evitare la dipendenza dall’esterno e rendere autonomi e consapevoli delle proprie capacità i contadini stessi. Oggi Sarvodaya è presente in circa 8.000 villaggi (un quinto del paese) e ai suoi campi di lavoro comune hanno partecipato fino ad oggi almeno un milione e mezzo di persone. A queste attività si sono aggiunte l’erogazione di crediti e la raccolta dei risparmi, l’aiuto legale, l’assistenza agli orfani e agli handicappati in nove case del movimento, il lavoro in situazioni di emergenza e l’aiuto alle vittime della violenza, la presenza nel movimento per la pace, corsi di formazione per leaders di comunità, ecc.

Un seme di vita
Fino al 1974 Sarvodaya ha fatto affidamento solo su risorse locali; in seguito alcuni organismi internazionali hanno contribuito a finanziare il movimento. Nel 1986 si è deciso che, per assicurare continuità alla sua crescita, bisognava rendersi più autonomi ed essere capaci di autofinanziarsi, al di là dei contributi esterni. È per questo che fu creata Seeds (Sarvodaya Economic Enterprises Development Services); una impresa che incentiva la formazione di gruppi di artigiani, li assiste sotto il profilo economico e tecnico, si occupa della commercializzazione dei loro prodotti. I prodotti che Sarvodaya compra e commercializza sono moltissimi: articoli in legno, oggetti laccati, ceramiche, stoffe e foulards in batik, animali di stoffa.
Sono circa trenta i gruppi da cui Seeds compra i prodotti: cinque gruppi producono articoli in legno dipinto, venti cesti in giunco, un gruppo produce ceramiche, due articoli in legno laccato e altri due articoli in ottone. Si tratta in genere di piccoli gruppi, formati al massimo da una ventina di persone. Oltre a questi gruppi indipendenti, ci sono anche tre sezioni interne all’organizzazione: una specializzata in giochi educativi, una nella produzione di batik e un’altra nella produzione di animali di stoffa. In tutto più di trecento persone sono impegnate part-time o a tempo pieno nell’attività di esportazione di Sarvodaya.
Solo dopo aver ricevuto gli ordini dai clienti Sarvodaya distribuisce il lavoro ai gruppi di produttori; a lavoro finito vengono raccolti i prodotti e pagati subito e in contanti gli artigiani. I produttori ricevono periodicamente visite da Sarvodaya che verifica le condizioni di lavoro e il trattamento salariale, che, nel caso dei gruppi esterni, è stato precedentemente pattuito con il datore di lavoro.
La maggior parte dei gruppi sono composti da famiglie, da vicini di casa o da questi più altri lavoratori che si riuniscono in una casa. Le donne costituiscono la maggioranza dei produttori perché approfittano del fatto che questo tipo di organizzazione del lavoro permette loro di evitare lunghi spostamenti fino alle fabbriche di abbigliamento della zona. Questo significa non dover abbandonare il proprio villaggio e riuscire a guadagnare abbastanza sia per risparmiare qualcosa sia per altri scopi che vanno al di là della sopravvivenza quotidiana.
Sarvodaya vende i propri prodotti solo ad organizzazioni di commercio equo. I principali acquirenti sono Serrv (Usa), Oxfam e Traidcraft (GB), Team (Germania), Alternativ Handel (Norvegia), Os3 (Svizzera), North and South Exchange (Svezia) e Ctm in Italia.
 
Allegati

PRODUTTORI

 SARVODAYA PROGETTO