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SRI LANKA - PODIE

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People’s Organisation for Development, Import & Export (Podie)

Giardini di spezie
Podie (People’s Organisation for Development, Import & Export) acquista da produttori locali diversi tipi di spezie, per poi avviarli all’esportazione tramite le organizzazioni del commercio equo e solidale europee.
Lo Sri Lanka è un’isola nota fin dall’antichità per i suoi giardini di spezie, dove crescevano varietà allora uniche al mondo. Le principali spezie importate dallo Sri Lanka sono:
- Curry: si tratta in realtà di una miscela che contiene almeno dodici spezie differenti, che possono dare sapori e colori più o meno forti. Ingredienti sempre presenti in ogni miscela sono le foglie di curry e la curcuma. I curries sono delle miscele molto salubri, e vengono usate soprattutto in salse, con verdure cotte e riso.
- Foglie di curry: sono le foglie di un albero tropicale, paragonabile all’alloro, e si possono anche mangiare intere. Sviluppano meglio il loro aroma se usate fin dall’inizio della cottura, e sono adatte per verdure, pesce e salse. Hanno proprietà calmanti e febbrifughe.
- Chili: è forse la spezia più forte che esista, e la più usata nei paesi orientali come in Africa. Contiene vitamine A, C, E e P, ha proprietà digestive e antibatteriche e attiva la circolazione.
- Curcuma: è una radice indiana, chiamata anche “zafferano indiano” perché colora intensamente le pietanze di giallo. Ha proprietà antibatteriche (anche usata su ferite), favorisce la digestione, disintossica il fegato, stimola la secrezione biliare. È anche un ottimo colorante vegetale per tessuti.
- Zenzero: è il rizoma di una pianta tropicale, dal sapore caldo e pungente. È usato dai popoli orientali in condimenti, salse e dolci. In Africa vi si prepara una bevanda fredda molto dissetante. Stimola le funzioni digestive ed è un buon carminativo. Può essere usato in impacchi contro i dolori reumatici.
- Cannella: la sua corteccia entra nella preparazione di dolci e salse. Ha funzioni digestive, carminative e antisettiche. Come bevanda calda, aiuta a combattere raffreddori e influenza.
- Noce moscata: molto conosciuta ed apprezzata anche in occidente, la noce moscata ha un aroma marcato e forte, e si usa in piatti di patate, verdure, pesce. Stimola la circolazione, attiva la digestione, ed ha proprietà carminative ed afrodisiache.
- Pepe: forse la spezia più diffusa al mondo, con la quale ebbe inizio il commercio delle spezie fra l’Asia e l’Europa, e che in seguito portò guerre e colonialismo in molti paesi asiatici. I grani di pepe nero sono le bacche verdi, essiccate e fermentate, di una pianta rampicante tropicale, ed hanno un aroma forte e pungente. Stimola l’appetito e la secrezione dei succhi gastrici, è carminativo e sudorifero.
- Coriandolo: come l’anice ed il finocchio, è originario del Mediterraneo orientale, ed era già conosciuto dai Greci e dai Romani, che lo usavano per aromatizzare vino e frutta. I suoi semi sono molto utilizzati per preparare dolci natalizi in Europa centrale, e sono adatti anche per aromatizzare il pane: basta aggiungere nell’impasto una parte di semi interi ed una di semi macinati. I semi di coriandolo hanno proprietà digestive, diuretiche e stimolano il sistema circolatorio. Come rimedio contro il raffreddore e il mal di testa usare miele con coriandolo macinato, oppure un infuso di coriandolo e zenzero con miele.
- Chiodi di garofano: sono i germogli essiccati di un albero sempreverde tropicale originario dell’Indonesia. Si usano in cucina per aromatizzare bevande calde, creme, riso dolce, budini e biscotti. Hanno un’azione antibatterica, stimolante, appetitiva, digestiva e benefica sul sistema respiratorio. Masticare chiodi di garofano aiuta a lenire il mal di denti e manda via l’alito cattivo. Un sacchetto di lino con chiodi di garofano messo nell’armadio è indicato per prevenire le tarme.
- Cardamomo: è chiamata in India “la regina delle spezie”: è infatti la spezia tropicale più costosa. I piccoli baccelli triangolari sono i frutti di una pianta della famiglia dello zenzero. Hanno un aroma caratteristico, caldo e pungente, dovuto al loro olio essenziale. Poco noto in Italia, il cardamomo è utilizzato in Oriente e nei paesi anglosassoni per condimenti aromatici, dolci e bevande. In Europa centrale viene usato soprattutto nella preparazione di dolci e paté. Ha un alto contenuto di proteine, ferro e vitamine A, B e C, ed ha proprietà appetitive, digestive, antisettiche, calmanti, anche per bronchite e raffreddore. Usato in parti uguali con finocchio e cumino in polvere, ha forti proprietà digestive.
- Citronella: è un’erba tropicale, utilizzata soprattutto in India, Indonesia e Sri Lanka come spezia e sotto forma di essenza. Le foglie sminuzzate emanano un odore simile a quello del limone: vengono usate in piatti di verdure e in molti curries; aggiunte all’inizio della cottura sviluppano pienamente il loro aroma. L’infuso di citronella rinforza lo stomaco, è carminativo, diuretico, febbrifugo, sudorifero, e combatte mal di stomaco, diarrea e dolori mestruali.
- Cumino: i piccoli semi del cumino asiatico sono simili ai nostri, ma presentano un aroma più forte e leggermente amaro. I Romani lo utilizzavano dopo aver mangiato aglio e cipolla, in modo da allontanare l’alito cattivo. In America e in Olanda il cumino viene utilizzato per insaporire formaggi, insaccati, e conserve di carne. È appetitivo, aiuta la digestione, calma lo stomaco, lenisce la diarrea. Si utilizza sul pane, per insaporire verdure e tutte le pietanze grasse e di difficile digestione.
- Sesamo: i suoi semi sono molto ricchi di ferro, calcio, fosforo, vitamine A, B1 e B2, oli (50%) e proteine. Il suo impiego è molto ampio, dalle verdure al pane, alle insalate, al muesli. Un consiglio: tostati in forno a 220°, i semi di sesamo acquistano una consistenza croccante e un sapore simile a quello delle nocciole; macinati e uniti con sale marino (una parte di sale, da sei a dieci parti di sesamo) costituiscono una ghiottoneria salata da spargere su una fetta di pane.

Lo sfruttamento coloniale
La storia dello Sri Lanka è strettamente intrecciata con la coltivazione delle spezie. Già agli inizi del ’500 esse (soprattutto la cannella) attirarono l’attenzione dei portoghesi. Dopo un periodo di dominazione olandese, nel 1795 l’isola diventa colonia inglese, ed inizia così l’economia delle piantagioni: tè e spezie. Gli inglesi trasferiscono dall’India meridionale le popolazioni musulmane Tamil, per farle lavorare nelle piantagioni: la loro presenza darà luogo al secolare conflitto etnico con la maggioranza singalese buddista. A partire dal XIX secolo, l’economia dello Sri Lanka è sempre più caratterizzata dall’ esportazione: la tendenza continua anche dopo l’indipendenza (1948) e il 95% degli introiti da esportazione provengono dalle piantagioni; la metà delle importazioni è costituita da generi alimentari.
Podie, che in lingua singalese significa “piccolo”, cerca di stabilire contatti con i piccoli produttori di spezie locali, in modo da sottrarli allo sfruttamento degli intermediari. Podie, fondata nel 1974 nella città costiera di Negombo, a nord di Colombo, è una piccola organizzazione autosufficiente che si occupa della commercializzazione delle spezie prodotte da 16 gruppi organizzati in cooperative.
Vediamo più da vicino come lavora uno di questi gruppi: le donne di Talawila formano un gruppo di 12 persone, per le quali la produzione di spezie rappresenta una possibilità di lavoro sicura e duratura: le uniche altre opportunità di guadagno sono infatti limitate, per le donne di Talawila, alla raccolta delle cipolle una volta l’anno. Il ricavato della produzione viene diviso fra le donne, e una piccola parte utilizzata per coprire le spese; i compiti amministrativi sono svolti da una donna del gruppo.
Podie, oltre ad acquistare il prodotto da gruppi come quello delle donne di Talawila, ha anche una propria sede di produzione a Negombo, sulla costa occidentale dell’isola: qui Podie dà lavoro a 25 persone, di cui 20 sono donne, che si occupano della lavorazione e del confezionamento del prodotto. Le varie fasi della lavorazione vengono effettuate con i mezzi più semplici: i sacchetti di polietilene vengono tagliati con le forbici da grandi rotoli e chiusi nella parte inferiore mediante saldatura; vengono riempiti della spezia e pesati su una bilancia. Quindi i sacchetti sono saldati anche nella parte superiore, etichettati e messi nei cartoni. Un procedimento lavorativo ad altissima intensità di manodopera, che è esattamente lo scopo che intende raggiungere Podie: creare opportunità di lavoro per la popolazione.
Podie, come si è detto, non produce tutto in proprio, ma effettua acquisti anche a 100 chilometri di distanza dalla propria sede, a seconda delle ordinazioni che le provengono dalle organizzazioni europee, e paga in media il 10% in più del prezzo di mercato. Podie esporta tutta la sua produzione tramite le organizzazioni europee del commercio equo e solidale, essenzialmente Eza (Austria), Os3 (Svizzera), Gepa (Germania) e Ctm.
 
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