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INDONESIA - PEKERTI

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Pekerti
Indonesia

L’artigianato
L’Indonesia: una nazione in cui 145 milioni di abitanti vivono su 13.000 isole, suddivisi in 300 gruppi etnici con ben 200 lingue diverse. Tale eterogeneità sul piano culturale, religioso e linguistico ha dato vita nei secoli ad un artigianato fiorente, caratterizzato dalla varietà dei materiali, delle forme e delle creazioni. L’artigianato è inoltre strettamente collegato alla vita delle comunità indonesiane; gran parte della popolazione rurale affianca al lavoro agricolo - spesso insufficiente per la sopravvivenza - qualche tipo di attività artigianale, dalla lavorazione del legno, a quella della ceramica, a quella del vimini. Più di un terzo della popolazione indonesiana vive oggigiorno sotto la soglia di povertà.
Il regime di distribuzione delle terre, basato sulla ereditarietà dei titoli di proprietà, ha creato in Indonesia un’élite di proprietari che si contrappone ad una massa di persone nullatenenti. A partire da questi dati di fatto, e considerata la precarietà della vita nelle zone rurali, cinque Ong indonesiane nel 1975 decisero di costituire Pekerti ovvero “La fondazione dell’arte popolare e dell’artigianato indonesiano”. Questa organizzazione è nata per favorire lo sviluppo dell’artigianato tradizionale, migliorare le condizioni di vita degli artigiani e stimolare la cooperazione tra loro. Pekerti promuove numerosi programmi di sviluppo comunitario, offre corsi di design e di marketing e cura la commercializzazione dei prodotti finiti sia sul mercato interno (20%) che su quello estero (80%).
In alcuni casi Pekerti ha un rapporto diretto con i gruppi di produttori, in altri collabora con Ong già presenti sul territorio che fungono da intermediarie tra i produttori e Pekerti. L’obiettivo finale è per tutti lo stesso: i gruppi devono diventare progressivamente autosufficienti ed essere in grado di gestire autonomamente sia il processo produttivo che quello commerciale.

Emancipazione economica
Pekerti è un’organizzazione piuttosto singolare: nata da cinque Ong profondamente diverse tra loro dal punto di vista culturale e religioso, non aderisce ad alcuna ideologia e ciò le consente di essere presente in parecchie zone dell’arcipelago indonesiano. A differenza della maggioranza delle Ong indonesiane, fortemente politicizzate ed in netta opposizione al governo, Pekerti si definisce apolitica e cerca di mantenere buoni rapporti con il governo, noto in tutto il mondo per non essere un modello di democrazia. Pekerti persegue questa strategia perché crede che l’emancipazione sociale possa essere raggiunta grazie ad un cambiamento delle condizioni economiche; in questo momento è quindi prioritario lavorare per un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, in particolare di quella rurale.
L’organizzazione si rivolge a molti gruppi di produttori, offrendo loro una varietà di servizi commisurati alle loro esigenze. Mentre la gestione dell’organizzazione avviene nell’ufficio centrale di Jakarta, dove attualmente lavorano 23 impiegati (responsabili dell’amministrazione, del marketing e dell’esportazione), il contatto diretto con i gruppi di artigiani viene seguito dal field worker (colui che lavora sul territorio). I trenta field workers attualmente impiegati sono diplomati o laureati in discipline economico-sociali, hanno superato una selezione rigorosa, hanno ricevuto una formazione sulle dinamiche di gruppo e svolto un periodo di prova di tre mesi; ma questa conoscenza dei meccanismi economici e delle problematiche relative allo sviluppo rurale non basta. Il punto fondamentale è che il field worker proviene dalla regione in cui lavora; infatti solo grazie alla sua familiarità con la cultura e la lingua locale è in grado di individuare i leader formali ed informali della comunità, sa guadagnarsi la fiducia della gente, si rende conto delle aspettative e delle esigenze del gruppo e può proporre, e non imporre, delle soluzioni realistiche ai problemi e motivare la comunità nelle varie fasi del lavoro. Le conoscenze accademiche e culturali gli permettono inoltre di valutare le potenzialità di sviluppo di una determinata zona, di decidere che tipo di produzione incrementare, di verificare quali gruppi trarrebbero vantaggio da un programma offerto da Pekerti.

Artigiani organizzati
I gruppi che collaborano con Pekerti sono un centinaio e coinvolgono circa duemila persone. Sono sia singoli che associazioni, e ci sono individui che dipendono interamente dal lavoro artigianale per la propria sussistenza (soprattutto nelle aree rurali) come gli artigiani con grande esperienza, ormai rarissimi; ci sono associazioni che hanno come obiettivo principale lo sviluppo dell’artigianato ed altre invece di carattere più prettamente sociale.
Pekerti sviluppa di volta in volta un programma specifico, seguendo le esigenze dei produttori. In alcuni casi l’attenzione principale viene rivolta al prodotto stesso: Pekerti offre corsi di design e di assistenza tecnica e invita i gruppi a comprare collettivamente le materie prime; in altri casi si tratta di dare maggiori informazioni sul funzionamento del mercato e nozioni riguardo, per esempio, la formazione del prezzo del prodotto.
Una preoccupazione di Pekerti è quella della formazione di capitale sociale: a questo scopo ai soci delle cooperative viene proposto di accumulare un capitale minimo da utilizzare per eventuali rischi o da impiegare per l’acquisto di materie prime. La finalità ultima di questo processo è comunque l’acquisizione di una maggiore fiducia in se stessi e la consapevolezza della propria forza.
Le varie fasi del programma vengono svolte spesso in comune tra più gruppi, oppure gestite da gruppi “anziani”. In questo modo gli artigiani stessi condividono la propria esperienza con i nuovi interessati, con un approccio più pragmatico che teorico mostrando concretamente i risultati raggiunti. Pekerti offre inoltre un servizio di commercializzazione organizzando corsi per promuovere la vendita sul mercato locale e aiutando i produttori nell’esportazione, quando questi non sono in grado di svolgere le pratiche necessarie autonomamente. Sono i gruppi stessi che stabiliscono il salario e le condizioni relative al lavoro (assicurazione, assistenza medica).

Musica e teatro
Grazie alla grande varietà dell’artigianato indonesiano Pekerti offre una vasta gamma di prodotti. Tra questi la Ctm importa: strumenti musicali tipici, oggettistica in legno, marionette e maschere tradizionali, bigiotteria in argento e prodotti tessili. Di particolare interesse tra gli strumenti musicali l’angklung, somigliante a uno xilofono - usato per suonare il gamelan, la musica tradizionale dell’isola di Giava - prodotto nella regione di Tasikmalaya nella parte occidentale dell’isola. Le canne di bambù che lo compongono sono di diversa lunghezza e ciascuna ha l’estensione di un’ottava; percuotendole ne esce un suono vibrato e profondo. Quando 30 o 40 persone suonano contemporaneamente angklung dai registri diversi sembra proprio di sentire un’orchestra. Altro prodotto tipico dell’artigianato indonesiano è il “gatto matto”, un soprammobile in legno che viene intagliato dagli uomini e successivamente dipinto dalle donne dell’isola di Bali con colori sgargianti ed originalissimi.
Sempre in legno le marionette e le maschere tradizionali che provengono dalla zona centrale dell’isola di Giava; usate ancora oggi nella forma teatrale Wayang, le maschere, estremamente stilizzate, sono la personificazione di vizi e qualità umane (l’avarizia, il coraggio ecc.). Il Wayang, che ha origine nel X secolo, continua a essere rappresentato nei villaggi indonesiani, dura tutta la notte ed ha una funzione sia ludica che didattica. Sebbene se ne veda solo l’ombra, la maschera e la marionetta devono essere costruite in modo meticoloso e secondo regole precise; anche in questo caso c’è una divisione del lavoro che vede gli uomini impegnati nell’intaglio e nella pittura della maschera mentre le donne si occupano del vestito. Altre creazioni tipiche dell’isola di Giava, ma anche di Bali, sono gli orecchini e i braccialetti in argento. Gli artigiani si ispirano principalmente ai monili del periodo Majapahit, in voga in Indonesia dall’XI al XIII secolo.
Come già detto, il fine ultimo di Pekerti è che i gruppi di artigiani diventino autonomi e riescano a vendere la loro produzione sul mercato locale. Per aumentare la vendita all’interno del paese Pekerti ha aperto alcuni negozi in varie città e cura esposizioni di artigianato in prestigiosi alberghi di Jakarta.
Sia per quanto riguarda il mercato interno che quello internazionale, Pekerti, grazie anche alla collaborazione con altre dieci Ong, riesce ad evitare la lunga fila degli intermediari. La maggioranza dei prodotti (75%-80%) viene esportata, soprattutto attraverso i canali del commercio equo, ma anche a cooperative, negozi e supermercati con sede in Nuova Zelanda, Usa e Canada, oltre che in numerosi paesi europei. Le organizzazioni che importano i prodotti di Pekerti visitano la sede di Jakarta almeno una volta all’anno. Pekerti auspica che sia attribuito il giusto valore ai prodotti artigianali e che vengano organizzate campagne di sensibilizzazione per far sì che i consumatori occidentali siano messi in grado di apprezzare la qualità, l’unicità di questi prodotti indonesiani.
 
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 PEKERTI PROGETTO