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PARAGUAY - COPROSA

prodotti relativi
Indirizzo: 2° Línea Irrazabal Norte
Repatriación
Caaguazù
Paraguay
Telefono: +595 (0)522 43016
Fax: +595 (0)522 43016
E-mail: gustavointer@yahoo.com.mx
Sito Web:

STORIA
Negli anni Sessanta la Colonia di Repatriación fu lottizzata dal governo e messa a disposizione dei ”repatriados de Argentina”, “campesinos sin tierra” paraguaiani emigrati in Argentina. Dopo alcuni anni, a causa della mancata regolamentazione del lavoro agricolo e l’avanzamento della deforestazione incontrollata, il rendimento della terra cominciò a diminuire causando l’allontanamento di molti coloni che emigravano nuovamente verso i centri urbani per cercare lavoro . Una Chiesa evangelica del luogo, di formazione indipendente, iniziò l’organizzazione di 22 famiglie di campesinos suoi affiliati, favorendo un sistema di pre-cooperativismo. Alla fine degli anni ottanta gli abitanti erano 700. Solo nel 1996 questa organizzazione si legalizzò e nacque COPROSA. L’incremento demografico aveva raggiunto 5000 residenti dedicati a varie attività produttive e commerciali: nasceva la necessità di creare una struttura capace di gestire un mercato più ampio e fornire gli strumenti necessari allo sviluppo delle singole attività. Attraverso il Comité de Educación, la cui conformazione è un requisito obbligatorio richiesto dall’ Istituto Nacional de Cooperativismo per riconoscere la cooperativa, sono cominciate le relazioni interistituzionali con Organi Nazionali e Internazionali. Le relazioni sono di tipo tecnico (cooperazione svizzera, giapponese e tedesca) ed economico (FIDA attraverso Fondo Desarrollo Campesino ) e mirano alla soluzione dei problemi produttivi dovuti al cattivo uso del suolo attraverso la riforestazione e le pratiche di conservazione del suolo. Attualmente la cooperativa somma 630 soci.
TIPO DI ORGANIZZAZIONE
COPROSA è una cooperativa formata da circa 10 comité (associazioni) di produttori rurali, dislocati nella regione orientale del Paraguay, che legalizza le operazioni che ogni singolo comité deve compiere per mettere sul mercato i propri prodotti. Ogni comité si mantiene indipendente; i soci versano le quote sociali mensilmente e ricevono l’assistenza tecnica, la possibilità di commercializzare con documenti legali e l’accesso a linee di credito agevolato per progetti agricoli. Esiste uno spaccio dei beni di prima necessità a prezzi convenienti. Ultimamente la COPROSA funge da centrale di assistenza e commercializzazione anche per altri artigiani ed agricoltori che non sono soci ed i cui prodotti vengono richiesti per l’esportazione. In questo modo si sviluppa uno dei pilastri del cooperativismo che è quello dell’”ayuda mutua”. In particolare i comité lavorano nei seguenti settori: coltivazioni a pieno campo (cereali ed oleaginose), canna da zucchero, cotone, erbe aromatiche, trasformazione (zucchero mascavo e tisane), artigianato in legno (mobili e suppellettili) e sartoria, fabbri e fornace. COPROSA, ad oggi è principalmente una struttura finanziaria intermediaria che, attraverso il comité di credito, riparte le risorse economiche (normalmente prestiti agevolati p. es. fondo FIDA e crediti nazionali) ai propri soci a fronte di progetti produttivi reali e sostenibili. Il socio viene beneficiato da un interesse inferiore a quello del mercato e, in caso di difficoltà, può pagare le quote barattando il prodotto.
OBIETTIVI
COPROSA si è prefissata come obbiettivo finale la sostenibilità della produzione della materia prima oggetto della trasformazione o commercializzazione. Per fare questo agisce sulla sensibilizzazione del produttore affinché sia mantenuta la fertilità del suolo. “La terra che viene coltivata oggi è presa in prestito dai figli” e deve essere tramandata di generazione in generazione insieme agli insegnamenti per mantenerla viva e produttiva. Viene così garantito l’autoconsumo e il miglioramento economico del nucleo familiare. Un altro obbiettivo è quello di differenziare il lavoro a seconda del tipo di manodopera. La trasformazione del prodotto primario richiede manodopera locale il cui valore aggiunto permane nella colonia dopo la commercializzazione e crea nuovi posti di lavoro. Altro obbiettivo di COPROSA è quello di aiutare i gruppi produttivi (comité) a raggiungere l’autogestione e una struttura legale indipendente che determina una crescita esponenziale della struttura (da pre-cooperativa a cooperativa e successivamente a centrale di cooperativa). Poiché gli abitanti del Paraguay sono solo cinque milioni l’obbiettivo necessario da raggiungere è quello di commercializzare all’estero. Attualmente ciò avviene attraverso il commercio equo e con l’aiuto di strutture italiane che promuovono i prodotti attraverso fiere e manifestazioni.
STRUTTURA SOCIO-ECONOMICA DEI PRODUTTORI
I comité di COPROSA attualmente si possono suddividere in questo modo:
- Comité di produttori primari (mais, frumento, riso, manioca, soia, girasole, cotone, canna da zucchero, fagioli e concimi verdi). Costoro dedicano una parte della superficie per le coltivazioni di autoconsumo (orto) e per il pascolo del bestiame per uso familiare (animali da cortile e bovini).
- Comité di produttori di erbe officinali ed aromatiche (menta, camomilla, erba cedrina, origano ecc.) che utilizzano una parte delle superfici a bosco per la raccolta delle piante spontanee (malva, marcela, ambay ecc.). Una parte dei loro terreni è comunque utilizzata per l’autoconsumo (orto ed animali)
- Comité di trasformatori che lavorano le erbe per la loro miscelazione o nella fabbrica di zucchero per la produzione del tipo mascavo. Anche se lavorano nella trasformazione, pure questi produttori dispongono di un’area familiare per l’autoconsumo.
- Comité di artigiani (intagliatori, tornitori, falegnami, fabbri e lattonieri, ceramisti, meccanici e calzolai). Costoro non gestiscono spazi agricoli e quindi a volte utilizzano il baratto per le merci di scambio con gli altri produttori.
- Comité femminili si occupano del settore sartoria, tessitura e commercializzazione (si associano per gestire piccoli negozi di beni e servizi).
PRODOTTI
Attualmente i prodotti di interesse per l’esportazione con i canali del commercio equo e solidale sono:
- Zucchero di canna integrale (tipo mascavo)
Si ottiene dalla spremitura e successiva evaporazione del mosto che mantiene così tutti i componenti della canna da zucchero. La lavorazione è totalmente artigianale ed attualmente vengono prodotti 300 kg di zucchero al giorno per una produttività stagionale di 5 mesi (da giugno a ottobre). Il prodotto viene confezionato in sacchi da 25 Kg e sacchetti da 1 Kg e 500 grammi. Già da 2001 questo prodotto è certificato biologico.
-Tisane (attualmente 23 erbe usate in varie miscele).
La secolare cultura guarani dedicata alla cura con le erbe, di cui è ricca questa regione, si trasmette ancora oggi attraverso i prodotti del Comité Mimbipà. Questo gruppo è il precursore nella relazione con il commercio equo. Dal 1998, cominciando con la produzione e trasformazione di 2.000 Kg di prodotto, esporta oggi, nel circuito del commercio equo, 18.000 Kg annuali ed è già strutturato per raddoppiare la produzione nel prossimo periodo. La certificazione della provenienza da agricoltura biologica garantisce il consumatore della qualità intrinseca del prodotto.
- Artigianato in genere: questo settore non raggiunge ancora il livello dei precedenti, ma, sempre attraverso il canale del commercio equo, garantisce la stabilità dell’economia familiare di molti abitanti.
I prodotti che non vengono commercializzati nel circuito dell’equo e solidale risentono della attuale situazione economica ampliata dal fatto che il mercato paraguaiano è estremamente ridotto e dal fatto che i mercati dei cereali e del cotone sono gestiti da grosse multinazionali.
BIOLOGICITÀ
Per quanto riguarda i prodotti spontanei dei boschi, la raccolta viene effettuata col rispetto della produzione e dei ritmi naturali, in modo da non compromettere l’esistenza delle risorse. Non si utilizzano prodotti di sintesi in nessuna fase di produzione e lavorazione. Gli scarti della lavorazione vengono riutilizzati come concimi biologici (per es. i resti della canna da zucchero e i resti delle tisane macinate) utilizzando in maniera completa la risorsa senza generare rifiuti. Per quanto riguarda i prodotti agricoli, l’uso dei fitofarmaci è ristretto ai comité di produzione estensiva, i quali ne fanno uso col rispetto delle normative nazionali e utilizzano pratiche ecologiche come la semina diretta e l’uso di concimi verdi (carnavalia, mucuna, avena nera)
I BENEFICI DEL COMMERCIO EQUO
Il commercio equo e solidale ha corretto il valore del prodotto che, per speculazioni sul debole settore primario, non veniva valorizzato e monetizzato come meritava. I produttori non potevano stabilire il giusto prezzo, ma subivano le quotazioni dei compratori. La programmazione e la stabilità di un mercato ha permesso la gestione del settore della piccola trasformazione (inesistente –unica fabbrica di zucchero mascavo del Paraguay-) con conseguente aumento del valore della merce partente dalla colonia. La continuità del mercato ha permesso di migliorare la tecnologia e la qualità dell’ambiente di lavoro. Tutto ciò non incide sugli introiti dei lavoratori, ma vengono reinvestite le eccedenze.