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EGITTO - EGYPTIAN CRAFT

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Breve storia
Nel 1998 COSPE, un’organizzazione non governativa di Firenze, e NSCE (North South Consultants Exchange),
organizzazione egiziana che si occupa di progetti di cooperazione, iniziarono a collaborare nel progetto
Marketing Link, volto al sostegno e alla valorizzazione dell’artigianato egiziano. Sempre nello stesso anno venne
creata Egypt Craft Center (ECC), struttura specificamente commerciale con il compito di individuare sbocchi
commerciali al lavoro di piccole comunità di artigiani egiziani. La mappatura dei piccoli produttori artigianali fu
eseguita da NSCE.
Ni primi mesi del 2000 venne avviata la collaborazione con Macondo, cooperativa di commercio equo di
Palermo; l’anno successivo iniziò a collaborare come partner commerciale e di consulenza anche la cooperativa
Scambi Sostenibili, realtà del commercio equo che si occupa di fornire servizi finalizzati alla formazione
professionale, lo sviluppo di progetti e la commercializzazione di prodotti alimentari e artigianali. Trattandosi di
una rete di artigiani che sentivano l’esigenza di trovare sbocchi alternativi sul mercato europeo, sebbene non in
possesso di una specifica conoscenze nell’ambito del commercio equo e solidale, il primo anno di attività è fu
destinato soprattutto allo sviluppo delle tematiche e alle modalità di lavoro del “Fair Trade”, e a un confronto
approfondito con i produttori interessati al progetto. Nel 2001 venne effettuata una prima, piccola esportazione
di prova sul mercato italiano e, l’anno successivo, dopo un momento assembleare di confronto e di valutazione
della prima esperienza, ebbe inizio la regolare commercializzazione attraverso il canale del commercio equo e
solidale italiano.
Struttura
ECC si basa sul lavoro di tre persone, due delle quali messe a disposizione dal COSPE e da NSCE. Ha sede nella
città del Cairo, nel quartiere-isola di Zamalek, dove è possibile visitare la piccola ma fornitissima bottega per la
vendita al dettaglio.
Le linee di azione di ECC, attraverso il progetto Marketing Link sono:
• formazione tecnica e gestionale degli artigiani;
• assistenza alle associazioni dei produttori;
• ricerca di mercati nazionali e internazionali;
• crediti agevolati per il prefinanziamento della produzione;
• sostegno istituzionale e contatti con altre reti di produttori artigianali.
La collaborazione stretta tra ECC, NSCE e COSPE è indirizzata a migliorare le condizioni di vita di segmenti
della popolazione socialmente ed economicamente marginali e più deboli e, nello stesso tempo, a rafforzare le
competenze professionali e l’efficacia dell’azione commerciale della stessa ECC, così da consolidare il suo ruolo
di organismo di esportazione del commercio equo a servizio dei piccoli produttori.
Comunità coinvolte nel progetto Marketing Link
Women Income Generation & Trainig Association, a El Arish sulla sponda mediterranea della penisola del
Sinai: artigiane specializzate nel ricamo punto e croce e nella realizzazione di scialli con telai manuali.
The Bedouin Women’s Kilim-making Group, con sede a Marsa Matruh, sulla costa mediterranea, non lontano
dal confine libico: gruppo di donne che tessono tappeti kilim.
Community Development Association, con sede ad Abu Tawila, nel nord del Sinai, produce tappeti kilim,
borse e piccoli oggetti in lana di cammello.
Association for the Protection of the Environment (A.P.E.), vicino alla discarica di Mokattam Hills del Cairo,
si occupa della realizzazione di oggetti in carta riciclata.
Mottamadeya Women’s Workshops, a Imbaba, Cairo, gruppo specializzato nella realizzazione di prodotti vari
ricamati su tela di cotone.
The Orthodox Youth Association of Akmim – El kawser City Weavers Association, entrambi situati nella
zona centrale del paese, nelle città di Akmim e Sohag, producono tovaglie e stoffe in cotone e lino.
The Association of Charitable Services – Community Development Association, posti rispettivamente a
Ballana ed El Ghalalab, nella zona di Aswan, specializzati nella produzione di cesti e altri oggetti in foglia di
palma.
Prodotti
I tessuti sono senz’altro un’espressione caratteristica della migliore tradizione artigianale egiziana, che affonda
le radici in una storia millenaria. La città di Akmim, la celebre Panopolis dei greci, è forse il centro che
maggiormente ha conservato quest’antica tradizione. A partire da cotone grezzo e lino si producono tovaglie e
un’infinità di tipi di stoffe, materia base per la realizzazione di altri prodotti.
I tappeti delle città di Marsa Matruh e Abu Tawila sono i rinomati kilim della tradizione beduina: a partire da
fibre di lana di capra, pecora e cammello, si realizzano i tappeti dai caratteristici disegni geometrici e dalle
tonalità rosse, bianche e brune. La tecnica di realizzazione è lunga, e richiede notevole abilità. Si inizia con la
filatura, attraverso un semplice fuso di legno (filare tre Kg di lana grezza richiede una settimana); si prosegue
con il lavaggio in acqua e sapone naturale e la tintura. La lana filata, lavata e tinta viene ritorta attraverso un
processo molto lungo per cui due fili vengono attorcigliati in modo da ottenere un filo più spesso utilizzabile per
la tessitura. La tessitura avviene su telai in legno molto semplici: un tappeto della misura di 70x120 cm richiede
dai due ai quattro giorni di lavoro, a seconda della ricchezza dei motivi. L’ultima fase è quella della finitura,
durante la quale vengono applicate le frange sui lati corti del tappeto.
Il ricamo è un’altra tradizione radicata nella cultura egiziana, e l’associazione di artigiane di El Arish mantiene
in vita questa raffinata arte, a partire dalla preziosa gallabeya, l’abito nuziale delle giovani donne; con la stessa
arte si realizzano cuscini, stoffe e abiti. A Mottamadeya, una delle città dei rifiuti che sorgono alla periferia del
Cairo, molte donne copte ricamano tovaglie e cuscini, ma anche biglietti augurali e stoffe.
La carta riciclata è l’attività di A.P.E., associazione che si trova in un’altra delle aree periferiche più degradate
del Cairo, dimora degli “zabbaleen”, i raccoglitori di rifiuti. A.P.E. è un’organizzazione non governativa che
coordina un progetto di recupero e riciclo di svariati materiali, tra cui anche un’attività di compostaggio dei
rifiuti organici urbani. La collaborazione con ECC avviene attraverso la realizzazione di oggetti in carta riciclata,
tappeti in cotone riciclato e patchwork realizzato con diversi materiali di scarto. Attraverso questa attività,
inoltre, le mogli degli zabbaleen hanno la possibilità di frequentare corsi di alfabetizzazione e di igiene
personale.
La cesteria è una tradizione artigianale tipica delle popolazioni nubiane del sud del paese, al confine con il
Sudan. La materia prima per i cesti è costituita dalle fibre di palma, e da questa si ricavano cesti dalle infinite
forme e dai colori più belli. La lavorazione è abbastanza complessa: dalla pulitura e tintura della materia prima si
passa all’intreccio delle fibre di palma, (5 fili di fibra per volta), alla cucitura circolare delle strisce per giungere,
infine, alla finitura, che consiste nella fabbricazione dei manici e nella decorazione con i colori tipici delle oasi
del Nilo.
 
Allegati
 PROGETTO EGYPTIAN