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MOZAMBICO - ARTES MACONDE

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ARTES MACONDE

Artes Maconde è animata da una coppia di olandesi che si sono trasferiti in Mozambico anni fa.
Le otto cooperative coinvolte nel progetto producono batik, sculture Makonde, gioielli in
argento e cesti.
Sculture Makonde - Gioielli - Cesti - Batik
Introduzione
Ex colonia portoghese, indipendente dal 1975, il Mozambico è uno dei paesi più poveri al
mondo. Al quintultimo posto al mondo per reddito pro capite, il paese è quasi totalmente
dipendente dagli aiuti internazionali per la propria
sopravvivenza. Sono quasi del tutto inesistenti attività produttive di tipo industriale o agricolo di
una certa entità.
Dopo un periodo di crescita economica seguito alla fine della guerra civile, e accompagnato da
un abbastanza solido processo di democratizzazione, il paese è ripiombato indietro di anni a
causa della disastrosa inondazione che ha colpito alcune regioni, tra cui quelle in cui più forte
appariva il processo di sviluppo. Nelle aree rurali e nel nord del paese la situazione è ancora
estremamente difficile a causa soprattutto dell'isolamento geografico in cui tutta l'area si trova.
Non esiste una via di comunicazione diretta che collega il sud al nord del paese e per arrivarci
bisogna avventurarsi in difficoltosi viaggi via terra sconfinando in altri paesi o viaggiando in
aereo a prezzi proibitivi. Tutto questo ha reso estremamente difficile
l'avvio di attività produttive di qualsiasi tipo.
Storia del gruppo
La CEE BEE è una piccola società che fu fondata nel 1996 con il nome di Maristela Limitada.
Si occupa da anni di vendita e promozione della cultura e dell'artigianato locale. A gestire il
tutto ci sono una coppia di europei Bart (olandese) e Lesley van Straaten (inglese), che da molti
anni oramai vivono in Africa e gestiscono questa impresa con la collaborazione di due soci
mozambicani. Attraverso il loro appoggio tecnico, è iniziato il contatto con le cooperative locali
(produzione di cesti, borse, batik, oggetti in argento e sculture lignee) e l’avviamento del
progetto.
Artes Maconde compra artigianato da diversi gruppi di artigiani sparsi nei dintorni di Pemba e
da un gruppo di produttori di batik nella capitale Maputo. Non utilizza altri intermediari ma si
reca direttamente nei villaggi a portare gli ordini e prendere i pezzi finiti, o a volte sono gli
artigiani che portano i prodotti finiti in negozio.
Sia Bart che Lesley provengono dal mondo della cooperazione, con un passato in diverse
organizzazioni internazionali (UN compresa). E' la loro prima esperienza nel settore
commerciale ed hanno un atteggiamento molto cooperativo e per niente “profit” con i gruppi di
produttori con cui sono in contatto.
Prodotti
Altromercato collabora con diversi gruppi di produttori coordinati da Artes Macombe che
producono sculture makombe, gioielli e cesti e batik. Questi gruppi sono:
- 1 gruppo dei batik, Maputo;
- 3 gruppi di artigiani della palma, a Mecufi;
- 5 gruppi di artigiani dell'argento, di cui 3 sull'isola di Ibo e 2 a Pemba;
- 1 gruppo di intagliatori del legno a Pemba.
Progetti sociali
La mentalità della popolazione mozambicana di tipo “coloniale” è uno dei motivi principali per
cui in Artes Maconde non sia previsto alcun coinvolgimento della base. Tuttavia l’interazione
con i gruppi di artigiani è continua, nel senso che vengono riportati i bisogni degli artigiani e
delle loro famiglie al fine di ricevere un aiuto, sotto forma di anticipi dei pagamenti in denaro o
in alimenti. Si può concludere che il legame è quindi più di tipo assistenziale che partecipativo.
In relazione a questo, è necessario riflettere sulla mentalità assistenziale ereditata dal “tempo
colonial”: nei confronti dei bianchi e delle persone che godono di una buona posizione sociale o
economica. In Mozambico, è infatti ancora molto usato l’appellativo di “patrão” (padrone) che
si riferiva ai proprietari terrieri portoghesi o ai ricchi in generale. Questo appellativo è usato
anche per gli operatori del fair trade, visti come i bianchi che comprano. Anche dopo aver
spiegato scopi e finalità del fair trade, la risposta è stata che comunque siamo patrão, per la
semplice ed indiscutibile verità che “il patrão è quello che ha i soldi”. Come conseguenza, più di
una volta vi sono state richieste di dare appoggio continuativo ai gruppi anche al di fuori degli
ordini, in termini di salario e di fornire un’ uniforme che renda chiaro che lavorano per un
determinato patrão.
Concentrandosi invece sui prefinanziamenti, Artes Maconde ha tentato negli anni diverse strade
per rispettare il criterio dell’anticipo del 50%, che è particolarmente importante visto che gli
artigiani sono anche contadini e il periodo peggiore (marzo – aprile, in cui si fa la fame nella
zona) è quello prima del raccolto, con poco denaro e le scorte di cibo finite. Tuttavia i risultati
non sono stati quelli sperati e dopo diversi tentativi, il sistema utilizzato è di dare la possibilità
ai gruppi di chiedere degli anticipi quando ne hanno bisogno e nella forma di cui hanno bisogno
(ad esempio sacchi di riso portati nei villaggi). Questa condizione di “aid + trade” non
rappresenta una soluzione ottimale ma al momento è ritenuto un passaggio obbligato.
Conclusione
Un anziano artigiano di Ibo ha commentato “Il tempo dei patrão non è finito”. Questo tempo va
necessariamente concluso assieme attraverso il processo democratico della partecipazione che è
proprio del commercio equo.
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Allegati
 ARTES MACONDE PROGETTO