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INDIA - CRC

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Craft Resource Centre – India
Introduzione
CRC è un’organizzazione storica del commercio equo e solidale che fin dalle sue origini si è
impegnata ad aiutare i produttori a vivere in maniera cosciente ed attiva. Dedita a trasmettere
l’ideale del lavoro fatto in dignità, ha sostenuto e sostiene tuttora progetti di educazione formale
ed informale con l’obbiettivo di aumentare nei piccoli produttori la fiducia in se stessi al fine di
renderli soggetti attivi del processo di sviluppo.
Storia
Tra il 1989 ed il 1994 un gruppo di professionisti e facenti capo a Irani Sen condussero un
programma di assistenza rivolto agli artigiani. Questo programma fu supportato inizialmente
dall’agenzia svizzera per lo sviluppo e cooperazione e da organizzazioni del commercio
alternativo in Svizzera, Italia ed Austria.
CRC interagì da subito con vari gruppi di artigiani, li espose alla sfida del mercato e
dell’esportazione ed incrementò la loro conoscenza riguardo la propria situazione. Questa
conoscenza più profonda aumentò anche l’abilità dei gruppi stessi di analizzare i bisogni dei
singoli associati e di trovare soluzioni mirate.
Fondata nel 1990, fin dall’inizio CRC si fece promotrice dell’autodeterminazione degli artigiani
e della sostenibilità del loro artigianato.
CRC crea i legami tra i propri associati ed i clienti e focalizza su una stretta ed equa relazione
tra produttori e compratori, sia per quanto concerne il mercato interno che per l’esportazione.
Questo tipo di relazione commerciale, che prevede anche anticipi sui pagamenti agli artigiani si
può dire sia la base del commercio equo e solidale
Prodotto
CRC lavora con l’artigianato ed ha una gamma molto vasta di prodotti che vengono forniti dai
vari gruppi di produttori associati. Nella maggioranza dei casi la materia prima viene fornita da
gruppo di produttori ad un altro, come nel caso delle sciarpe di seta. La seta è prodotta da un
gruppo di produttori nella parte Nord del West Bengala e viene poi trasferita ad un gruppo che
si occupa del printing. Dopodichè la seta viene trasferita ad un gruppo di donne che la taglia
secondo le dimensioni richieste cucendo a mano i lati. Il prodotto viene poi etichettato ed
impachettato in buste per l’esportazione. In ogni passaggio i gruppi coinvolti rispettano gli
standard del Fair Trade nella produzione dei foulard che sono poi venduti alle ATO’s
compratrici.
Spesso il filo di seta comprato per la tessitura deriva da progetti volti alla generazione di entrate
di ONG che praticano la sericoltura al fine di incrementare le entrate. In questi casi l’uomo si
occupa della crescita del baco da seta e la donna produce il rocchetto. L’anticipo concesso da
CRC aiuta i tessitori a pagare i produttori di filo di seta e a far così funzionare la filiera.
Per prodotti come ceramica e pelle, la materia prima è comprata dal mercato sul quale CRC non
ha ovviamente controllo. In questo caso si tenta di identificare fornitori vicini alla causa dei
piccoli produttori.
Lo sviluppo del prodotto ed il design rappresentano una delle forze di CRC. Questo processo fa
parte del funzionamento di CRC permettendo che in ogni momento ci sia un’attività di sviluppo
prodotto in atto volta a nuovi ordini e nuovi mercati.
Infine, CRC ha un controllo di qualità che coinvolge costantemente due impiegati.
Progetti sociali
Il principale beneficio sociale di cui godono i gruppi nel circuito del Fair Trade è la continuità
del lavoro. La sicurezza di avere ordini in modo continuativo permette, infatti, ai gruppi di
pianificare il proprio futuro. Questa sicurezza non dà solo la possibilità di investire nel
miglioramento delle abitazioni e nell’educazione dei propri figli ma anche di organizzare i
propri risparmi. Ci si può inoltre dedicare con sicurezza al miglioramento e ad una migliore
gestione delle strutture e dei beni sociali quali l’acqua potabile la sanità ed altri settori.
Parallelamente alla sua filosofia di giustizia economica CRC promuove anche dei programmi
sociali. Tra questi è doveroso citare:
- Supporto educativo per bambini
- Visita medica due volte all’anno
- Indennità di alimentazione
- Bonus annuale
- Incentivi straordinari ove necessario
Nel complesso si può affermare che CRC crede in uno sviluppo dal basso come promotore di
cambiamenti sociali. Rendendo gli artigiani economicamente stabili e sicuri CRC li motiva ad
essere loro stessi i promotori del cambiamento sociale. Nel lungo termine, questo, non può altro
che creare sviluppo sostenibile.
Conclusione
In conclusione riporto le stesse parole di CRC:
“Il nostro sogno è quello di arrivare a quel giorno in cui il Fair Trade rappresenterà il mercato
convenzionale mentre il mercato tradizionale sarà mercato di nicchia.
... quel giorno nessuno di noi, a nessun livello della catena di produzione, dovrà più
preoccuparsi.”
 
Allegati
 CRAFT RESOURCE CENTRE PROGETTO