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PERU' - CIAP

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Central Interregional de Artesanos del Perù (Ciap)

Perù

Un’organizzazione di base
Ciap venne costituito all’inizio del 1992 da 5 gruppi di artigiani: Rasuwillka di Ayacucho, in maggior parte tessitori, ma anche produttori di oggetti in pietra e di retablos; Tika Rumi di Villa El Salvador, Lima, produttori di gioielleria e di oggetti in pietra; Tawaq di Lima, produttori di ceramica tradizionale ayacuchana; Awaqkuna di Ñaña, Lima, per la quasi totalità tessitori, ma con la presenza anche di lavoratori del legno; Aaidu di Pucallpa, un gruppo di indigeni dell’etnia Shipibo, produttori di ceramica tradizionale shipibo. In seguito altri 5 gruppi si sono aggiunti ai 5 iniziali: Asociación Sur Andino di Puno, tessitori di lana di alpaca; Tika Llanki di Cuzco, tutti dediti alla produzione della ceramica cuzqueña; Chascañahuidi Pamplona Alta, un gruppo di donne arpilleriste; Chumi di Isla de los Uros, Puno, che produce tessili decorati con scene tipiche; Los Aymaras del Nuevo Amanecer, di Juli, Puno, che produce casacche, gilè, tappeti ed altro.
Ogni gruppo è costituito in media da una ventina di soci, titolari di laboratori familiari, i quali a loro volta coinvolgono almeno altre 5 o 6 persone fra membri della famiglia e aiutanti. In totale si può quindi dire che all’incirca un migliaio di persone vengono beneficiate dal lavoro artigianale dei soci di Ciap.

Come organizzazione Ciap presenta un’infrastruttura minima ed è interamente proprietà dei gruppi di base che l’hanno costituita e che partecipano al Direttivo tramite un loro rappresentante. Sostanzialmente funziona come facilitatore di esportazioni, ricevendo, filtrando e preparando gli ordini e in questo modo mettendo i gruppi di artigiani in contatto col mercato internazionale. Come dice un loro volantino: “Ciap non è un intermediario, ma solamente un mezzo tramite il quale i gruppi di base vendono i loro prodotti.”
Ciap non si occupa solo di commercializzazione, ma la sua finalità principale è quella di risolvere i problemi degli artigiani nel campo della salute, dell’educazione, dell’alimentazione e dell’organizzazione. Per questo i gruppi di base sono stimolati a promuovere attività sociali come:
- l’apertura di dispensari per la distribuzione di medicinali ai soci;
- l’istituzione di fondi rotativi per prestiti a soci in situazioni di emergenza, come malattie e incidenti, o per investimenti produttivi;
- l’organizzazione di lavori in comune, come il lavaggio e la tintura della lana, per abbattere i costi di produzione;
- l’istituzione di una cucina comune in cui alcuni soci cucinano per diversi nuclei familiari in modo da diminuire anche del 50% le spese per l’alimentazione.

Per statuto Ciap non accetta donazioni in denaro (anche se alcuni gruppi di base ricevono finanziamenti da Ong per progetti specifici), ma è sostenuta interamente dai soci che pagano l’affitto dell’ufficio a Lima, i viaggi promozionali all’estero, lo stipendio delle due persone impiegate nell’amministrazione. L’intenzione è comunque quella di creare un fondo di capitalizzazione che permetta ai soci di finanziare le scorte e superare il periodo di minor produzione (novembre-gennaio), oltre a promuovere progetti di diversificazione della produzione così da non dipendere solamente dall’artigianato. Uno di questi progetti è l’allevamento di porcellini d’India, che in Perù rappresentano una specialità culinaria.

Arte e artigianato
I soci di Ciap producono una varietà grandissima di artigianato: ceramica cuzqueña e ayacuchana, gioielleria in argento e pietre, oggetti in pietra, retablos, prodotti tessili lavorati al telaio a mano, arpilleras, scene di vita quotidiana, spesso anche a contenuto politico, ottenute tramite il ricamo e l’applicazione a rilievo di ritagli di stoffa su teli di cotone.
Per la produzione della ceramica, l’artigiano inizia preparando la pasta a base di argilla - materiale molto abbondante in Perù - che viene lavorata a mano a seconda delle forme desiderate e quindi messa ad essiccare al sole; in seguito le forme vengono cotte nel forno a legna e decorate a mano con colori vegetali e sintetici.
Essendo il Perù un paese minerario, l’argento a purezza 999% per la produzione di gioielli viene acquistato nel paese, sul mercato, e associato poi al rame per ottenere una lega a 925, più facilmente lavorabile: questo avviene durante il processo di fusione in cui gli artigiani sciolgono i metalli in un crogiolo posto su di un fornelletto a gas propano e quindi versano la lega in stampi di forma allungata; in seguito, con diversi strumenti, si arriva ad ottenere un filo d’argento che può essere lavorato e trasformato in orecchini, collane, spille, etc. di diverse forme; infine, a seconda del modello, vengono aggiunte pietre semipreziose tagliate e levigate in precedenza dagli artigiani stessi.
Per produrre animali in pietra vengono utilizzate pietre dure semipreziose come il quarzo, l’opale, l’ossidiana o pietre tenere più facilmente lavorabili come l’onice; in ogni caso tutte materie prime facilmente reperibili in Perù. Nella lavorazione della pietra l’ausilio delle macchine è indispensabile: la tagliatrice è quella che taglia la pietra in piccoli blocchi; quindi i blocchetti vengono passati alla macchina limatrice che con materiali abrasivi rimuove la pietra in eccesso per ottenere la forma dell’animale desiderato; le solcature o vari particolari, ad esempio le piume delle ali degli uccelli, vengono ottenute con strumenti usati in odontoiatria come dischi al carbonio, punte di diamante, etc.
Uno dei pezzi più caratteristici dell’artigianato di Ayacucho è quello che da una trentina d’anni è noto col nome di retablo, mentre prima veniva chiamato cajón de.. (cassetta di.. col nome del santo rappresentato all’interno). Il cajón è un armadietto di legno di pino coronato da un “timpano” triangolare; il diritto e il rovescio delle due porticine sono decorati con motivi floreali. Nella parte superiore si rappresentano le scene celesti, in quella inferiore le scene terrene. Tali scene variavano a seconda delle correnti religiose del momento, o delle credenze di chi commissionava il retablo. I mulattieri portavano con sé questi armadietti durante i loro lunghi viaggi, per assicurarsi la protezione del santo contro i briganti. Attualmente il retablo viene fabbricato in una grande varietà di misure e i motivi applicati sono molto diversi.
Le materie prime utilizzate per fare le statuine sono farina, argilla e gesso, mentre per la scatola che le contiene si usano legno, canna, cartone, scatole di fiammiferi, gusci d’uovo e la stessa pasta di farina e gesso modellata in diverse forme. La farina viene cotta quindi mescolata al gesso e lasciata riposare per dare una pasta lavorabile a mano con la quale le diverse statuine vengono modellate. Una volta seccate le statuine vengono ricoperte a pennello con uno strato di colla e gesso e quindi dipinte con colori vivaci. I contenitori vengono invece preparati in diversi materiali - legno, cartone, canna - imbiancati con gesso e colla e dipinti in diversi colori a seconda del retablo che si vuole ottenere. Le statuine vengono quindi disposte ed incollate all’interno del contenitore e ricoperte da uno strato protettivo di vernice trasparente.

Per quel che riguarda i tessili, in alcuni casi la lana viene acquistata in grandi quantità dai gruppi di base e quindi lavata e tinta collettivamente da tutti gli artigiani del gruppo; in seguito viene distribuita ai singoli soci che la lavorano al telaio a mano nei loro laboratori familiari.
Ogni singolo socio di Ciap effettua il controllo di qualità sui prodotti e pensa anche all’imballaggio, eccettuati i nuovi soci ai quali, in un primo periodo, Ciap offre anche questi servizi.
I gruppi soci di Ciap commercializzano i loro prodotti artigianali sia all’interno del paese che all’estero. All’interno le vendite avvengono direttamente o tramite altre organizzazioni come Manos Amigas, Minka, Allpa che spesso sono le stesse che provvedono pure all’esportazione. La tendenza è che presto tutte le esportazioni dei soci possano avvenire tramite Ciap, le cui spese di gestione e di funzionamento vengono coperte da una percentuale del 7,5% che i soci versano per ogni fattura di materiale
esportato.
I partners commerciali di Ciap all’estero sono vari organismi di solidarietà (Ayllu in Francia, Tambo del Perù in Belgio, etc.) e Ato’s americane, quali Serrv e Self Help
(USA), Self Help (Canada), ed europee quali Eza, Gepa, Fto, Oxfam Trading, Solidar Monde e Ctm, con cui i soci di Ciap ebbero i primi contatti nell’aprile del ’91 in
Ecuador durante un incontro della Relacc (Red Latinoamericana de Comercialización Comunitaria).
 
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