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BOLIVIA - SENOR DE MAYO

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Señor de mayo
Bolivia
Breve storia
Señor de Mayo è nata nel luglio del 1989, con l’intento di fornire una risposta locale al forte disagio sociale
generato dalle misure neoliberiste del governo boliviano. La privatizzazione di molte attività (prima fra tutte
quella estrattiva) e la chiusura di molte imprese, hanno contribuito in quegli anni a peggiorare un tasso di
disoccupazione già critico, soprattutto nelle zone rurali del paese.
Tre anni prima, nel 1986, una ONG francese finanziò un corso di formazione professionale per la qualifica in
metalmeccanica, carpenteria ed artigianato; da questa azione sorsero quattro gruppi artigianali, che costituirono
il primo nucleo dell’associazione. I primi clienti furono Oxfam Inghilterra, la tedesca Gepa, la statunitense Self
Help ed OS3 Olanda: quest’ultima finanziò le spese di costituzione legale dell’associazione, nonché l’acquisto
del materiale necessario per l’attività amministrativa e commerciale (telefono, fax e computer).
Nel periodo compreso tra il ’91 ed il ’93 si sono aggiunti i mercati di Australia, Canada, Italia e Giappone. Nel
1994 si registrò la prima grande difficoltà, con il fallimento del Banco Boliviano e la perdita per S. d. M. di circa
30.000 dollari. Sempre in questo anno iniziarono le relazioni commerciali con la Svizzera (associazione
Chakaltaya). Nel 1997 si verificarono ulteriori problemi economici, dovuti all’insolvenza di due clienti
nordamericani, per una perdita complessiva di 18.000 dollari. Questi fatti generarono alcune forti ripercussioni
negative all’interno dell’associazione, che incontrò notevoli difficoltà sostegno e nel finanziamento dei soci
artigiani.
Nel 1998 il PNUD (Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo) ha segnalato Señor de Mayo come realtà tra
le più significative dell’America Latina nell’ambito delle esperienze di gestione comunitaria e di autosviluppo.
Nel 1999 l’associazione è diventata membro IFAT e ha iniziato un ambizioso programma per la realizzazione di
numerosi corsi di qualificazione professionale. Tra il 1998 e il 2000, infine, l’associazione ha conseguito
importanti riconoscimenti in Europa per la qualità dei suoi prodotti.
Señor de Mayo è membro permanente di RELACC, la rete di organismi latinoamericani per la
commercializzazione comunitaria di beni e servizi.
Señor de Mayo ha creato e mantiene numerosi rapporti con altre organizzazioni, e persegue con esse finalità
politiche, volte soprattutto a costruire una rete di relazioni in grado di realizzare progetti di sviluppo sociale,
commerciale e produttivo con organizzazioni di altri paesi e di esercitare pressioni sulle istituzioni governative,
affinchè riconoscano, sostengano e promuovano l’esperienza dell’autogestione comunitaria
Struttura
Señor de Mayo è costitutita in gran parte da produttrici, sebbene, in alcuni ambiti, siano coinvolti anche artigiani
(soprattutto nella bigiotteria).
La massima autorità è l’assemblea degli associati, è formata dai rappresentanti dei gruppi produttori.
L'assemblea elegge un direttivo di cinque persone, che agisce come un comitato di gestione, ed alcuni
responsabili di settore. Tali responsabili sono molto indipendenti se operano nell’area della programmazione,
produzione e formazione; se agiscono nell’ambito del magazzino, della contabilità, del disegno, del controllo
della qualità e della commercializzazione, dipendono strettamente dal comitato di gestione. Questi incarichi sono
occupati direttamente da alcune produttrici, che dedicano parte del loro tempo in cambio un compenso stabilito
dall’assemblea. Le cinque persone del direttivo svolgono i seguenti incarichi: programmazione e controllo,
formazione e relazioni con le produttrici (due persone), sviluppo di nuovi disegni e, infine, contabilità
Il processo produttivo
Il lavoro di Señor de Mayo ha una forte valenza sociale, affondando le radici nei principi e
nell’esperienza dell’autogestione comunitaria. Attualmente conta 16 gruppi, per un totale di 480 soci.
Alcuni di essi producono in prevalenza materia prima (lana, filati, ecc.), altri preparano il tessuto, altri ancora lo
lavorano. Tutti, comunque, hanno esperienza di trasformazione diretta, fino al prodotto finito. Ognuno dei 16
gruppi consta di un direttivo che si riunisce mediamente ogni 7/10 giorni. Quasi tutti gli artigiani sono anche
coltivatori e tutti i 480 soci hanno una famiglia che viene direttamente coinvolta nel processo direttivo.
Molta attenzione è prestata al processo produttivo: si organizzano riunioni periodiche per valutare la filiera di
produzione secondo i criteri dell’autogestione. Significativo, ad esempio, è il caso della produzione dei maglioni.
Il gruppo che fornisce la lana è affiliato ad un gruppo di allevatori di lana ed alpaca (Coproca) e possiede alcune
azioni di questa impresa. Coproca fornisce al gruppo della lana la materia prima lavata, la tinge e la passa ai
rappresentanti dei gruppi incaricati della produzione. Ogni gruppo deve dichiarare la quantità ricevuta, il numero
di maglioni che dovrà produrre entro un certo tempo ed il prodotto effettivamente consegnato. Dopo la
realizzazione del prodotto si esegue il controllo della qualità, prima dell’imballaggio e della consegna per la
spedizione. Per i lavori in “costura” (portafogli, borsette, portachiavi in tessuto, ecc.) la materia prima (il tessuto
“aguayo”) viene acquistata direttamente sul mercato tradizionale (le tele).
Dei sedici gruppi, tre producono strumenti musicali, uno ceramica, due abbigliamento tramite telaio e nove
lavorano“a palillo” (uncinetto); un gruppo, infine, lavora in “costura” (oggetti in tessuto).
La commercializzazione
L’associazione opera come unità di servizio per la produttrice, e dall’importo della fattura di vendita della stessa,
all’atto del conferimento del prodotto al magazzino, si deduce un 23%, così costituito: un 2-3% va a costituire un
fondo di emergenza e un piccolo capitale di lavoro, destinato all’acquisto di materia prima; il restante 20% va
all’associazione, per far fronte alle spese di questa (formazione, studio di nuovi disegni, spedizione,
amministrazione). Alla produttrice resta un 77% lordo, dal quale va detratto un 35-40% di costo della materia
prima; la percentuale netta che resta alla produttrice varia, quindi, dal 42 al 37% (media 40). Tale variazione è
dovuta alle oscillazioni del prezzo della materia prima.
Il prezzo si determina a partire dal costo della materia prima e dall’incasso minimo previsto per ogni pezzo, e si
eleva in funzione della risposta del mercato a quel prodotto e della necessità di mantenere una relazione congrua
tra la complessità del prodotto e il prezzo atteso stesso
Composizione familiare del reddito della produttrice di maglioni di Señor de Mayo ( dollari / anno)
ricavo lordo dalla vendita a S. de Mayo: 40$ x 24 pezzi annui 960
costi della materia prima - 360
margine operativo di S. de Mayo (20%) - 190
quota capitalizzazione (2%) - 20
ricavo netto attività con S. de Mayo USD 380
ricavo medio netto da attività esterne a S. de Mayo 180
introito medio garantito dal marito (attività esterna a S. de Mayo) 360
totale introito familiare USD 920
 
Allegati

SENOR DE MAYO

 PROGETTO SENOR DE MAYO