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MESSICO - YOCHIN

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SCHEDA PRODUTTORI DELLA YOCHIN
La cooperativa zapatista “Yochin Tayel Kinal” (“Entrando nella terra”) nasce nel 2002 ed è
attualmente formata da diversi gruppi di piccoli produttori provenienti da una zona molto
vasta e diversificata compresa tra i municipi ufficiali di Yajalòn, Bachajòn, Chilòn,
Ocosingo ed Altamirano. I suoi odierni circa 1400 membri provengono, invece, da diversi
municipi autonomi zapatisti tra i quali, per numero di associati spiccano Olga Isabel, Che
Guevara, 17 Noviembre, Akabalna, San Juan Apostolo (sotto l’amministrazione del Caracol
di Oventic), Benito Juarez, Ruben Jaramillo, Lucio Cabanas e diversi altri (divisi tra le aree
gestite dalle JBG di Roberto Barrios e di Morelia).
In merito al numero dei suoi soci, dopo alcune defezioni importanti a causa di diversi
fattori caratteristici del mercato internazionale di caffé e della realtà chiapaneca (come il
basso prezzo del caffè, il ritardo nell’arrivo di benefici visibili dal commercio equo, i
problemi organizzativi e d’altra parte il bisogno dei produttori di entrate immediate nonchè
l’aggressiva azione dei coyotes nei loro confronti e le strategie di contrainsurgencia delle
autorità) di recente si sono verificati anche importanti nuovi ingressi da parte di numerosi
produttori ancora in proprio e perciò molto deboli di fronte ai nemici esterni. Così a fine
settembre 2005 la cooperativa assieme alle relative JBG ha ratificato l’ammissione di un
numero consistente di nuovi membri (esattamente 805 provenienti principalmente dalla
regione del Caracol di Roberto Barrios). La decisione si è fatta un po’ attendere anche
perché tutto doveva essere ben discusso e valutato sia a livello della cooperativa, che degli
autonomi poteri municipali e regionali, ma alla fine la richiesta è stata accettata.
Pertanto attualmente la Yochin è con ogni probabilità la cooperativa zapatista più grande
per numero di soci, ettari coltivati (1850) e container totali prodotti (circa 25); di sicuro essa
è unica nello spirito dimostrato nell’occasione dell’ammissione dei nuovi membri, visto che
così è stata data l’opportunità di accedere al commercio equo (dunque a proventi più elevati)
a numerosi nuovi compagni, senza preoccupazioni da parte dei singoli per la riduzione della
loro “quota”, seguendo così alla lettera il principio zapatista ”Para todos, todo”!
Ad ogni modo la Yochin essendo ancora piuttosto giovane non ha per il momento molti
“clienti solidali” all’estero e le quantità che riesce a commercializzare in questo modo sono
ancora alquanto limitate rispetto al suo potenziale di produzione, per cui una buona parte
viene venduta normalmente sul mercato locale e nazionale. Il principale cliente estero della
Yochin è proprio “Tatawelo”, che fa arrivare il suo caffé in Italia e poi indirettamente anche
in altri paesi. Questo progetto rappresenta uno dei numerosi tentativi in giro per il mondo di
commercializzare in modo equo-solidale i prodotti delle comunità autonome zapatiste, ma si
distingue per le modalità d’azione e per i principi di fondo che segue, miranti unicamente al
rafforzamento dell’autonomia in tutti sensi delle comunità zapatiste.
Per quanto riguarda i benefici del commercio equo ottenuti dalla cooperativa e dai suoi
membri, questi consistono in particolare nella possibilità di ottenere guadagni superiori e
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d’investire nel generale sviluppo sociale delle comunità tramite il 10% circa degli utili
messo a disposizione delle Giunte zapatiste. Viceversa, il surplus spettante direttamente
all’impresa collettiva viene investito autonomamente e per ora la Yochin lo ha impiegato
per: la costruzione di un beneficio (centro di raccolta e di prima lavorazione del caffé) e di
un ufficio già funzionante nella città di Altamirano (realizzato grazie al premium di 20
cent/kilo concesso da Tatawelo e tratto dal cambio euro/dollaro/peso quando questo è
favorevole), l’acquisto della tecnologia utile per il lavoro della cooperativa (telefoni,
computer con internet, fax eccetera). Queste spese vengono decise democraticamente dai
campesinos e finiscono per sostenere lo sviluppo dell’associazione, piuttosto che quello
generale delle comunità di competenza delle autorità zapatiste regionali.
Per riuscire ad ottenere maggiori entrate e dunque anche possibilità d’investimento, i soci
della Yochin segnalano la necessità di abbassare le loro spese e soprattutto di trovare nuovi
clienti in giro per il mondo in maniera da allargare il loro mercato equo e non dover
seguitare a vendere una parte del prodotto ai coyotes. A tal fine tutti i contadini-soci sono
disposti a produrre di più, purché ci siano i compratori interessati, magari pure sul nascente
mercato justo messicano. Per sviluppare quest’ultimo e sostenere la stessa autonomia
economica delle comunità zapatiste mettono poi in risalto l’esigenza di promuovere la
diversificazione produttiva e la commercializzazione di altri prodotti delle loro regioni
(come banane, miele, arance, cacao, tessuti e altri) e quindi di coordinarne la produzione e
l’intercambio tra i vari Caracoles.
Nel frattempo l’impresa si sta impegnando a fondo nella produzione del caffé, che è in
attesa di ottenere la certificazione biologica sempre più imprescindibile per vendere meglio
all’estero, per quanto la sua importanza ai fini della qualità non sia così rilevante. Per
migliorare quest’ultima la Yochin porta avanti altre iniziative come per esempio l’accurata
selezione delle piante di caffé e del raccolto, l’uso esclusivo di chicchi puliti ed integri e la
ricerca sulla qualità in generale.
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L’organizzazione politico-sociale dei soci-produttori della Yochin - Gli attuali membri della
cooperativa provengono dalle regioni amministrate dalle Giunte del Buon Governo zapatiste
di Morelia e di Roberto Barrios (con l’eccezione di un gruppo di soci - 94 - che si trovano
sotto l’area amministrata dalla Giunta di Oventic). Il nucleo originale del gruppo è ad ogni
modo originario della zona di Morelia, ossia dei municipi ufficiali di Altamirano, Ocosingo
e Las Margaritas tra i più importanti. Con i recenti ingressi, invece, si sono uniti diversi altri
produttori della remota regione di Roberto Barrios in cui l’EZLN è sempre stato più debole
a causa dell’isolamento delle sue basi d’appoggio e della massiccia presenza di paramilitari
e nella quale di conseguenza uno sviluppo economico significa altresì un rafforzamento
politico dell’organizzazione zapatista.
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Per quanto concerne il Caracol di Morelia (zona tzeltal-tojolabal) esso è alla pari degli
altri la sede della rispettiva Giunta del Buon Governo, che riunisce i rappresentanti dei sette
municipi sotto la sua amministrazione, ovverosia Primero de Enero (soci Yochin 45), Olga
Isabel (197), 17 de Noviembre (30), Ernesto Che Guevara (106), Vicente Guerrero, Miguel
Hidalgo e Lucio Cabanas. Ognuno di questi cosiddetti municipi autonomi ribelli zapatisti
(MAREZ), istituiti dall’EZLN alla fine del 1994 (come nelle altre regioni con presenza di
basi d’appoggio zapatiste) è governato secondo “gli usi ed i costumi delle comunità indie”
attraverso un Consiglio Autonomo composto da membri eletti democraticamente dalla
collettività; questa assemblea popolare è poi coadiuvata dalle autorità tradizionali e dal
consiglio degli anziani, ossia dalle istituzioni tipiche dei villaggi indigeni del Chiapas. Nei
MAREZ gli indigeni ribelli hanno fin dall’inizio cominciato a mettere in pratica il credo
zapatista del “comandare obbedendo” ed a costruire pian piano la loro autonomia per
rispondere alle proprie esigenze vitali alla base della rivolta del 1994 e sempre insoddisfatte
dalle autorità. Queste comunità hanno pertanto intrapreso una linea di rifiuto degli “aiuti
governativi” ed iniziato a sviluppare proprie strategie di organizzazione e di risoluzione dei
principali problemi con l’appoggio della società civile e dei tanti simpatizzanti dell’EZLN
sparsi per tutto il mondo.
Con la creazione nell’agosto del 2003 dei cosiddetti Caracoles (in italiano chiocciole) e
delle Giunte del Buon Governo (JBG) i MAREZ hanno ottenuto una proiezione regionale:
in ognuna di queste nuove strutture vengono inviati uno o due rappresentanti di ciascun
municipio autonomo della relativa zona per svolgere un ruolo di coordinamento politico a
livello regionale. Le aree in cui è suddiviso il “territorio zapatista” e pertanto i Caracoles (o
le JBG) sono in tutto 5, vale a dire Oventic, La Realidad, La Garrucha ed appunto Morelia e
Roberto Barrios (in cui si trova il gruppo Yochin). A grandi linee l’organizzazione politica e
la struttura amministrativa delle varie regioni sono identiche così come in teoria le strategie
politiche seguite, benché chiaramente ogni zona e municipio dà priorità innanzitutto alle
proprie necessità specifiche e più urgenti.
Dunque, nei diversi Caracol sono solitamente presenti oltre ad alcune “commissioni di
accoglienza” (ad Oventic sono due, mentre a Morelia queste sono “riassunte” in una sola ed
a Roberto Barrios sono del tutto assenti) che hanno il compito di intrattenere e di gestire le
prime relazioni con i visitatori esterni, quindi appunto le Giunte del Buon Governo, che
rappresentano il “potere esecutivo” zapatista. Queste sono perciò dei veri e propri “governi
popolari” ribelli, che attraverso delle commissioni (soprattutto nei fondamentali campi della
sanità, dell’educazione e talvolta anche dello sviluppo economico) da esse stesse formate
amministrano le zone di loro competenza. Alla base dell’intero sistema politico zapatista c’è
oltre al principio del comandare obbedendo il ricambio continuo dei membri delle varie
strutture politiche ed in primis delle JBG, i cui componenti cambiano ogni mese (a Roberto
Barrios) oppure ogni 15 giorni (a Morelia) per assicurare l’effettività della democrazia
diretta sperimentata dagli zapatisti.
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Dato che tutto si trova ancora in fase di sperimentazione e di perfezionamento, i poteri
zapatisti si avvalgono spesso dell’assistenza delle diverse ONG presenti in Chiapas, delle
ATOs occidentali per quanto riguarda in particolare l’aspetto economico dell’autonomia e
dei sostenitori zapatisti di tutto il mondo. L’autonomia rivendicata e messa unilateralmente
in pratica dall’EZLN, sebbene non sia riconosciuta dalle autorità ufficiali e venga anzi da
esse in tutti modi combattuta, per gli zapatisti è legittimata dagli articoli 39, 40 e 105 della
stessa Costituzione messicana, nonché dalla Convenzione numero 169 dell’Organizzazione
Internazionale del Lavoro (OIL) sottoscritta dalla Federazione Messicana. Pertanto, la lotta
di resistenza zapatista ha come obiettivo l’affermazione definitiva di questa autonomia delle
comunità d’appoggio ed il suo riconoscimento da parte dei poteri nazionali.
Relativamente al Caracol di Morelia, oltre alle strutture politico-amministrative (che sono
caratterizzate da una partecipazione delle donne più diffusa rispetto agli altri Caracol) ad
una caffetteria ed ai diversi spacci comunitari sono presenti altresì: strutture autonome di
educazione primaria e secondaria ed i relativi centri di formazione dei promotori in ognuno
dei sette municipi, varie cliniche e commissioni di salute in diverse comunità che iniziano a
riproporre anche la medicina tradizionale degli indios, numerosi collettivi di coltivazione e
di fabbricazione di diversi prodotti e le essenziali commissioni di produzione che tra l’altro
promuovono sempre metodi ecologici di coltura. In questo scenario si colloca la cooperativa
Yochin, che rappresenta il gruppo produttivo più importante della zona.
Il Caracol di Roberto Barrios (zona chol-tzeltal) si trova nel nord dello stato del Chiapas,
ossia nella regione dei municipi ufficiali di Palenque, Tila e Yajalòn ed è formato da nove
MAREZ: Akabalna (soci Yochin 19), El Trabajo, Benito Juarez (30), Francisco Villa, La
Paz (6), Ruben Jaramillo (10), La Dignidad (10), La Montana (5) e Vicente Guerrero;
inoltre nella regione esiste una serie di altre comunità basi d’appoggio zapatiste che non si
sono ancora organizzate in consigli autonomi. Le strutture politiche ed amministrative di
questo Caracol a parte piccole differenze riprendono quelle delle altre regioni autonome, ma
sono probabilmente ad un livello di sviluppo inferiore per via delle maggiori difficoltà e
conflittualità intercomunitarie dell’area. Tuttavia anche qui sono già attive le autonome
strutture educative ed i centri di formazione dei promotori oltre ad un istituto di educazione
tecnologica di recente costruzione (una specie di scuola secondaria), nonché le cliniche in
cui si formano i promotori di salute (malgrado la questione della sanità in questa zona
rimanga ancora in pesante ritardo rispetto agli altri Caracoles) e diverse cooperative di
uomini e donne che tentano di diffondere tecniche produttive rispettose dell’ambiente. Oltre
a ciò il Caracol di Roberto Barrios, in perenne costruzione, si distingue per il suo progetto di
comunicazione autonoma consistente nella presenza di un ufficio Internet, di una stazione
radio regionale (chiamata inizialmente “Radio Resistente”) e nella realizzazione di filmati
da parte delle comunità ribelli; in questo senso a Morelia c’è invece un centro che si occupa
delle Edizioni Autonome in Ribellione, dunque della produzione e distribuzione di opuscoli
sullo zapatismo e sulla lotta degli indigeni chiapanechi.
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Diversità tra le zone di produzione – Entrambe le regioni produttive in cui si trova il gruppo
Yochin sono piuttosto diversificate dal punto di vista naturalistico, climatico e di altitudine,
anche per via della loro notevole estensione. Sia la zona di Morelia che quella di Roberto
Barrios sono perciò caratterizzate dal susseguirsi di immense vallate, foreste, distese e
montagne ricoperte di una vegetazione tipicamente tropicale, specie alle quote più basse.
Tuttavia la zona nord, o per lo meno la sua parte interessata dalla produzione di caffé da
parte degli associati della Yochin, è probabilmente più montuosa e raggiunge altitudini
maggiori, mentre quella di Morelia trovandosi più a sud e rappresentando la porta d’entrata
alla Selva Lacandona è contraddistinta da terre più basse e “tropicali”; per questo motivo
essa è con ogni probabilità segnata pure da una maggiore incidenza di malattie delle piante.
Tutto ciò però non è in relazione con la qualità del caffé prodotto, che è alta in entrambe le
zone e varia più che altro in base alle tecniche di produzione; la differenza di altitudine
incide invece soprattutto sulla diversa acidità ed amarezza del caffé ottenuto dopodichè sta
al miscelatore trovare la combinazione migliore. Ad ogni modo la zona di Roberto Barrios è
convenzionalmente nota come la regione tradizionale di produzione del caffé nello stato del
Chiapas (soprattutto nei dintorni delle città di Bachajòn e di Yajalòn), per cui nonostante
una sua maggiore arretratezza sotto certi aspetti, presenta una cultura superiore e più evoluta
per quanto riguarda in specifico la coltivazione e la lavorazione del caffè; in questo senso le
altre zone del Chiapas, compresa quella di Morelia, hanno sempre cercato di imitare il nord,
anche in considerazione della remuneratività della produzione di caffé.
 
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