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KENIA - BOMBOLULU

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Bombolulu
Kenya

Artigianato e tradizione
Bombolulu è un laboratorio artigiano per disabili fisici nella città di Mombasa, e produce diversi oggetti di artigianato, come bigiotteria, abbigliamento, articoli in cuoio e prodotti intagliati nel legno. Il laboratorio di bigiotteria (la prima attività di Bombolulu, in ordine di tempo) produce oggetti di foggia tradizionale, con oltre 500 modelli diversi realizzati in rame, ottone, ebano, cuoio, osso, semi, monete antiche e pietre semi-preziose. Alcuni dei gioielli sono placcati in argento e oro. La sartoria produce dal 1987 capi in cotone con decorazioni tradizionali, spesso ricavate da antiche pitture rupestri o altri disegni tradizionali. L’ultimo laboratorio creato da Bombolulu è quello della lavorazione del cuoio, che offre sandali, cinture e cesti tradizionali africani con decorazioni in cuoio.

Dare fiducia agli handicappati
“Bombolulu Workshop for the Handicapped” (questo il nome ufficiale del gruppo) venne fondato nel 1969 come progetto pilota per i disabili fisici in Kenya, gestito dall’Associazione keniota disabili con l’assistenza dei Peace Corps Volunteers statunitensi e il supporto finanziario della chiesa metodista. Fin dall’inizio Bombolulu ha beneficiato dell’assistenza di volontari stranieri, soprattutto nel settore del design. Scopo del progetto è di formare disabili provenienti da tutto il Kenya affinché acquisiscano nuove capacità da esercitare nel Centro oppure nella propria casa. Molti membri anziani del Centro hanno potuto farsi raggiungere dalle proprie famiglie. Nel corso degli anni ’70 la grande attenzione verso le attività agricole ha favorito un alto grado di autosufficienza alimentare del Centro. Accanto al laboratorio di gioielleria, una classica attività per i disabili di tutta l’Africa orientale, si sono sviluppate successivamente la tessitura, la colorazione di stoffe, e i lavori di sartoria, nonché la fabbricazione di prodotti in pelle. Attualmente Bombolulu, con i suoi 30 collaboratori, dà lavoro a 270 disabili e alle varie famiglie (circa 1000 persone) che vivono nel Centro. I disabili sono in egual misura uomini e donne. Allo scopo di assicurare un futuro produttivo a Bombolulu, la direzione del Centro cerca di favorire la creazione di posti di lavoro decentrati per i disabili nei loro villaggi, mantenendo al Centro la formazione artigianale e la commercializzazione dei prodotti. Questo sistema prevede che i disabili risiedano presso il Centro solo durante il periodo di formazione (uno/due anni) e che successivamente trasferiscano l’attività appresa nel luogo di origine. La possibilità per i disabili non solo di non rappresentare un peso per la famiglia, ma addirittura di contribuire al suo benessere, ne eleva di molto lo status sociale e la considerazione.

Prima di giungere all’attuale situazione positiva, Bombolulu ha conosciuto gravi periodi di crisi che ne hanno minacciato l’esistenza. Nella seconda metà degli anni ’80 si sono verificati ripetuti episodi di cattiva gestione e frode, che hanno portato ad uno sciopero dei lavoratori e alle dimissioni del gruppo dirigente. Data la gravità della situazione, fu richiesto all’Associazione keniota dei disabili (Apdk - Association for the Physically Disabled of Kenya) di rilevare la direzione del Centro. L’Associazione è attualmente il datore di lavoro ufficiale dei membri, e la direzione è stata affidata per sei anni ad un cooperante tedesco della Gtz (l’agenzia di cooperazione tecnica tedesca): nel 1992, in una situazione ormai stabilizzata, la direzione è stata affidata ad un keniota. Oggi Bombolulu dispone di uffici, laboratori e alloggi per i disabili e le loro famiglie. Nel 1994 è stato inaugurato un Centro culturale con lo scopo di attrarre turisti e potenziali acquirenti. Il Centro offre la riproduzione degli stili di vita di diverse popolazioni keniote, nonché rappresentazioni musicali da parte dei diversi gruppi etnici. È stato inoltre realizzato un nuovo spazioso salone di esposizione per i prodotti artigianali, per dare un ulteriore impulso alle vendite.

I problemi di cui soffrono i disabili variano da difetti fisici lievi fino alla cecità e alla sordità: si tratta di handicap che provocano discriminazione sociale e che escludono i loro portatori dal mondo del lavoro. Per la famiglia rappresentano un pesante fardello e come tale viene vissuto. Molti disabili, di conseguenza, si vedono costretti a lasciare la propria famiglia, ne vengono cacciati o mandati in strada a chiedere l’elemosina. La maggior parte dei membri di Bombolulu proviene da famiglie rurali povere. Negli ultimi anni le attività di Bombolulu hanno acquisito una notevole notorietà in Kenya, tanto da portare il Ministero degli affari sociali a sottoscrivere un accordo con il Centro, in base al quale è possibile fare domanda di ammissione alla formazione attraverso tutte le sedi distaccate del ministero, in tutto il paese. L’accettazione al Centro viene decisa dopo un colloquio tendente a stabilire il tipo di riabilitazione necessaria e la specializzazione professionale più idonea. Durante il periodo di formazione (nel quale i disabili sono ospitati nel Centro) il salario viene trattenuto per l’acquisto dei necessari strumenti di lavoro che permetteranno al disabile di proseguire per proprio conto l’attività artigianale. Negli ultimi anni il Centro ha conosciuto tassi di richiesta di ammissione altissimi, e quindi l’ospitalità è riservata alle forme particolarmente gravi di handicap.

Circa il 60% dei lavoratori viene pagato al pezzo, e lavora 40 ore la settimana. Il restante 40% è composto per lo più da disabili gravi o ciechi, e lavora con uno stipendio fisso di poco superiore al minimo stabilito in Kenya. Tutti i lavoratori che risiedono al Centro beneficiano dell’alloggio gratuito, mentre per gli altri è prevista un’indennità di alloggio pari al 20% del salario base. Sono previste ferie annuali retribuite, e le spese mediche vengono in parte rimborsate. Bombolulu finanzia anche l’attrezzatura medica specifica per i disabili (come le stampelle, etc.) richiedendo da essi un contributo del 50% per le spese di manutenzione.
Dopo il superamento della crisi del 1986, Bombolulu ha sempre dedicato molta attenzione e molte energie alla promozione dei propri prodotti. L’attiva presenza nelle esposizioni mondiali di artigianato e nelle riunioni dell’organizzazione internazionale del commercio equo (Ifat) gli sono valsi numerosi contatti e nuovi clienti. I prodotti vengono venduti per il 50% in Kenya, soprattutto a turisti; l’altro 50% viene esportato in 12 Paesi, quasi esclusivamente ad organizzazioni del commercio equo come Eza (Austria), Gepa (Germania), Traidcraft (Gran Bretagna), Ctm ed altre. Soltanto l’abbigliamento, più rispondente ai gusti e al clima locale, viene venduto per il 95% in Kenya.
 
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 BOMBOLULU PROGETTO
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