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ECUADOR - CAMARI

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Camari
Ecuador

Il dono
Camari (che in quechua significa dono) fu fondata nel 1981 su iniziativa del Fepp (Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio), una organizzazione non governativa di ispirazione cristiana che da anni opera nelle zone rurali dell’Ecuador con programmi di formazione rivolti a oltre 700 gruppi, prevalentemente indigeni. Il Fepp promuove progetti di formazione nel settore agricolo ed artigianale, lotta per il riconoscimento della lingua e della cultura quechua ed è impegnato in programmi di pianificazione familiare. Tuttavia, essendo un’istituzione con fini sociali, non avrebbe potuto occuparsi direttamente della commercializzazione dei prodotti delle organizzazioni contadine coinvolte nei vari progetti. Per evitare che le organizzazioni continuassero ad avere gravi problemi economico-finanziari a causa dell’inevitabile dipendenza dagli intermediari, nacque l’idea di creare dei negozi (le tiendas campesinas Camari) che avessero un rapporto diretto con i gruppi di produttori. Nel 1981 si inaugurò la Tienda Camari di Quito, seguita da quella di Cuenca (1983), di Esmeraldas e da una seconda a Quito.Nonostante l’ipotesi iniziale mirasse a dare le tiendas in gestione direttamente ai gruppi di produttori, questo è stato possibile solo nel caso di Cuenca mentre negli altri negozi continuano a lavorare persone stipendiate da Camari. Nel 1991 si passò alla gestione centralizzata dei vari negozi con la creazione del Sistema Solidale di Commercializzazione Camari; vengono appoggiate inoltre tiendas indipendenti nate su iniziativa dei settori popolari (es.Puyo e Latacunga). I rapporti tra Fepp e Camari sono tuttora molto stretti, per quanto la seconda si sia resa maggiormente autonoma nel tempo; la collaborazione tra responsabili della formazione (Fepp) e della commercializzazione (Camari) rimane tuttora essenziale. L’assemblea generale di Camari, che si riunisce ogni 6 mesi, è composta da due delegati Fepp e da vari rappresentanti dei gruppi di produttori; del direttivo fanno parte due delegati Fepp (il presidente ed il tesoriere) e sei rappresentanti dei produttori (vicepresidente, sindaco, segretario, tre consiglieri). Nella prima fase del lavoro, Camari si è occupata in buona parte di concedere crediti ai produttori perché potessero acquistare le materie prime o i macchinari necessari per la lavorazione; i fondi precedentemente prestati possono ora venire investiti per migliorare il livello della produzione artigianale ed elaborare una strategia per l’incremento delle vendite. Il controllo sulla qualità, ad esempio, diventa determinante per i prodotti destinati all’esportazione; a tale proposito Camari cerca di sensibilizzare i gruppi perché il controllo avvenga durante il processo produttivo tra gli stessi componenti. Camari assicura inoltre un servizio, ai gruppi che lo richiedono, di imballaggio, etichettatura e di formazione del personale amministrativo; nel caso di esportazione dei prodotti si preoccupa infine di tutte le pratiche doganali necessarie.
I gruppi di produttori (70 organizzazioni agricole, 50 artigianali e 56 artigiani autonomi) si trovano in 17 province molto diverse tra loro e sono strutturati in modo assai differente, a seconda delle esigenze delle singole comunità. In alcuni casi il lavoro viene svolto a livello familiare, in altri a livello comunitario, in altri ancora ci sono delle forme miste. Questa strutturazione flessibile del lavoro è particolarmente importante per le donne che devono comunque provvedere alla casa, alla famiglia e spesso anche ai lavori agricoli. Le donne sono maggiormente coinvolte nei progetti artigianali (80% donne) mentre nei progetti agricoli c’è una netta prevalenza maschile (90%). La lavorazione dei prodotti alimentari come miele e marmellata viene invece fatta nella stessa misura da uomini e donne. Alcuni gruppi vendono i propri prodotti esclusivamente attraverso il sistema di commercializzazione Camari, altri hanno diversi interlocutori. I posti di lavoro creati dal sistema Camari sono circa 250; 14 persone sono state assunte direttamente da Camari per lavorare nei negozi, negli uffici amministrativi e nel trasporto dei prodotti. Un cooperante di una Organizzazione governativa è inoltre responsabile dell’Unità di Informazione per la Commercializzazione, unità recentemente creata con il fine di realizzare studi di mercato, produrre informazioni specialistiche (formazione del prezzo, rapporti domanda/offerta, fenomeno dell’inflazione) ed analizzare le modalità per offrire una produzione competitiva. Per coprire le spese legate al funzionamento della struttura Camari applica un sovrapprezzo del 25-30% sul prodotto.

I prodotti della terra
I prodotti agricoli sono quelli tipici della terra ecuadoriana e comprendono grano, farina, zucchero di canna, e funghi silvestri. Camari considera importante anche la trasformazione in loco delle materie prime ed infatti negli ultimi anni è stata incrementata la produzione di marmellata, miele, formaggi, pane e biscotti (ultimamente si è dato inizio anche all’esportazione di alcuni prodotti alimentari, di cui parleremo più avanti). È soprattutto nei prodotti artigianali però che si riflette la varietà e la ricchezza delle tradizioni dell’Ecuador: si passa dalla confezione di maglioni in lana di pecora, alla cesteria, alla costruzione di originali flauti in legno e statuette in legno di balsa. I cesti, le scatoline ed i cappelli di paglia vengono intrecciati da gruppi indigeni in diverse zone del paese seguendo tecniche antiche ed utilizzando fibre naturali. Tra gli articoli in lana di pecora o di capra troviamo una vasta gamma di poncho, coperte, sciarpe, cappelli, maglioni, arazzi, borse e cinture (rifinite in pelle, con inserti di lana tessuta a mano). Il processo di lavorazione è piuttosto complesso e si passa dal lavaggio della lana, alla tintura (prevalentemente con colori naturali), alla filatura, alla lavorazione al telaio o a maglia. Spesso le prime fasi del lavoro vengono eseguite a livello comunitario, mentre l’ultima avviene nelle singole case. I disegni caratteristici che ritroviamo in arazzi e tappeti hanno anche una rilevante funzione sociale: le rappresentazioni naturali dei miti e delle leggende precolombiane sono un veicolo di trasmissione culturale, come avviene da secoli. Purtroppo i gruppi indigeni si sono talvolta visti costretti a sostituire i loro disegni geometrici, ispirati dalla visione cosmologica, con copie di fotografie o cartoline, per le pressioni del mercato occidentale.

Fagioli, soya e riso

Nel 1997 Ctm ha dato inizio all’importazione di quattro tipi di prodotti alimentari, e precisamente: fagioli (di tipo Canario e di tipo Cargabello), riso e soya.
I fagioli di tipo Canario provengono da un gruppo chiamato Comuna La Plancha, che ha la sua sede nella provincia di Cotopaxi: le zone di coltivazione di trovano ad un’altitudine compresa tra i 1.500 e 2.600 metri. Il gruppo è formato da 130 soci e la terra è di proprietà della comunità, anche se viene data in usufrutto ai soci in misura da 1 a 10 ettari per ciascuno. L’agricoltura è stagionale e i raccolti vengono spesso messi a rischio dalla mancanza di piogge durante l’estate. Si coltivano mais, grano, yuca, patate, agrumi, chamburo, tomate de arbol, ma i prodotti più importanti sono la mora e i fagioli. I soci de la Comuna, che dispongono di un magazzino per lo stoccaggio del prodotto, si sono messi in contatto con Camari per sottrarsi allo sfruttamento operato nei loro confronti dai commercianti e dagli intermediari locali, i quali generalmente prestano denaro (per acquistare le sementi) con un interesse del 10 e addirittura fino al 20%, interessi che vengono detratti al momento del raccolto, lasciando un magro guadagno in mano ai contadini.

I fagioli di tipo Cargabello provengono invece dal Grupo Multitud de Pallatanga, nella provincia di Chimborazo: il gruppo è costituito da 17 soci, i quali posseggono più o meno 5 ettari di terra a testa e oltre ai fagioli coltivano anche caffè e mais. Anche questo gruppo dispone di un magazzino oltre che di alcuni macchinari per la prima lavorazione dei fagioli dopo il raccolto, lavorazione che è stata resa possibile anche da un progetto di consulenza tecnica della Fao.

La soya proviene dalla Unión de Organizaciones Campesinas de Quevedo, situata nella provincia de los Ríos. L’organizzazione, fondata nel 1980, è di secondo grado, ed è composta da 10 organizzazioni di base, ognuna formata da una quindicina di famiglie. Ogni famiglia ha a disposizione circa 12 ettari di terra. I prodotti principali, oltre alla soya, sono il mais, il riso, il caco e il caffè.

La Asociación de Trabajadores Autónomos “El Arrozal”, che ha sede nella provincia di Guayas, è composta da 24 soci che producono angurie, meloni e riso (che viene esportato attraverso Camari). L’associazione dispone di macchinari per la decorticazione del riso, con una capacità produttiva di 45 kg all’ora e di un impianto per l’essiccazione.

L’esportazione
Per quanto riguarda i prodotti artigianali il 60% viene, non senza difficoltà, venduto in Ecuador mentre il 40% viene esportato attraverso i canali del commercio equo e solidale. Camari auspica fortemente un aumento del volume delle esportazioni ma questo non è sempre facile a causa di vari problemi quali la mancanza di cataloghi e materiale pubblicitario adeguato, la difficoltà di rispettare i tempi delle consegne, la qualità del prodotto non sempre all’altezza degli standard occidentali. Considerati i forti problemi causati dall’inflazione si spera che le Ato’s si rendano disponibili ad una sempre maggiore collaborazione. Attualmente le organizzazioni di commercio equo e solidale attraverso le quali si esportano i prodotti sono: Gepa e Dritte Welt Laden (Germania), Caritas e Fairness Shop (Svizzera), Eza (Austria), Alternative Handel (Norvegia), Sackeus e Afroart (Svezia), Fto (Olanda), Serrv Self Help e Self Help Crafts (USA), Oxfam Trading (Gran Bretagna), Michael Habets (Francia), Ctm e Commercio Alternativo (Italia).