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ARGENTINA - LA JUANITA

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COOPERATIVA JUANITA
La Cooperativa Juanita è una piccola cooperativa creata da ex disoccupati del distretto
periferico La Matanza, nell’area metropolitana di Buenos Aires.
Oltre al pagamento di un prezzo degno per il lavoro di confezionamento delle magliette della
filiera tessile, Ctm si è impegnata direttamente nel potenziamento di un laboratorio tessile
all’interno della cooperativa, acquistando alcuni macchinari e sostenendo attività di formazione
tecnica.
Il Movimiento de los trabajadores desempleados de la Mattanza
«Per noi ogni motto è un obiettivo da raggiungere.
Se la vita non è degna, la dignità è lottare per cambiarla.
Stiamo lottando per questo».
Nella periferia di Buenos Aires incontriamo la Cooperativa Juanita, che fa parte del Movimiento
de los trabajadores desempleados de la Matanza. Un’esperienza creata da un gruppo di
disoccupati provenienti da diverse fabbriche ha dato vita a una nuova realtà, una sorta di centro
sociale culturale in cui si stanno sperimentando diverse realtà produttive, tra cui quella di un
laboratorio di confezionamento tessile.
In questa cooperativa avviene il confezionamento del prodotto, ossia il taglio e cucito, il decoro
e l’etichettatura.
Nel 1995 il tasso di disoccupazione in Argentina supera il 18%, percentuale mai raggiunta in
precedenza. I quotidiani riportano continuamente titoli come questi: «400.000 impiegati in
mezzo a una strada», «Licenziati a Córdoba 50.000 operai metallurgici».
È cominciata in questo modo una delle trasformazioni strutturali più profonde di questo paese,
che, con il trionfo del neoliberismo, mostra anche il suo volto più brutale, lasciando milioni di
persone in condizioni di miseria e senza prospettive future.
Questa drammatica situazione non è il risultato di un errato calcolo economico. È piuttosto il
prodotto di una politica. Il Movimiento de los trabajadores desempleados de La Matanza nasce e
si sviluppa in questo contesto, frutto di un processo di cambiamenti strutturali e di sconfitte sul
piano della lotta politica e ideologica.
Per capovolgere la situazione della disoccupazione, il Mtd si pone come obiettivo a lungo
termine di superare le contraddizioni del sistema capitalista. Una modalità di azione in questo
ambito è l’autorganizzazione dei lavoratori: «crediamo che la nostra esigenza principale sia
quella di organizzare la lotta e convergere in un’unica organizzazione, capace di mobilitare e
dotarci di un programma e di una politica che sconfigga per sempre questo piano di fame,
repressione e miseria...».
Il Mtd non ha mai ceduto all’assistenzialismo.
Ha rifiutato i planes trabajar e le bolsas de comida (interventi riconducibili all’assistenzialismo
statale). È rimasto vicino all’Associazione Madres de Plaza de Mayo nei momenti più difficili.
Ha creato nuove varianti di impegno concreto, diventando una delle organizzazioni politiche di
disoccupati argentini più avanzata. I suoi militanti hanno dimostrato una grande sensibilità
rivendicando la libertà per i prigionieri politici; ha occupato e coltivato terreni; ha creato un
Centro Comunitario; ha mandato in onda per quattro anni un programma radiofonico
settimanale; ha fondato una casa editrice (Mtd Editora) con cui ha pubblicato il primo libro
sull’esperienza al Social Forum Mondiale di Porto Alegre; ha da poco inaugurato una scuola, il
Centro di Formazione Comunitaria; ha coinvolto studenti, docenti e intellettuali partecipando ai
dibattiti dell’Università.
La storia de La Mattanza
La Matanza è il distrito o partido più esteso e più densamente popolato (quasi 2.000.000 di
persone) della periferia di Buenos Aires, 20 chilometri ad ovest della capitale federale. Un
tempo era una zona industriale molto importante, con stabilimenti metallurgici (Acindar e
Martín Amato), automobilistici (Mercedes Benz e Volkswagen) e tessili (Textil Oeste e
Danubio), ma era fondamentalmente un quartiere dormitorio degli operai. La maggior parte di
questi stabilimenti ha chiuso i battenti. L’urbanizzazione della zona non basava su alcun piano
regolatore e i quartieri non avevano i servizi essenziali. Il 70% della popolazione non usufruiva
né di fogne né di acqua potabile e proliferavano gli asentamientos, quartieri in cui gli abitanti
avevano occupato i terreni e vi avevano costruito le proprie case. I terreni che erano stati messi
in vendita si trovavano in zone che si allagavano facilmente o nei pressi delle discariche. Le
disparità sociali saltavano all’occhio, bastava percorrere anche solo una piccola parte di
quell’immenso territorio.
Nasce nel 1995 in questo contesto il movimento delle Ollas Populares de los barrios de La
Matanza (luoghi in cui viene distribuito gratuitamente il cibo). La sua principale richiesta fu
quella di 100.000 posti di lavoro, sussidi di disoccupazione, l’esenzione dal pagamento dei
servizi di luce, gas, ecc. Le ollas non sono state soltanto un modo per offrire ai disoccupati
qualche pasto ma sono state un vero e proprio atto politico, il primo strumento organizzativo
con il quale è stata avviata la lotta per il recupero della dignità.
L’1 maggio 1996 nasce il Movimiento de Trabajadores Desocupados dall’unione dei quartieri di
San Francisco Solano, San Martín, Avellaneda, La Plata e La Matanza. Questo movimento di
disoccupati viene battezzato nella Plaza de Mayo, dove circa duemila persone si erano date
appuntamento per celebrare una Messa ecumenica.
L’unica organizzazione a riconoscere formalmente la nascita di questo nuovo soggetto sociale è
stata quella de Las Madres de Plaza de Mayo, che ha accompagnato attivamente il movimento
durante le mobilitazioni, i cortes de ruta (blocchi stradali, occupazioni di grandi arterie del
traffico per sensibilizzare i cittadini), le ollas populares, ecc.
L’influenza de Las Madres, degli Zapatisti e dei Sem Terra
La carenza di risposte che potessero spiegare il fenomeno della disoccupazione ha portato il Mtd
al confronto con altre organizzazioni. Da qui l’apprendimento a raccogliere consenso sociale per
evitare che l’impegno rimanesse isolato, grazie anche alla collaborazione con il Movimento dei
Sem Terra e soprattutto con Las Madres de Plaza de Mayo.
In seguito a questi contatti il Movimento ha adottato tra i propri principi di base il recupero dei
terreni abbandonati per renderli produttivi, per trovare lavoro e provvedere ai bisogni alimentari
dei lavoratori e delle loro famiglie.
L’esperienza della radio
Uno strumento più di altri ha inciso nella lotta: la radio, dove ogni domenica a mezzogiorno
“Incontro con i Lavoratori Disoccupati” ha offerto una tribuna aperta all’impegno. Sono passati
da questo programma non solo rappresentanti del Movimento dei Disoccupati delle zone interne
dell’Argentina, ma anche zapatisti, Sem Terra. Nell’inverno 2000-2001, gli studenti
dell’Universidad Popular “Madres de Plaza de Mayo” ha invitato il movimento a partecipare
insieme alla loro delegazione al I Social Forum Mondiale, a Porto Alegre, in Brasile.
Il 19 e 20 dicembre 2001 alle rivendicazioni dei piqueteros, che riempivano le strade del paese e
chiedevano “pane e lavoro”, si erano poi aggiunte quelle di nuovi cittadini vittime della crisi. La
crisi politica del modello economico, in incubazione da molto tempo, adesso era esplosa.
«Una volta caduto il Presidente si è alzato il grido “Que se vayan todos” (Che se ne vadano via
tutti). E “tutti” significava proprio tutti: i membri del tribunale, i deputati, i governatori. I
filogovernativi e i loro oppositori».
È stato messo in discussione l’intero sistema politico, che non dava soluzioni ai seri problemi
della popolazione.
La ricerca di unità tra i settori danneggiati, già emersa prima, guadagnò allora una forza
incredibile, dando vita a una forma organizzativa innovativa, le Asambleas Barriales. Queste
Assemblee di Quartiere sono state e sono il centro d’informazione, discussione, riflessione e
azione, sono il luogo in cui i cittadini diventano protagonisti.
L’organizzazione
Il programma dell’Mtd si basa su sette punti principali, secondo quanto pubblicato nei bollettini
informativi:
• Far sì che la Costituzione garantisca il diritto al lavoro.
• Ottenere dal governo la garanzia di un assegno di disoccupazione pari a 550 dollari
(cinquecentocinquanta pesos), il minimo indispensabile per il fabbisogno familiare.
• Ottenere che i disoccupati siano esentati dal pagamento di imposte. Ottenere dal governo la
fornitura gratuita di luce, acqua e gas, e l’assistenza medica gratuita in tutti i centri sanitari.
• Elaborare un Piano di Opere Pubbliche che crei posti di lavoro.
• Accedere al controllo del denaro destinato al Fondo de Reparación Histórica del Conurbano3.
• Ottenere l’abolizione del licenziamento e della sospensione, da sostituire con una ripartizione
delle ore lavorative a parità di salario.
• Interrompere il pagamento del debito estero affinché questa immensa massa di denaro invece
di essere mandata all’estero rimanga nel paese e venga utilizzata per soddisfare i bisogni primari
interni, come il lavoro, l’istruzione e la salute.
E il Mtd aggiunge: «Con il proposito di mantenere la nostra organizzazione libera da qualsiasi
protezione, ci dichiariamo indipendenti dalle diverse ali che compongono la putrefatta
burocrazia sindacale».
L’impresa tessile
L’impresa nasce nel 2001, ma già dal 2002 le donne hanno organizzato nel quartiere dei corsi
teorico-pratici di disegno, tessuto e uncinetto, tessuto stampato e confezionamento.
Nell’anno successivo furono confezionate borse di jeans, grazie ad una donazione di tela jeans. I
saperi sono stati diffusi così come sono messe a disposizione le macchine del laboratorio a chi
desiderasse far pratica. Il fine educativo e formativo è uno degli obiettivi della cooperativa. Il
laboratorio funziona con i macchinari della cooperativa, acquistati con una donazione
dell’ambasciata svizzera, nel 2002. L’impresa collabora con il disegnatore Martín Churba e un
gruppo di lavoro di 12 persone.
Una volta raggiunta la sostenibilità l’intento è quello di destinare il 90% di quanto eccede tale
copertura al Complejo Educacional.
 
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