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Perù

L’artigianato in Perù
I peruviani hanno dimostrato, ormai da millenni, maestria nell’artigianato tessile e della ceramica, ma anche nella lavorazione di metalli, legno e pietre preziose. Nel periodo coloniale si assistette ad una progressiva integrazione di elementi collegati al cattolicesimo ed ai nuovi bisogni materiali e culturali, ma i caratteri della precedente tradizione artistica continuarono a convivere accanto ai nuovi elementi. L’evoluzione recente dell’artigianato peruviano, collegata al suo ingresso nei mercati internazionali, si può datare intorno agli anni ’50, quando le campagne di solidarietà internazionale, insieme con missionari di varie chiese, raggiunsero i villaggi andini e da lì riportarono e fecero conoscere all’esterno la produzione locale. I primi prodotti artigianali destinati alla vendita esterna nacquero quindi spontaneamente, senza nessun criterio commerciale, ceduti spesso a prezzi del tutto arbitrari. Col boom del turismo, nei decenni seguenti, la domanda di artigianato peruviano aumentò in maniera rapidissima e con essa fiorirono anche le lucrose attività di intermediari che ottennero grandi profitti sfruttando il lavoro degli artigiani.
Ma negli ultimi anni la risorsa del turismo è quasi completamente scomparsa: disastro economico e precaria situazione politica, aggravati dal terrore seminato nel paese dagli attentati di Sendero Luminoso, hanno fatto sì che il Perù fosse praticamente cancellato dagli itinerari turistici latinoamericani. È all’interno di questo contesto che si inserisce e va valutato l’operato di Allpa.

Gioielli e maglioni tradizionali
Allpa è una società di servizi che si occupa della distribuzione di prodotti realizzati da gruppi di artigiani peruviani. La gamma dei prodotti è vastissima e comprende articoli confezionati in materiali e con stili molto diversi tra loro. Per quanto riguarda la gioielleria in argento, la scelta comprende varie centinaia di articoli, dai braccialetti, alle collane, alle spille, agli orecchini in stile incaico. All’argento si accompagna una vastissima scelta di pietre peruviane: opale andino, lapislazzulo, quarzo rosa, ametista e turchese.
Allpa commercializza anche bigiotteria in alpacca (una lega di rame, nichel e zinco), bambù, rame, ottone, sempre nella consueta scelta di diversi stili e disegni. Nell’abbigliamento, i maglioni da uomo e da donna sono generalmente in lana di alpaca e lama, come pure i cappelli e le sciarpe. In cotone viene realizzata una vasta serie di magliette con diversi disegni (in genere di motivo pre-ispanico) e in vari colori, e altri capi di abbigliamento. Infine non si può non citare la ceramica, vero fiore all’occhiello della produzione artigianale peruviana: vasi, stoviglie e oggettistica nelle forme e nei colori tradizionali delle diverse zone di provenienza (Cuzco, Ayacucha…).

Una scelta di trasparenza
Il Perù è un paese caratterizzato da enormi disparità nella distribuzione della proprietà (soprattutto fondiaria) e, di conseguenza, del reddito. Oltre la metà della popolazione vive sotto il livello di povertà; la maggioranza delle popolazioni indigene e meticce rimane discriminata e priva di diritti. Esse vivono per la maggior parte in comunità contadine (comunidades campesinas) riconosciute dallo Stato come comunità agricole, proprietà comune di tutti i membri. Nonostante il loro impegno e un forte senso della comunità, le condizioni di vita degli indios degli altipiani andini restano difficili, tanto da convincere molti ad emigrare verso le città, dove quasi inevitabilmente li attende una vita di stenti e di miseria. Nel 1982, l’Ipid (Instituto Peruano de Investigaciòn y Desarrollo - Istituto Peruviano di Ricerca e Sviluppo) creò Allpa, allo scopo di assistere le cooperative artigianali e le comunità contadine che la stessa Ipid assisteva attraverso progetti di sviluppo.
Allpa fu dunque creata con lo scopo di fungere da intermediario fra il mercato e gli artigiani, aiutandoli a commercializzare i loro prodotti a prezzi migliori e attraverso canali che assicurassero una certa continuità nelle vendite. In questi anni Allpa ha conosciuto un rapido e forte sviluppo, (aumentando il valore delle proprie esportazioni di oltre 50 volte fra il 1986 e il 1991), ed è oggi una “Sociedad Anonima” che impiega 45 persone a tempo pieno, ed ha il compito, nell’ambito di Ipid, di dirigere la produzione (consulenza, informazione, corsi di formazione professionale), informare sulla formulazione dei prezzi e sondare i mercati nazionali ed esteri per la commercializzazione dei vari articoli.
Negli ultimi anni, alcuni dubbi sorti rispetto ai rapporti di Allpa con i produttori hanno portato alcune organizzazioni europee di commercio equo, fra cui la Ctm, a commissionare una valutazione completa dell’operato di Allpa: i problemi riguardavano la scelta dei produttori con cui operare, i criteri per la determinazione del prezzo, il sostegno finanziario agli artigiani, l’appoggio fornito per la crescita dei laboratori collettivi. Il rapporto di valutazione, redatto da un esperto peruviano, ha in effetti confermato alcuni dei dubbi che avevano spinto le Ato’s a richiedere la valutazione: ad esempio è apparso chiaro che è Allpa a decidere come ripartire le commissioni ricevute fra gli artigiani, e ciò viene fatto con criteri non sempre trasparenti. Un’altra questione riguarda la forma organizzativa che si sono dati gli artigiani di Allpa: mentre all’inizio la società stessa aveva dichiarato che era sua intenzione concentrarsi soprattutto su gruppi di produttori, l’esperienza ha dimostrato che l’azienda familiare è un fenomeno troppo vasto in Perù per essere sottovalutato, e che la sua influenza sull’economia locale deve essere tenuta nella giusta considerazione. In sostanza, si può dire che la valutazione ha evidenziato l’esistenza di alcuni problemi, e ha costituito la base di una serena e costruttiva discussione fra Allpa e i partners europei, per superare insieme i problemi nell’interesse degli artigiani peruviani.

Tessere la tradizione
Come si è visto, Allpa intrattiene rapporti commerciali con un gran numero di produttori. Le attività economiche artigianali si inseriscono nel quadro di quel “settore informale” che è molto presente nel contesto economico-sociale peruviano. Le origini di questo settore risalgono agli anni ’50, quando molti contadini emigrarono verso Lima, richiamati dalle possibilità di lavoro offerte dalla nascente industria di beni di consumo. Essi si stabilirono ai margini della città, dando vita a quartieri di abitazioni improvvisate, i cosiddetti pueblos jovenes. Le possibilità di lavoro si esaurirono molto presto, e i nuovi arrivati dovettero inventarsi ogni tipo di attività che garantisse la sopravvivenza a loro e alle loro famiglie. Da questa situazione nacquero appunto le attività artigianali in seguito appoggiate e organizzate da Ipid e da Allpa. Oggi Allpa lavora con circa 18 gruppi organizzati di artigiani e circa 100 laboratori artigianali a conduzione familiare. Allpa è in grado di prefinanziare le ordinazioni ai gruppi fino al 50% del loro valore, grazie anche ai prefinanziamenti che le garantiscono le Ato’s.
I gruppi di produttori risiedono in varie regioni del Perù: i capi in lana di alpaca vengono dai dintorni di Cuzco, quelli in lana di pecora da Huancayo, ma vi sono gruppi di magliaie sugli altopiani andini e nei sobborghi di Lima, vasai ad Ayacucho e Cuzco, tessitori di arazzi a Hualhuas, Lima, Pedro de Cajas e Huancayo.

L’attività tessile è forse, fra i vari settori dell’artigianato, quella più carica di tradizione e di significato in Perù: nell’antico Perù, infatti, i tessuti non erano soltanto un oggetto d’uso comune, ma rappresentavano soprattutto status e prestigio; la loro straordinaria complessità ci fa oggi ritenere che un tempo esistesse una classe di tessitori altamente specializzati. L’attività tessile risale ad un periodo compreso fra 8.000 e 10.000 anni fa, e le speciali condizioni climatiche del deserto peruviano hanno permesso il ritrovamento di tessuti antichi realizzati con materiali vegetali ed animali, come cotone, lana di lama, vigogna ed alpaca, juta, piume e capelli umani. Nonostante gli strumenti primitivi usati per confezionare i tessuti, le indagini al microscopio hanno mostrato intrecci finissimi, fino a 112 fili per centimetro. Ancor oggi, la tessitura mantiene intatto il proprio significato per le comunità andine. Contrariamente a ciò che si crede comunemente, l’attività tessile non è un lavoro esclusivamente femminile: a Taquile (un’isola del lago Titicaca) sono gli uomini a tessere, mentre le donne filano e colorano il tessuto con estratti vegetali ed animali, come foglie di eucalipto. Pur essendo la tessitura un’attività diffusa in tutto il paese, i prodotti si differenziano molto a seconda della loro provenienza: i tessuti di Ayacucho, ad esempio, ricordano chiaramente, nei loro disegni, motivi di ispirazione precolombiana e coloniale.

Gli artigiani che producono gioielli appartengono all’ultima generazione degli immigrati, coloro cioè che solo in tempi recenti hanno abbandonato i loro villaggi per cercare fortuna a Lima, e lavorano in piccoli gruppi, con utensili molto semplici. Lo sviluppo dei modelli dipende dalla creatività di ciascuno. La produzione di gioielli è iniziata nella prima metà degli anni ’80, e solo nel 1986, con Allpa, è cominciata l’esportazione. La maggiore difficoltà dei produttori di gioielli è forse quella di organizzarsi tra loro, dato che, con il trasferimento in città, lo spirito di solidarietà comunitaria è andato in gran parte perduto.
Fin dalla sua creazione nel 1986, Allpa si è assunta il compito di cercare opportunità di esportazione per i prodotti degli artigiani peruviani.
A questo scopo ha partecipato a diverse fiere in Europa e America del Nord, avviando contatti con le organizzazioni del commercio equo e solidale: oggi Allpa ha relazioni commerciali con molte organizzazioni, tra cui vari membri Efta, come Eza, Gepa, Ctm, Fto e Oxfam Trading. Allpa è anche riuscita a stabilire rapporti commerciali con imprese commerciali tradizionali, ma non in maniera duratura. Il valore delle esportazioni di Allpa è cresciuto in maniera impressionante nei primi sei anni di attività, passando da 19.600 dollari del 1986 a 1.100.000 nel 1991. Nel 1992, il valore delle
esportazioni è calato per effetto della contrazione della domanda da parte di alcune
Ato’s europee: la Ctm ha coperto quasi l’11% di questo valore, con importazioni per oltre 110.000 dollari.
 
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