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CHILE - FUNDACION SOLIDARIDAD

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Fundación Solidaridad
Cile



Negli anni bui della dittatura
La Fundación Solidaridad è un’organizzazione senza fini di lucro che appoggia la creazione e lo sviluppo di laboratori artigianali gestiti da persone e da gruppi che per diverse ragioni vivono in una situazione di emarginazione e di povertà.
La sua attività inizia nel 1974 con la formazione del Comitato di cooperazione per la pace in Cile, nato con l’obiettivo di appoggiare la produzione e la vendita di prodotti artigianali fabbricati da migliaia di prigionieri politici rinchiusi nelle carceri e nei campi di prigionia. Nel 1976 il Comitato si unisce alla Vicaria de la Solidaridad, istituzione della Chiesa Cattolica cilena creata durante la dittatura militare per la difesa e la promozione dei diritti umani. A partire dal 1976 si aggiungono a questo programma della Vicaria moltissime organizzazioni popolari dei settori più poveri di Santiago, che cercano di raggiungere attraverso l’aiuto reciproco un livello di vita dignitoso. I laboratori crescono e si moltiplicano anno dopo anno. I membri fanno del laboratorio il centro di una completa e profonda vita comunitaria, in cui si fa esperienza di educazione dei bambini, formazione sociale, politica e ambientale, cultura e svago, riuscendo in questo modo a ridare vita a tutta un’organizzazione sociale che la repressione e la paura avevano quasi azzerato.
L’ingegno e la creatività popolare inventano prodotti artigianali nuovi e originali, molti dei quali frutto del recupero di scarti. Attraverso la vendita di questi prodotti artigianali la Vicaria fa conoscere a tutto il mondo il meraviglioso sforzo di dignità col quale uomini e donne hanno creato il proprio lavoro.
Nel dicembre del 1990, a fronte della crescita e dell’estensione dell’attività e con l’obiettivo di rendere possibile uno sviluppo maggiore e a più largo raggio, l’unione dei Laboratori Artigianali della Vicaria si converte in una fondazione autonoma, creata per decreto dell’Arcivescovo di Santiago.

L’artigianato dei prigionieri politici
Come già accennato, durante gli anni della dittatura militare in Cile (1973-1989), la Fundación sostenne la produzione artigianale di migliaia di prigionieri politici rinchiusi nelle carceri e nei campi di prigionia.
Questa attività artigianale fu un’opportunità importante per i detenuti perché permise loro di occupare le lunghe ore vuote con un lavoro creativo che li aiutava a sentirsi vivi; contribuì a mantenere intatta la loro dignità di prigionieri politici e, come gruppo di lavoro, li mise in una posizione più forte di fronte alle guardie e alle autorità carcerarie; costituì un’entrata economica che non faceva gravare tutto il peso della difficile situazione sulle famiglie.
Chiaramente raggiungere questi risultati non fu così semplice, né mancarono ostacoli. Innanzitutto l’indifferenza e il disprezzo manifestati dalle autorità carcerarie nei confronti del lavoro dei prigionieri; i continui controlli a cui erano sottoposte le materie prime quando entravano nel carcere e i prodotti quando ne uscivano, controlli che spesso danneggiavano la merce e la rendevano inutilizzabile; le accuse, da parte della stampa, di infangare il nome del paese con questo tipo di attività.
Nonostante tutte queste difficoltà, la Fundación riuscì a portare avanti il progetto, nella convinzione che solo attraverso il lavoro delle loro mani i prigionieri avrebbero potuto liberarsi dalla difficile condizione in cui si trovavano.
La Fundación ritirava direttamente o attraverso i familiari questi prodotti e li distribuiva in Cile e all’estero, fornendo anche informazioni circa la loro provenienza.
E per avere un’idea della creatività e della tenacia di queste persone imprigionate e private di tutto, ecco alcuni esempi di prodotti “inventati” : collanine fatte con palline di mollica di pane, colombe della pace intagliate negli ossi trovati dentro la minestra, disegni incisi sulla pietra o intagliati nella scorza di alcuni frutti.
Parallelamente a questo, la Fundación cominciò ad appoggiare i laboratori artigianali che nascevano tra le fasce di popolazione più povere, cercando di rispondere in questo modo alla grave crisi frutto dell’imposizione di un modello economico che produsse un’enorme disoccupazione.
Così sono nati decine di laboratori, principalmente di donne, per le quali la Fundación è stata fondamentale. Attualmente la Fundación lavora con 220 laboratori di artigiani che raggruppano circa 2.810 persone, includendo le minoranze etniche del Nord e del Sud del paese.
In tutti i casi si tratta di laboratori costituiti da gruppi di persone e non produttori individuali; tutti i laboratori sono formati da persone che vivono in condizioni di estrema povertà e che da questa attività ricavano la loro fonte di sostentamento per la famiglia. I laboratori sono autogestiti, con l’elezione democratica del direttivo e la partecipazione comune nella gestione e amministrazione dell’attività produttiva. I laboratori non appartengono alla Fundación, ma ai rispettivi membri.
Le donne acquistano i materiali in base alle informazioni di mercato che fornisce la Fundación e decidono i modi e i tempi della produzione. La Fundación compera da loro una quantità minima mensile fissa: qualsiasi altra produzione deve essere commercializzata da loro stesse.Purtroppo in Cile i negozianti offrono prezzi molto bassi per questi prodotti, perciò le donne fanno poco più di quello che compra la Fundación. Per calcolare il prezzo dei prodotti compilano un questionario che viene loro fornito dalla Fundación. Viene considerato il costo della materia prima, il tipo di prodotto (per esempio se riescono a guardare la televisione mentre lavorano o se il lavoro è così impegnativo che richiede tutta la loro concentrazione), un ricarico del 10% per le spese del laboratorio (il tè per le riunioni, le tasse municipali…). La Fundación paga il prezzo finale completo e aggiunge ad esso il 20% per le operazioni di spedizione.Nella Fundación lavorano cinque persone: una direttrice, una disegnatrice, una segretaria e due persone che si occupano dell’imballaggio.
Compito specifico della Fundación è quello di dare appoggio per la commercializzazione, in quanto per diversi gruppi il problema è esportare. I paesi in cui finora la Fundación ha distribuito i suoi prodotti sono i principali paesi europei, compresi l’Italia, oltre ad Australia, Giappone, Canada e Stati Uniti.

Le arpilleras
Tra i prodotti artigianali più caratteristici commercializzati dalla Fundación bisogna senz’altro ricordare le arpilleras.
Le arpilleras sono applicazioni di stoffa cucite sopra vecchi sacchi per la farina. Le scene rappresentate riflettono problematiche della vita quotidiana delle fasce di popolazione più emarginate di Santiago: l’ottenimento dell’acqua e della corrente elettrica, il bucato, la scuola, i giochi dei bambini, l’orto, il consultorio, la mensa comunitaria ecc. Durante la dittatura militare si rappresentavano spesso scene di repressione e di protesta, oltre alle famose arpilleras che rappresentano il ballo della cueca sola, delle donne madri e sorelle dei desaparecidos. La tecnica dell’arpillera è stata utilizzata per sviluppare prodotti artigianali in stoffa come borse per la spesa, astucci vari, grembiuli da cucina, ecc. L’arpillera è un prodotto importante, perché le donne dei quartieri poveri di Santiago sono riuscite a creare un simbolo originale che ha percorso il mondo intero e che adesso si realizza anche in altri paesi.
 
Allegati
 PROGETTO FUNDACION SOLIDARIDAD