PRODOTTI


Prodotti Biologici
Prodotti Fairtrade
Novità

PROGETTI

CHILE - FUNDESVAL

prodotti relativi
Fundación Diocesana de Desarrollo Social de Valdivia (Fundesval)
Cile

Il miele degli Arancani
Il progetto di apicoltura iniziò nel 1980 grazie ad un finanziamento dell’Ong tedesca Misereor, con l’obiettivo di fornire mezzi e assistenza tecnica a piccoli contadini della zona precordigliera della regione di Valdivia, in Cile, per sviluppare un’attività, come l’apicoltura, complementare al lavoro agricolo. Si intendeva così ottenere un miglioramento delle entrate economiche, oltre ad un arricchimento dell’alimentazione familiare. Inoltre così si sarebbero poste le basi per la creazione di un’organizzazione sociale autonoma, requisito fondamentale per la ricostruzione economica nelle campagne dopo anni di dittatura militare.
Inizialmente i progetti erano due: quello della produzione del miele e quello della trasformazione e commercializzazione che funzionava da intermediario fra i produttori e i clienti, fra cui anche le ditte esportatrici. Dal 1985 i due progetti vennero unificati così che gli apicoltori potessero contare su una struttura permanente che comprasse il miele e provvedesse i mezzi necessari alla produzione, e la fornitura di miele venisse garantita in modo continuativo; inoltre quantità considerevoli di prodotto avrebbero permesso di ottenere prezzi e condizioni migliori sul mercato. E così fu effettivamente per alcuni anni; nel 1988 purtroppo la produzione di miele cominciò ad avere difficoltà di collocamento sul mercato interno; fortunatamente proprio quell’anno ci fu l’incontro con Gerd Nickoleit, rappresentante di Gepa, l’organizzazione di commercio equo tedesca, che aprì il capitolo di collaborazione con le Ato’s europee.
Nel 1989 questo canale di commercializzazione venne offerto anche ad altre organizzazioni vicine nello spirito e nei metodi di lavoro a Fundesval, e fu così che il progetto, dal livello locale arrivò a essere un movimento nazionale.
Per quanto riguarda il progetto della regione di Valdivia, Fundesval fornisce assistenza tecnica e creditizia che viene ripagata in merce, ovvero col miele. Il rispetto degli accordi è un punto molto importante per Fundesval perché diventa uno stimolo verso la conduzione autogestita delle attività da parte degli stessi contadini.
Solo nella regione di Valdivia sono coinvolte circa 100 famiglie di contadini, di cui il 20% sono di origine mapuche. I mapuche (il cui vero nome, quello con cui loro stessi si chiamano, è Araucani) sono uno dei popoli indigeni del Cile che, dopo aver opposto fiera resistenza agli Spagnoli fino al XIX secolo, sono ridotti oggi ad una minoranza di sole 130.000 persone dall’economia di rapina delle colonie, dalla fame, dalle malattie e dalla disperazione di essere privati dei loro diritti elementari.
Fundesval (Fundación Diocesana de Desarrollo Social de Valdivia) fu creata nel 1980 con l’obiettivo, come si legge dallo statuto, di “promuovere lo sviluppo sociale, culturale ed economico di tutta la popolazione della diocesi di Valdivia e specialmente di coloro che vivono in condizioni di povertà”.
A questo fine nel corso degli anni Fundesval ha impostato diversi progetti che vanno dallo sviluppo dell’allevamento, alla costruzione di orti biologici con famiglie della periferia di Valdivia a quello che ci interessa più da vicino: il progetto di apicoltura.
Per la conduzione di questi e altri progetti Fundesval si avvale del lavoro di 32 dipendenti fra tecnici e amministrativi.

Un “Consejo Campesino”
Nella realizzazione dei progetti alcune linee guida caratterizzano il lavoro della Fundación: i progetti devono essere gestiti con formule democratiche elaborate all’interno dei gruppi stessi; deve essere favorita la formazione tecnica perché si superi la dipendenza da esperti e consulenti esterni; deve essere facilitato il dialogo con le
istituzioni pubbliche e private per ottenere accesso autonomo a mezzi e informa-
zioni.
Per la gestione del progetto di apicoltura la Fundación utilizza quattro persone, un responsabile, una segretaria amministrativa e due tecnici. Ci sono riunioni mensili all’interno di ogni gruppo per analizzare i problemi dell’apicoltura e la realtà quotidiana vissuta dal piccolo coltivatore. In questi incontri vengono eletti i rappresentanti che entreranno a far parte del Consejo Campesino, che dal 1988 rappresenta la maggiore struttura decisionale rappresentativa del progetto.
Il miele viene raccolto da circa 1.000 famiglie di piccoli coltivatori appartenenti ad una decina di organizzazioni coordinate da Fundesval in una zona che si estende per 1.200 chilometri da Melipilla, vicino a Santiago, fino a Chonchi, nel sud del paese.
Per questi contadini l’apicoltura rappresenta un’attività complementare ai normali lavori dei campi e un’ulteriore fonte di entrate per la famiglia.
Il miele raccolto da tutte le organizzazioni viene poi inviato a Paillaco - nella zona di Valdivia - dove, nell’impianto di lavorazione installato da Fundesval, avvengono i controlli di qualità e la separazione del miele dalla cera e dagli altri prodotti.
Nell’impianto lavorano 13 persone che inizialmente venivano impiegate solamente nel periodo della raccolta del miele. Da un po’ di tempo a questa parte, però, Fundesval, per utilizzare a pieno la struttura e creare più occasioni di lavoro, ha iniziato a Paillaco la costruzione di alveari che vengono messi in vendita o utilizzati come forma di prestito agli apicoltori.
Il progetto ha portato anche altri benefici, come la formazione tecnica dei contadini e il miglioramento dell’alimentazione familiare grazie all’autoconsumo dei prodotti dell’alveare.
In questi anni c’è stato un netto incremento del reddito per ogni singola famiglia, che viene il più delle volte utilizzato per l’acquisto di materiale scolastico per i bambini. I contadini hanno acquisito le conoscenze necessarie per gestire in proprio il progetto di apicoltura e allo stesso tempo hanno preso parte in prima persona alla ricostruzione di un tessuto sociale che era stato completamente distrutto da anni di dittatura; hanno così toccato con mano la possibilità di essere protagonisti di un sistema economico che fino a quel momento li aveva espulsi, costruendo relazioni commerciali giuste fra Nord e Sud del mondo. C’è da ricordare infine che gli altri acquirenti di miele si trovano ora a dover offrire condizioni di prezzo migliori ai contadini, in conseguenza dei prezzi più alti pagati da Fundesval.
Fu dunque nel 1988 che Fundesval entrò in contatto con le organizzazioni europee di commercio equo e solidale, tramite la Gepa prima e quindi l’Eza e la Ctm.
Dal 1988 al 1992 sono stati esportati, in Germania (Gepa), Austria (Eza) e Italia (Ctm), oltre 590 tonnellate di miele per un valore di circa 786.000 dollari.
Un chilo di miele è stato pagato nel 1994 dalle organizzazioni europee di commercio equo intorno a 1,45 dollari, mentre il prezzo del mercato internazionale era di circa 0,90 dollari.
Dal 1988 le quantità di miele esportate sono cresciute notevolmente, facendo di Fundesval una delle principali agenzie esportatrici di miele del Cile.