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BRASILE - CAEX

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Cooperativa Agroextrativista de Xapurì (Caex)
Brasile

La resistenza dei seringueiros
La battaglia condotta dalle popolazioni amazzoniche ed in particolare dai seringueiros dell’Amazzonia brasiliana è ultracentenaria. La schiavitù, l’ingiustizia e la dipendenza economica hanno condizionato ogni tentativo di sviluppo autonomo. I seringueiros hanno sempre lavorato per pagare i debiti contratti con il “padrone”. Soltanto negli ultimi venti anni, grazie anche al contributo carismatico di Chico Mendes, i seringueiros sono riusciti ad organizzarsi, difendendo coraggiosamente i propri diritti ed il possesso delle terre dove vivono e lavorano. È una lotta che viene affrontata con mezzi pacifici, ma alla quale rispondono con brutale violenza le élites economiche, politiche, militari, locali e internazionali, che vogliono imporre un modello predatorio della foresta amazzonica. I seringueiros si battono per la creazione e la gestione delle riserve estrattiviste, nelle quali è vietato costruire industrie o detenere latifondi ed è possibile raccogliere solo prodotti spontanei della terra. L’Amazzonia può sopravvivere se i “popoli della foresta” continueranno a vivere secondo le loro tradizioni: ciò dipende anche dalla praticabilità economica delle attività produttive rispettose dell’ambiente.
I seringueiros hanno imparato dagli indios a vivere rispettando la foresta, utilizzandola senza distruggerla. Nella raccolta del lattice il segreto per evitare la morte degli alberi è di sfruttarli a rotazione. La tecnica consiste nell’incidere un solco al giorno su ciascuna pianta, lavorando alternativamente con un coltello speciale sulle due metà della corteccia. Con questo procedimento sono necessari tre anni per estrarre tutto il lattice da una seringueira ed ogni albero può essere sfruttato per 50 anni.
Per opporsi alla progressiva distruzione della foresta, i seringueiros praticano da anni un’originale forma di resistenza nonviolenta, anch’essa ispirata da Chico Mendes: “l’empate”. A gruppi di cinquanta, a volte di cento persone, con donne e bambini al seguito, presidiano le aree che stanno per essere disboscate, facendo barriera con il proprio corpo e tentando di convincere gli operai a desistere. Non è una tattica di resistenza facile: è necessario essere lucidi, ben organizzati, disposti a soffrire, a svegliarsi ripetutamente di notte per coprire a volte lunghe distanze. Si rischia la vita, perché i proprietari delle terre difendono i cantieri con squadre armate e violente, che godono di totale impunità.
“Con l’empate - dicono i rappresentanti dei seringueiros - siamo riusciti a salvare un milione di chilometri quadrati di foresta. Ma l’abbiamo pagata a caro prezzo, piangendo in questi anni più di cento morti e un martire, Chico Mendes”.

La castagna amazzonica
La cooperativa agroestrattiva di Xapurì (Caex) è stata fondata nell’88 durante un’assemblea affollata, nella quale 34 seringueiros si associarono immediatamente. Xapurì è una sperduta cittadina situata nello stato dell’Acre (nord-ovest dell’Amazzonia brasiliana), che negli anni ’80 è diventata la roccaforte di coloro che combattono lo strapotere di allevatori, latifondisti, mercanti di legname, imprenditori minerari. Grazie al lungimirante impegno di Chico Mendes si è costituita una cooperativa per la raccolta e la vendita dei prodotti della foresta. I soci fondatori sono stati soprattutto seringueiros - raccoglitori di lattice di caucciù, dal nome della pianta, la seringueira, da cui lo si estrae - ma con il tempo hanno aderito anche indios, piccoli coloni, pescatori, sparsi in un’area di 8.000 chilometri quadrati.
La cooperativa Caex ha cercato di aggregare i raccoglitori riconoscendo ai soci prezzi equi, saltando l’intermediazione dei commercianti ambulanti che percorrono la foresta con canoe a motore e muli (che i contadini non possiedono) imponendo condizioni mortificanti. La semplice presenza della cooperativa ha fatto aumentare nell’Acre il prezzo della gomma. Allo sviluppo di questa iniziativa, grazie anche al contributo di realtà e gruppi esterni, si è affiancata l’attività di recupero dei frutti della castanheira, grande albero della foresta dalla quale si ottiene la castagna amazzonica, più conosciuta in Italia come noce del Brasile.
La Caex ha oggi 240 soci e dal ’90 possiede anche la fabbrica per la trasformazione della castagna, in cui lavorano già un centinaio di persone, riqualificando inoltre sul mercato locale il valore del prodotto.
La castagna del Brasile è uno dei cibi vegetali più completi. È un prodotto ad alto valore nutritivo che può entrare anche nell’alimentazione quotidiana, in quanto contiene una proteina chiamata excelsina, che è così ricca da essere denominata carne vegetale. La castagna favorisce la digestione ed è un eccellente complemento nell’alimentazione dei giovani, soprattutto in realtà come l’Amazzonia dove, a causa delle ingiustizie sociali e della miseria, si convive con la denutrizione, che provoca ritardo mentale, mancanza di crescita, cattivo funzionamento degli organi vitali, difficoltà di rigenerazione dei tessuti.
La castagna è usata anche nella produzione di un olio lubrificante, nella preparazione di cibi gustosi e di alcuni medicinali, per curare le persone carenti di minerali, gli anemici e chi soffre di tubercolosi. Per quanto riguarda la composizione organolettica c’è un 60% circa di acidi grassi polinsaturi, il 17% di proteine, mentre il resto si divide in sali minerali, calcio, fosforo, selenio. Quest’ultimo è il regolatore vitale dei processi di riparazione del Dna cellulare. La castagna è il seme della castanheira, una pianta alta 40 metri diffusissima in Amazzonia.
Alcuni alberi superano i 60 metri di altezza e i 4 metri di diametro, dando anche 500 chilogrammi di frutto per raccolto. Il frutto è simile ad una grossa noce di cocco, più spessa e resistente, ed è costituito da un guscio legnoso che contiene da 16 a 24 semi. La produzione della castagna avviene in tre fasi: raccolta della materia prima (tra dicembre e marzo); trasporto dalla foresta in città (sempre avventuroso, con i camion o via fiume); torrefazione, nella piccola industria della cooperativa (vi lavorano soprattutto donne, da febbraio a dicembre). La capacità produttiva della Caex è di circa nove tonnellate di castagne torrefatte mensili. Un terzo circa della produzione grezza si trasforma in castagne commerciabili, che possono essere intere, intere ma con piccoli difetti, o spezzate (il prezzo di vendita è naturalmente diverso a seconda della qualità).

Caucciù, riso e fagioli
La cooperativa compra dai suoi 240 soci la castagna, il lattice di caucciù ed anche altri prodotti (riso, fagioli, mais, tabacco, caffè). La struttura è diretta dall’Assemblea generale, che elegge il Consiglio di Amministrazione e quello finanziario. Solo i soci possono partecipare alla direzione. La cooperativa è amministrata dal CdA composto da sette membri, che rimangono in carica due anni. Ad ogni elezione è obbligatorio rinnovare almeno un terzo dei membri del CdA, il quale ha anche il compito di eleggere la direzione esecutiva (presidente, vice, segretario).
È stata avviata un’attività parallela di alfabetizzazione, per fornire migliori strumenti educativi e di coscientizzazione. Non si vuole far diventare i produttori “uomini di città” ma migliorare la loro vita nei luoghi dove operano. Questo compito è svolto principalmente dal sindacato dei lavoratori rurali di Xapurì e del Consiglio Nazionale dei Seringueiros (Cns).
L’organizzazione della Caex è riuscita ad eliminare il ricatto dell’intermediazione nella prima fase della commercializzazione della castagna. Esiste ancora per questi prodotti della foresta una forte dipendenza dalle industrie e dai grandi compratori; questi prodotti, con un’adeguata preparazione tecnica e con sicure garanzie di vendita, potrebbero essere raccolti e venduti senza alcuna aggressione all’ambiente. La creazione della fabbrica per la trasformazione della castagna è il primo passo per sfuggire al controllo degli oligopoli dei grandi produttori. La castagna è esportata da alcuni anni, soprattutto negli Stati Uniti (dove è lavorata e utilizzata in 50 modi differenti), al prezzo di circa 3 dollari al chilo. Il carico fiscale, l’alto costo di produzione ed il difficile accesso al credito rendono problematico l’equilibrio finanziario.
Le difficoltà principali per lo sviluppo della Caex sono: le grandi distanze, la difficoltà di trasporto, i problemi di stoccaggio, la carenza di ricerche specifiche e di tecnici
- per il trattamento e la diversificazione del prodotto - le difficoltà di comunicazione, la necessità di maggior formazione e dibattito tra i soci.
La lotta per la tutela della foresta non è patrimonio esclusivo dei popoli che la abitano, ma di tutti. I seringueiros potranno continuare a vivere nel loro ambiente solo se riusciranno a mantenere condizioni minime di vita e opzioni di vendita dignitose. Non chiedono elemosina, ma rispetto e garanzie per la commercializzazione di prodotti raccolti o estratti in modo non predatorio.