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VENEZUELA - TINAJAS

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Tinajas
Venezuela

La situazione
La crisi economica che ha colpito il Venezuela negli ultimi anni ha causato un aumento esponenziale della popolazione che vive in stato di povertà, oggi circa il 70%. L’inflazione continua a crescere ed il governo tenta di contrapporsi alla corruzione dilagante e ai molti casi d’ingiustizia, senza però disporre dei mezzi necessari. Non c’è da stupirsi quindi se gli interventi in campo sociale sono pressoché nulli e la disoccupazione diventa un problema ogni giorno più pressante. In questo periodo di crisi l’artigianato, da sempre mezzo d’espressione della cultura venezuelana, si è rivelato una fonte di “salvezza” per molte persone che dopo aver imparato un nuovo mestiere, sono riuscite a migliorare le proprie condizioni economiche. A livello teorico la situazione dell’artigiano venezuelano è stata analizzata esaurientemente; sono stati individuati problemi di isolamento, emarginazione, mancanza di accesso all’informazione e sfruttamento dal punto di vista economico. A questo punto per riscattare la condizione dell’artigiano era necessario agire concretamente, cioè creare occasioni di incontro e formazione ma soprattutto canali alternativi di commercializzazione che garantissero una retribuzione giusta. Con questi scopi nel 1986 si costituì Tinajas, un’associazione civile senza scopo di lucro, che si ispira ai seguenti principi: no alla marginalizzazione dell’artigianato popolare; no alla svalutazione dell’artigianato; no allo sfruttamento degli artigiani.
Tinajas ritiene che la mancanza totale di collegamento tra artigiani giochi nettamente a loro sfavore, soprattutto per quanto concerne la vendita dei prodotti. Tinajas si propone pertanto di coordinare le iniziative sporadiche e le forme associative esistenti. Commercializza sia all’interno del paese che all’estero oggetti in ceramica, sculture in legno, strumenti musicali, giochi, cesteria, prodotti tessili e in cuoio, garantendo agli artigiani una retribuzione equa e valorizzando il loro lavoro.

Il gruppo sociale Cesap
Tinajas venne fondata nel 1986 dal Cesap (Centro Social de Acción Popular) di Caracas per garantire un reale sviluppo del settore artigianale. Cesap, la prima e attualmente anche la maggiore Ong venezuelana, si occupa di formazione nei quartieri popolari e di appoggio alle iniziative per lo sviluppo comunitario; inoltre ha una funzione di rappresentanza presso le istituzioni con cui collabora. Dal 1969 è attiva in vari campi, promuove corsi di formazione professionale, offre consulenze tecniche e tecnologiche, programmi di alfabetizzazione, salute e alimentazione e si rivolge prevalentemente a microimprese, gruppi di contadini. Cesap, oggi denominata “Gruppo sociale Cesap”, è presente in tutto il paese e consta di una sede centrale, otto uffici regionali, due centri di formazione, cinque punti di consulenza, oltre che naturalmente, Tinajas. Grazie all’impegno costante a favore delle comunità venezuelane, il lavoro di Cesap è riconosciuto sia a livello nazionale che internazionale, come è dimostrato dal premio Unesco per l’alfabetizzazione e l’educazione per gli adulti. Sempre all’interno dell’educazione per gli adulti si inserisce il programma Auge (Appoggio alle Unità di Gestione Economica), cui prendono parte anche numerosi artigiani di Tinajas. Auge viene promosso in 9 regioni del paese e mira sia a sostenere attività economiche non ancora strutturate, sia a dare stabilità alle microimprese esistenti che abbiano un progetto valido per lo sviluppo economico e comunitario. Il programma enfatizza l’importanza dell’autogestione e della cooperazione tra i membri di un gruppo per raggiungere una reale autonomia e costruire un modello di produzione alternativo creando vie di sviluppo partecipative, equilibrate e solidali. Concretamente il programma Auge si realizza attraverso una consulenza continuativa nel tempo (effettua studi di fattibilità per ampliare le esperienze in campo economico, attua pianificazioni e svolge studi di tipo tecnico) e una scuola di gestione alternativa per le microimprese (che dà una risposta concreta alla necessità di formazione degli artigiani con corsi di amministrazione, contabilità, calcolo dei costi di produzione, commercializzazione e gestione alternativa dell’impresa). Auge offre inoltre assistenza tecnica per quanto riguarda questioni legali e amministrative. Dall’anno 1989 realizza anche un programma di crediti agevolati attraverso e con la collaborazione del Ministero della Famiglia e del BID (Banco Interamericano de Desarrollo).
Tinajas si inserisce quindi in un insieme già vasto di azioni a favore degli artigiani con l’obiettivo specifico di favorire la commercializzazione dei prodotti e migliorare di conseguenza le condizioni socioeconomiche degli artigiani. Tinajas non è un’associazione di artigiani ma un’associazione per gli artigiani; coordina infatti una ventina di gruppi o laboratori artigianali in diverse regioni del paese, soprattutto nel nordovest. Nel 1994 l’ufficio e il magazzino centrale sono stati trasferiti da Caracas a Barquisimeto, 370 chilometri a ovest della capitale, per essere più vicini alla regione dove vive la maggioranza degli artigiani che collaborano con Tinajas. A causa del forte isolamento geografico di alcune zone, come l’area amazzonica, Tinajas non riesce ancora ad essere presente in tutto il paese; in questi casi l’ufficio Cesap funge da rappresentante di Tinajas. Il buon rapporto che si è instaurato tra gli artigiani e Tinajas deriva sia dalle possibilità di consulenza offerte che dall’accettazione del prezzo proposto dai produttori (di cui il 50% viene pagato al momento dell’ordinazione e il restante 50% alla consegna della merce).

Ostacoli da superare
Occorre tuttavia precisare che il Venezuela ha una scarsa tradizione di forme cooperativistiche sia per motivi di diversità culturale, sia per l’isolamento geografico di molte comunità. Nonostante Tinajas appoggi e favorisca i processi organizzativi degli artigiani e delle organizzazioni artigianali popolari e promuova il contatto tra i gruppi, attualmente ci sono solamente 4 cooperative artigianali registrate. La maggioranza dei produttori è organizzata in modo assai flessibile, trattandosi spesso di famiglie allargate che gestiscono un laboratorio artigianale con i propri vicini. Sebbene uno dei principi del commercio equo sia di appoggiare solo gruppi organizzati, nel caso del Venezuela vengono fatte alcune eccezioni, considerando la specificità della cultura locale, l’assetto geografico e il forte impegno di Tinajas nella consulenza affinché i gruppi assumano forme più stabili. Altro aspetto importante nell’ambito della consulenza riguarda la qualità del prodotto in quanto difficilmente gli artigiani sono a conoscenza delle esigenze del mercato e in particolare delle rigide leggi dell’esportazione. Poiché Tinajas ha tra i propri fini la promozione dell’artigianato e delle varie azioni
orientate a migliorarne la qualità, richiede ai produttori con cui collabora un buon standard di qualità, rifiutando i prodotti non all’altezza e spiegando agli artigiani i motivi della scelta. Sempre per garantire un rapporto di tipo professionale, Tinajas esige puntualità nella consegna della merce. Queste piccole regole diventano fondamentali per portare avanti rapporti di collaborazione ma anche di commercio con gruppi assai diversificati.

“La carpeta del artesano”
Gli artigiani venezuelani, dispersi dal punto di vista geografico, hanno spesso difficoltà d’accesso ai mezzi di comunicazione di massa e ai centri d’informazione; oltretutto non esiste attualmente nessuna forma di coordinamento tra gli artigiani o un centro a cui fare riferimento. Da questa mancanza quasi totale di contatti con l’esterno deriva una forte carenza in campo informativo; Tinajas, avendo riscontrato la scarsa conoscenza di molti aspetti essenziali per la propria attività, ha elaborato un progetto mirato che intende aiutare gli artigiani a gestire il proprio laboratorio, a migliorare la qualità del prodotto, a conoscersi reciprocamente e a uscire dall’isolamento. Per raggiungere questi scopi si pubblicherà ogni tre mesi “La carpeta del artesano” (La cartella dell’artigiano), una rivista divisa in sei sezioni che prende in considerazione i seguenti argomenti: 1) temi formativi ed educativi per gestire un laboratorio artigianale (per esempio, calcolo dei costi di produzione, organizzazione del laboratorio, imballaggio dei prodotti, aspetti legali, tecniche di produzione con diverse materie prime ecc.), 2) elenco degli artigiani con minimo quattro anni di attività (specificando il tipo di attività, i prodotti realizzati e la materia prima utilizzata), 3) lista di avvenimenti, fiere, esposizioni a livello regionale e nazionale (per favorire la commercializzazione), 4) elenco di ditte, negozi e fornitori di materie prime nonché utensili e macchinari per l’attività artigianale, 5) presentazione delle istituzioni pubbliche o private che appoggiano gli artigiani e promuovono corsi di formazione dal punto di vista tecnico o commerciale, 6) elenco delle organizzazioni artigianali già esistenti nel paese. La distribuzione del periodico si realizza attraverso gli uffici del Cesap nelle sue otto sedi regionali, attraverso gruppi e organizzazioni artigianali in diverse parti del paese e attraverso istituzioni pubbliche e private che che hanno qualche relazione con il settore artigianle. Sedici regioni sulle ventidue in cui è diviso territorialmente il paese ricevono e diffondono la pubblicazione. Alcune giovani organiyzzazioni artigianali di varie regioni hanno presa l’iniziativa di inviare informazioni e dati perché siano pubblicati; inoltre giá sette regioni hanno richiesto a Tinajas corsi specifici relativi all’imballaggio e alla commercializzazione dei loro prodotti. C’è da aggiungere che la domanda della rivista sta crescendo, nonostante la crisi economica, ed ha reso necessaria una riedizione dei primi cinque numeri. L’organizzazione nazionale “Venezuela Competitiva” ha presentato tra trenta microimprese nazionali Tinajas come esempio di organizzazione efficiente che che si dedica alla formazione dell’artigiano e alla diffusione dell’artigianato venezuelano dentro e fuori del paese. Tinajas auspica che attraverso un’informazione costante su aspetti come produzione, mercato e commercializzazione gli artigiani possano partecipare a momenti formativi, migliorare la qualità dei propri prodotti e avere maggiori occasioni di vendita sia all’interno che all’esterno del paese. Solo così sarà possibile evitare lo sfruttamento degli intermediari, dando il giusto valore all’attività artigianale sia dal punto di vista economico, attraverso una retribuzione equa, che da quello culturale, considerando l’artigianato forma d’espressione della propria identità.
Ultima cosa, ma non meno importante: la pubblicazione della rivista è stata anche resa possibile da un contributo erogato dall’Ufficio per la Cooperazione della Provincia di Bolzano, richiesto da Tinajas attraverso Ctm.
Il prodotto
Tinajas commercializza circa 2.500 diversi prodotti (un numero che è in continuo aumento nella misura in cui gli stessi artigiani offrono nuovi modelli), tra cui oggetti di ceramica e grès (ciotole, piatti, vasi, servizi da té e da caffé, maschere, giochi a vento), di legno (sculture, giocattoli, utensili da cucina, strumenti musicali), di cuoio, cesteria, stoffe tessute al telaio e oggetti in carta riciclata. Il processo di lavorazione è completamente manuale nella maggior parte dei casi. A parte alcune sostanze chimiche (sopratttutto coloranti), la materia prima utilizzata (argilla, legno, cuopio, fibre naturali) si trova sul posto. Nel caso della carta riciclata la lavorazione è del tutto manuale e senza additivi chimici. Inoltre Tinajas offre assistenza tecnica agli artigiani circa l’uso di prodotti chimici che possono essere tossici o non compatibili con i prodotti che gli artigiani fanno; cosí pure insiste continuamente perché l’artigianato sia espressione della cultura propria del paese, evitando forme di transculturizzazione che ledono l’identitá. Circa l’aspetto ecologico, ci sono stati dei timidi tentativi di Tinajas per impostare progetti di conservazione ambientale, soprattuttto per quanto riguarda l’utilizzo del legno necessario per le sculture e per i forni di cottura di piastrelle e rtegole, ma finora non ci sono risultati concreti.
La maggior parte delle persone che si dedicano alla produzione di artigianato sono donne (oltre il 74%), come risulta da un’inchiesta realizzata da Tinajas, sebbene la gestione dell’impresa sia in mano molto spesso in mano ad un uomo (45% dei casi). Nei laboratori lavorano per lo più diverse persone della stessa famiglia o persone assunte a cottimo. Difficilmente questre persone che lavorano a cottimo riescono a raggiungere il salario minimo ufficiale (120 dollari al mese) esclusivamente attraverso l’artigianato e solo grazie alle molteplici attività dei diversi componenti della famiglia si riescono a soddisfare le esigenze primarie.
Si sono moltiplicate in questi ultimi anni le iniziative da parte degli stessi gruppi di artigiani per cercare canali di commercializzazione alternativi organizzando esposizioni, piccole fiere locali, allestendo mostre in occasione di feste e ricorrenze e approfittando di un nascente turismo sia nazionale che internazionale. D’altra parte Tinajas, per ampliare i propori contatti e dinamizzare la commercializzazione dei prodotti artigianali sta studiando la possibilità di presidiare il mercato nazionale in un settore che sembra ancora poco sviluppato, come è quello di offrire prodotti artigianali a imprese ed istituzioni in occasione di feste, congressi, incontri ecc.
Per evitare tuttavia che gli artigiani debbano sopportare lo sfruttamento derivante dalla vendita in proprio all’interno del paese, Tinajas sta cercando di sviluppare maggiori contatti con le Ato’s in Europa ed in Nord America e con altre organizzazioni di commercio equo in America Latina. Durante gli ultimi anni Tinajas ha esportato prodotti artigianali in Spagna, Belgio e Italia
 
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