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NICARAGUA - MACASA

prodotti relativi
Marroquineria Centroamericana S.A. (Macasa)
Nicaragua

Cuoio e tradizione
Macasa, Marroquineria Centroamericana S.A., è un’azienda specializzata nella produzione di articoli di cuoio bovino, con sede nella città di Leòn, nella zona occidentale del Nicaragua.
Essendo destinati principalmente all’esportazione, i prodotti fabbricati sono di alta qualità e comprendono: valigette, cartelle da scuola, zainetti ed altri. Per la loro produzione vengono utilizzate pelli locali lavorate con cromo oppure con yantén, un tipo di pianta che ha il pregio di non lasciare residui tossici nel cuoio; per quel che riguarda le parti tessili utilizzate nella produzione, esse vengono importate direttamente da cooperative di indios delle zone montuose del Guatemala.
Macasa dispone di uno stabilimento di 1.300 metri quadrati - suddiviso in area di produzione, amministrazione e vendita - in cui lavorano 32 persone, 28 impiegate direttamente nella produzione (24 donne e 4 uomini) e 4 nell’amministrazione (2 donne e 2 uomini).

Le origini di Macasa risalgono al 1975 quando venne costituita come società anonima in mano a 4 proprietari (3 tedeschi, 1 nicaraguense). Nel 1979, in seguito alla rivoluzione sandinista i 3 proprietari tedeschi si ritirarono dal Nicaragua e la società si sciolse. L’anno seguente l’unico proprietario rimasto cedette tutte le azioni in suo possesso al governo del Nicaragua, e la fabbrica rimase inattiva per un paio d’anni.
Fu nel 1982 che, grazie a 12 lavoratori, Macasa riprese la fabbricazione di articoli in pelle. A causa dell’interruzione avvenuta si erano però persi gli standard di qualità raggiunti in precedenza e conseguentemente la possibilità di esportare sui mercati esteri. Per questo motivo l’attenzione venne rivolta al mercato interno e soprattutto alla produzione di articoli necessari nelle industrie e nell’esercito, come guanti da lavoro, grembiuli protettivi, portadocumenti e via di seguito.
Grazie alle sovvenzioni del governo nell’acquisto della materia prima, Macasa poteva offrire prodotti a prezzi molto bassi ottenendo così il monopolio nel mercato nazionale.
Questa politica di produzione portò però a diversi inconvenienti: innanzitutto l’impossibilità di esportare sul mercato internazionale; poi la perdita, da parte dei lavoratori, delle conoscenze necessarie alla produzione di articoli di alta qualità; infine la distruzione parziale o totale dei macchinari causata dalla mancanza di pezzi di ricambio e dal fatto di averli utilizzati per funzioni diverse da quelle previste.
La sospensione delle sovvenzioni governative, nel febbraio del 1989, condusse ad un aumento immediato dei prezzi di vendita e quindi al tracollo di un’azienda sprovvista di un’adeguata conoscenza del mercato e soprattutto incapace di fornire la qualità richiesta.
Furono ancora i lavoratori a cercare aiuto tramite i gruppi di solidarietà tanto che la città di Amburgo, nell’ambito del programma di gemellaggio con la città di Leòn, accordò un finanziamento del valore di 20.000 dollari per l’acquisto di pezzi di ricambio e l’assegnazione di due esperti per la riparazione dei macchinari e per la formazione del personale locale, oltre ad offrire aiuto nella ricerca di mercati per i prodotti. Questi aiuti vennero però tagliati in seguito ad un ritardo di sei mesi nella consegna di un ordine pervenuto dalla Germania.
A questo punto vale la pena sottolineare che negli anni 1983-90 Macasa ebbe quattro direttori diversi, tutti assegnati dal Ministero dell’Industria e del Commercio ed in base a criteri politici piuttosto che tecnici.

Macasa sopravviveva grazie allo sforzo tenace dei suoi lavoratori, ma con stipendi che non superavano i 10 dollari mensili. La mancanza di prestazioni sociali e la crisi in cui si trovava tutto il paese, infine, posero come unica alternativa il cambio della dirigenza, primo passo verso la rifondazione dell’azienda.
Questo avvenne nel 1990 quando, col nuovo governo, Macasa venne ceduta alla Municipalità di Leòn, retta dal Partito Sandinista, la quale, in seguito alle sollecitazioni pervenute tramite il sindacato, provvide a far assumere l’impresa direttamente dai lavoratori e a sostituire il direttore con un membro del consiglio tedesco di assistenza tecnica. Subito, insieme ai lavoratori, venne definita la strategia da seguire per riportare Macasa a livelli di produzione e di gestione adeguati:
- espletamento dell’ordine pendente con il comune di Amburgo;
- preparazione e formazione tecnica del personale;
- ottenimento di un salario giusto;
- ammortizzazione del debito ammontante a 20.000 dollari;
- ottenimento di un nuovo permesso per l’esportazione;
- incremento di nuove linee di produzione in 60 stili diversi;
- preparazione e manutenzione dei macchinari;
- elevazione della qualità dei prodotti;
- partecipazione a fiere internazionali;
- ricerca di nuovi mercati.

Un salario garantito
Macasa è diretta da una giunta direttiva sindacale composta da 5 membri, di cui 3 donne e 2 uomini; essi si riuniscono periodicamente col direttore generale e i rappresentanti dei lavoratori per analizzare l’avanzamento e lo sviluppo della produzione, la situazione finanziaria, per programmare le azioni future e per prendere le decisioni più importanti. La giunta è eletta ogni anno fra i candidati dei lavoratori che possiedano le qualità sufficienti a ricoprire gli incarichi previsti.
La politica interna di Macasa è finalizzata all’ottenimento dei maggiori benefici a favore dei lavoratori, per cui nella composizione del prezzo di vendita dei prodotti il salario da loro percepito non può assolutamente essere soggetto a compressioni o diminuzioni; in questo modo i tre parametri che portano alla composizione del prezzo finale sono:
- il costo delle materie prime che, a seconda del prodotto, oscilla fra il 65 e il 70% del totale;
- il tempo di lavorazione, e quindi il costo dei salari, che si aggira intorno al 12 - 16% del prezzo finale;
- i costi fissi, che contano per la percentuale restante.

Macasa, come la maggior parte delle imprese della piccola e media industria, non gode dei benefici che il governo centrale concede ad importanti prodotti d’esportazione come il caffè, il cotone o le banane, per cui, considerata la forte crisi economica che il paese sta attraversando, diventa molto difficile ottenere finanziamenti per riattivare le attività produttive (il tasso di interesse sui prestiti varia dal 18 al 22% mensile).
Anche per queste ragioni, obiettivo fondamentale di Macasa è incrementare l’esportazione verso i mercati esteri ed in particolare europei e nordamericani, vendendo a tutti coloro - organismi di solidarietà, organizzazioni del commercio equo o altri - che siano interessati all’acquisto dei suoi prodotti.