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INDIA - SKVIS

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Sundarban Khadi and Village Society (Skvis)
India

Il filo del baco
Skvis è costituito da un gruppo di donne specializzato nella produzione di articoli tessili in seta e cotone; i prodotti vengono decorati con diverse tecniche, batik, block print, serigrafia. Il gruppo esegue anche la filatura, tessitura e colorazione delle stoffe, nonché lavori di sartoria.
La materia prima viene acquistata da altre organizzazioni o direttamente sul mercato locale. Attualmente è in corso un esperimento di allevamento di bachi da seta, allo scopo di creare nuovi posti di lavoro e diminuire la dipendenza dai prezzi fluttuanti della materia prima.
Accanto a queste attività (che sono quelle che interessano l’esportazione attraverso le organizzazioni del commercio equo), Skvis è anche attivo nella produzione e trasformazione agroalimentare su piccola scala, comprendente cereali, leguminose e miele, e nella produzione di sapone e ceramiche.

Fermare l’emigrazione
La regione di Sundarban si trova a sud di Calcutta, nel delta del Gange, e fa parte dello Stato del West Bengala, al confine con il Bangladesh. Si tratta di una zona soggetta a cicloni e inondazioni, il cui suolo, a causa della forte percentuale di sale contenutavi, è poco adatto all’agricoltura; la coltivazione principale che viene effettuata su grandi estensioni appartenenti a pochi latifondisti è il riso. Per la popolazione, l’unica possibilità di sopravvivenza è spesso costituita dal bracciantato agricolo stagionale. Dopo l’indipendenza dell’India (1947) e la secessione del Pakistan orientale (oggi Bangladesh) moltissimi profughi giunsero in West Bengala. Verso la metà degli anni ’70, la situazione delle popolazioni locali è ulteriormente peggiorata, e la zona ha conosciuto un massiccio esodo dalla campagna verso Calcutta. Il progetto ha proprio origine durante quegli anni ed esattamente nel 1977, quando un gruppo di nove donne della città di Canning (90 chilometri a sud di Calcutta) provenienti dagli strati medio-bassi della popolazione, si unirono nel tentativo di creare nuove fonti di reddito e di arrestare così la fuga dalle campagne. Ben presto il gruppo, nonostante le difficoltà
iniziali e la condizione subalterna delle donne in India, si ingrandì notevolmente, e i prodotti tessili confezionati dalle artigiane trovarono una buona accoglienza sul mercato locale. Già nel 1978 il gruppo fu ufficialmente registrato come società dalla “Khadi (termine locale per “tessitura e filatura”) and Village Industry Commission”.
Finalità principale dell’azione delle donne è quella di dimostrare la possibilità di vendere autonomamente i propri prodotti, liberandosi dal giogo degli intermediari, e di dimostrare la capacità delle donne di provvedere da sole alla propria sussistenza. Fin dall’inizio, infatti, non è stata la molla del profitto a lanciare l’iniziativa, ma piuttosto la volontà di combattere le ingiustizie sociali e creare possibilità di lavoro nel territorio, per evitare l’esodo verso le periferie delle grandi città. In questa ottica viene dedicata una grande attenzione ai programmi di formazione per adulti, all’alfabetizzazione e a programmi di rilevanza sociale come l’assistenza sanitaria. Recentemente, il gruppo ha iniziato una strategia di diversificazione introducendo la produzione di sapone e detersivi, la produzione alimentare e l’allevamento di bachi da seta, tutti settori nei quali vengono offerti corsi di formazione alle donne. Il gruppo amministra autonomamente anche gli aspetti finanziari dell’impresa, ed ha la possibilità di ricevere piccoli prestiti bancari senza interessi e di investire i propri risparmi a condizioni agevolate. La forte connotazione sociale di Skvis è anche confermata dal co-finanziamento delle spese scolastiche dei bambini e dall’indennità corrisposta in caso di distruzione di una casa dal maltempo. Una cura particolare, come si è detto, è riservata all’assistenza sanitaria: il gruppo ha infatti stipulato un accordo con il programma sanitario nazionale che introduce momenti di medicina preventiva per tutte le donne.
Oltre a tutte queste attività, Skvis si occupa anche dell’acquisto delle materie prime per le varie produzioni, della commercializzazione sui mercati locali ed esterni, nonché dell’organizzazione di attività culturali.
Ciò che è fondamentale comprendere a proposito di Skvis, è che si tratta di un progetto di donne che non è volto unicamente al miglioramento delle condizioni di vita delle produttrici, ma che si impegna esplicitamente in un progetto globale di decentramento dell’attività economica e di creazione di nuovi posti di lavoro nell’ottica di una ripresa economica generalizzata della regione. In questo contesto, Skvis si percepisce come un “movimento contro l’ingiustizia sociale ed economica”.
Nel corso di un decennio, l’iniziale gruppo di nove donne ha saputo dare vita ad un’efficiente organizzazione composta (nel 1992) di 850 donne in 25 diversi villaggi, ripartite in gruppi coordinati fra loro. Gran parte del lavoro viene effettuata dalle donne a domicilio, dopo aver seguito un corso di formazione presso il laboratorio di Skvis; in quest’ultimo, nella città di Canning, lavorano 75 donne, impegnate nella filatura, nella tessitura e nella lavorazione di prodotti di cotone e seta. Anche le funzioni amministrative vengono interamente svolte dalle donne del gruppo.
Il 50% dei guadagni viene investito nel capitale aziendale, e l’altra metà impiegata per gli scopi sociali sopra descritti.
Dal punto di vista amministrativo, le donne sono divise in tre categorie: i gruppi di produttrici sono formati da giovani ragazze nubili, come pure da vedove e separate della classe medio-bassa; gli altri due gruppi sono formati dalle socie fondatrici e dalle socie sostenitrici. Le decisioni vengono prese in maniera collettiva. L’assemblea, che si riunisce una volta l’anno, elegge ogni tre anni un comitato esecutivo di nove membri, che rappresenta la più alta istanza decisionale del gruppo.
Come si è accennato Skvis è nato come un progetto rivolto al mercato interno, e dunque non è dipendente per la propria sopravvivenza dalle esportazioni o dai rapporti commerciali con le organizzazioni del commercio equo. La maggioranza dei prodotti viene venduta sul mercato interno, attraverso i cinque negozi presenti a Canning e Calcutta.
I rapporti con le organizzazioni del commercio equo hanno avuto inizio con le esportazioni verso Oxfam Trading e Traidcraft (entrambe britanniche). Più recentemente sono stati avviati rapporti commerciali anche con l’organizzazione svizzera Os3 e con la Ctm. In un rapporto di Os3, Skvis viene definito “uno dei rari partners ideali, che corrisponde ai nostri criteri in tutti i settori, trattandosi di un contatto diretto con un’organizzazione dalla struttura democratica, dotata di spirito di iniziativa, di un progetto globale, flessibilità tecnica, competenza e qualità del prodotto”.
 
Allegati
 SKVIS PROGETTO