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INDIA - SAMBALPURI BASTRALAYA

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SAMBALPURI BASTRALAYA - INDIA

Lo stato di Orissa è uno dei più poveri ed arretrati dell’India, abitato da molti gruppi etnici diversi, che sono stati in parte distrutti dall’industrializzazione, la deforestazione e l’urbanizzazione che hanno preso piede negli ultimi anni. Hanno, però, mantenuto vivo l’artigianato tipico della regione: la filatura, l’intreccio di cesti, la tecnica dell’applicazione di stoffa, la filigrana, la tessitura, e in particolare il tessuto Ikat, associato tradizionalmente ai tessitori della zona nord-ovest di Orissa, Sambalpur.

La cultura cooperativa è tipica di Orissa e non è un caso che Sambalpuri Bastralaya, una delle prime cooperative di tessitori, si trovi a Bargarh, nel distretto di Sambalpur. Durante la dominazione britannica si cercò di limitare o meglio di sopprimere la tessitura, a favore del cotone raccolto in India e lavorato in Inghilterra; per questo motivo il simbolo della protesta nonviolenta ghandiana fu proprio l’arcolaio, che ben simboleggiava l’obiettivo ultimo dell’autosufficienza, ridando ai contadini i mezzi di produzione e riaffermando il valore della produzione artigianale “autogestita”.

Proprio mentre gli inglesi cercavano di “soffocare” la tessitura, Padmasree Kruthartha Acharya pensò agli artigiani di Sambalpur e nel 1930 fondò un’impresa privata chiamata Sambalpuri Bastralaya. In questo modo non andò persa la tecnica Bandha, usata per ottenere il tessuto Ikat, che consiste nel ‘tie and dye’, letteralmente ‘annodare e tingere’. La ditta Sambalpuri Bastralaya fu successivamente trasformata in cooperativa per garantire condizioni migliori agli artigiani. Attualmente ci sono 8.300 soci, divisi in trentasette gruppi che provengono da tutta la regione di Sambalpur. La cooperativa è costituita da due unità principali, una che si occupa della produzione e una che cura l’amministrazione e la commercializzazione. Vi sono inoltre sedi dislocate in varie zone della regione dove i tessitori possono andare a prendere la materia prima - cotone, seta, tassars, sari, dhoti, lungis - senza doversi recare a Bargarh, dove avviene la fase di annodatura e tintura. La cooperativa dispone di quattro pullmini per raggiungere gli artigiani più isolati, a cui viene recapitata la materia prima e da cui viene successivamente ritirato il prodotto finito.

Gli artigiani lavorano in casa, tessono sui telai tradizionali e confezionano poi con la stoffa ottenuta il prodotto finito. Le condizioni dei lavoratori sono buone, soprattutto se confrontate con il resto del paese, le donne vengono rispettate e il sistema delle caste, seppure ancora presente, non è affatto rigido. I tessitori vengono pagati al pezzo, secondo il numero di ordini ricevuti, ma il lavoro è garantito durante tutto l’anno; lo stipendio varia dalle 900 alle 3000 rupie. Il salario è proporzionato anche al tipo di tessuto che viene prodotto, aumenta, ad esempio, quando viene lavorata la seta, che è più delicata del cotone.
Vi sono inoltre alcuni incentivi: quando il tessitore garantisce una buona produzione gode di un bonus del 5%, come anche durante le festività. Quando una persona raggiunge i cinque anni di lavoro riceve due mensilità extra, dopo dieci anni tre mensilità e dopo quindici anni quattro mensilità; a queste somme si attinge in seguito per la costruzione di case o di altri edifici. All’interno della cooperativa vi è un fondo speciale per garantire prestiti a interesse zero ai propri soci. I figli dei tessitori ricevono una borsa di studio all’inizio dell’anno.
Il 60% degli artigiani è proprietario di un pezzettino di terra che coltiva, il 20% affianca al lavoro artigianale un’occupazione in agricoltura. La terra della regione è molto fertile, anche grazie alla diga di Hirakud, e spesso si può contare su un doppio raccolto.

Normalmente le tecniche tradizionali di tintura e tessitura vengono trasmesse di generazione in generazione. Negli ultimi anni si sono costruiti due centri di addestramento professionale, a Barpalli (a diciassette chilometri da Bargarh) e a Torah (a nove chilometri da Bargarh) per favorire le nuove generazioni nell’apprendimento di queste tecniche così particolari. Il tessuto Ikat si ottiene annodando e tingendo la stoffa, operazione d’importanza vitale per la buona riuscita del disegno. La tecnica è molto complessa e sofisticata, e questo spiega il costo relativamente alto del tessuto Ikat rispetto agli altri. Sia i disegni che i colori variano a seconda della zona di produzione.
Sambalpuri Bastralaya è una delle prime cooperative in India; la gestione è affidata a un direttivo composto da undici persone, di cui otto tessitori e tre che sono nominati dal governo. Anche se attualmente non sono presenti donne nel direttivo, una cinquantina di socie sono particolarmente attive. I rappresentanti degli artigiani vengono eletti ogni quattro anni; tutti i lavoratori sono soci e quindi partecipano direttamente alla gestione della cooperativa.

Il prezzo finale del prodotto è determinato in questo modo: il 40% copre i costi della materia prima, il restante 60% viene utilizzato per gli stipendi degli artigiani e in piccola parte per attività collaterali inerenti alla tessitura. La commercializzazione dei prodotti avviene quasi esclusivamente nell’ambito del mercato interno; il 99% dei manufatti viene venduta nello stato di Orissa o in esposizioni permanenti in altre zone dell’India. Solo l’1% viene esportato all’estero; le pratiche vengono eseguite da “Handloom and Handicrafts Exports Cooperation” che trattiene il 25% del costo per le pratiche amministrative e doganali, per fondi sociali e per promuovere iniziative particolari.