PRODOTTI


Prodotti Biologici
Prodotti Fairtrade
Novità

PROGETTI

INDIA - ARULAGAM

prodotti relativi
ARULAGAM – INDIA –

“Quando mia madre morì, mio padre si risposò, ma la mia matrigna mi fece capire quasi subito che la mia presenza in casa non era gradita. Se non c’era abbastanza cibo, dovevo arrangiarmi; se qualcosa andava storto, era colpa mia. Un giorno, non potendo più sopportare la situazione, me ne andai, presi un bus e arrivai a Madurai. Nel bus c’era un’anziana signora, una venditrice di frutta, che mi si dimostrò amica. Per tre giorni e tre notti rimasi con lei, dormendo per strada, accanto ai cesti della frutta. Ad un certo punto la vidi parlare con un gruppo di uomini che continuavano a guardare nella mia direzione, mi spaventai e cominciai a correre. Uno degli uomini mi inseguì, ma io vidi un poliziotto e chiesi aiuto a lui. Egli fu gentile e mi portò a lavorare nella casa di un suo parente, ma anche lì c’erano degli uomini e avevo paura. Così mi portò ad Arulagam: fui felice di imparare ad intrecciare le stuoie e andai a servizio presso una casa vicina. Scrissi a mio padre, il quale venne a trovarmi, ma mi disse che non sarei potuta tornare a casa. Un po’ di tempo dopo vennero a trovarmi degli zii da un villaggio vicino e mi invitarono a trascorrere qualche giorno da loro. In seguito, loro e mio padre si misero d’accordo perché sposassi un loro figlio. Così ci siamo sposati nel suo villaggio, ora abbiamo un bambino e viviamo felici a Madras.”

Una storia a lieto fine per una delle molte ragazze che sono passate attraverso l’esperienza di Arulagam, un centro di accoglienza per giovani donne in difficoltà. Arulagam nasce nel 1975 con l’obiettivo di dare una prima risposta a donne (principalmente di età compresa tra i 16 e i 21 anni) coinvolte in storie di prostituzione, il più delle volte forzata. “Ci possono essere molti motivi per cui una ragazza decide un bel giorno di andarsene di casa: maltrattamenti, povertà, impossibilità di costruirsi un futuro (cioè di sposarsi). La fuga verso la città sembra la soluzione più semplice ed è incredibile come sia facile incontrare persone disposte ad aiutarti, persone che ascoltano la tua triste storia, ti promettono un lavoro, una casa, e ti chiudono in un bordello”, scrive l’ex direttore di Arulagam. “Uscire da lì, al contrario, è difficilissimo. Niente soldi, nessun posto in cui andare (è molto raro che queste ragazze vengano riaccettate in famiglia)”.

Arulagam è uno dei pochi rifugi in cui le ragazze possono trovare un’accoglienza integrale: l’obiettivo principale è di far sentire queste ragazze accettate così come sono, libere dai pesanti giudizi morali della società. Viene dato loro un tetto e la possibilità di lavorare, oltre che di imparare, per esempio, a tessere, a cucire e a ricamare. Si cerca di ricucire i rapporti con la famiglia d’origine, si fa insomma tutto il possibile per ridare alle ragazze un futuro.
Da Arulagam la Ctm importa morbidi animaletti (elefanti, gufi…) in stoffa.