PRODOTTI


Prodotti Biologici
Prodotti Fairtrade
Novità

PROGETTI

INDIA - UDI

prodotti relativi
Uttranchal Development Institute (Udi)
India
Tappeti sotto il materasso
L’Uttranchal Development Institute (Udi) produce dhurries in cotone, tessuti e colorati a mano. I dhurries sono tappeti tradizionali indiani tessuti nella maggior parte dei casi con disegni geometrici. In India la loro funzione è quella di aumentare il comfort del letto e vengono quindi posti sotto il materasso; di giorno vengono arrotolati. La maggior parte dei dhurries è in puro cotone, ma ve ne sono anche in cotone misto a lana. Per la tintura vengono utilizzati sia prodotti chimici che naturali.
La condizione femminile in gran parte dell’India è caratterizzata da una situazione di pesante sfruttamento in tutti i campi: generalmente le donne non sanno leggere né scrivere, e spesso non si rendono conto della gravità dello sfruttamento cui sono sottoposte. Totalmente asservite agli uomini, le donne di fatto mandano avanti economicamente la famiglia: ciononostante hanno pochissima voce in capitolo riguardo all’impiego dei loro guadagni. Un altro fattore gravemente destabilizzante è il diffuso alcolismo di cui sono preda molti uomini e che spesso divora i loro magri guadagni di venditori ambulanti, trasportatori o guidatori di risciò. In questa situazione le donne hanno quindi bisogno non soltanto di aumentare le proprie entrate (spesso le uniche disponibili per le spese familiari), ma anche di prendere coscienza del proprio ruolo.
Un’organizzazione non governativa locale, l’Uttranchal Development Institute, ha recentemente iniziato nello stato di Haryana un progetto denominato “Khardan Rural Development Project”, con lo scopo di migliorare le condizioni di vita degli strati più svantaggiati della popolazione, soprattutto donne. L’occasione per lanciare il progetto fu una grande inondazione del fiume Tangari, i cui effetti aggravarono le già misere condizioni delle famiglie.

Le tessitrici dell’Udi
Finalità principale di questo progetto integrato di sviluppo è assicurare alle donne un reddito proprio attraverso la produzione e la vendita di artigianato tessile. “L’aumento puro e semplice del reddito femminile - scrive Irani Sen, consulente del progetto - non basta da solo ad elevare lo status delle donne, ma può essere addirittura controproducente, in quanto spinge gli uomini al disinteresse nei confronti della famiglia. Se le donne non acquistano coscienza di questa situazione, il loro guadagno, invece di contribuire al benessere della famiglia e al miglioramento del loro status, finisce col rafforzare la loro oppressione”. Di conseguenza, il progetto non si limita agli aspetti produttivi, ma comprende una serie di misure collaterali e attività formative delle partecipanti: sono infatti previste attività in diversi campi, dalla sanità all’educazione per adulti, il cui fine ultimo è stimolare le donne nella ricerca della propria autonomia.
Obiettivo immediato del progetto è comunque il miglioramento del prodotto per l’utilizzo familiare, prima ancora che per la vendita. Il raggiungimento di tale obiettivo necessita di un programma di formazione: il capitale iniziale per la formazione è stato messo a disposizione da Oxfam-UK, un’organizzazione non governativa britannica; dall’autunno 1992 partecipa al finanziamento anche l’Ong tedesca Misereor. Grazie a questi finanziamenti, Udi ha potuto acquistare un terreno su cui è stato edificato un capannone per venti telai a pedale.
All’inizio sono state selezionate cinquanta tessitrici che già producevano dhurries con i loro telai tradizionali (punja dhurry) per un corso di design e tecniche di tintura. Contemporaneamente, venti donne apprendevano le tecniche della tessitura su un telaio collettivo: durante il corso di tessitura venivano anche elaborati modelli per l’esportazione. Al corso sono state chiamate a partecipare anche tessitrici provenienti dal Rajastan, che hanno mostrato le loro tecniche di produzione tradizionali. La formazione completa dura sei mesi; fino ad ora sono state formate alla tessitura sessanta donne, e duecento tessitrici tradizionali all’utilizzo del telaio. Nel frattempo il progetto è diventato noto nella zona, e molte donne fanno domanda per accedere ai corsi di formazione.
Udi organizza poi workshops, seminari ed incontri sul tema della tessitura, favorisce la formazione di centri di produzione in zone rurali, facilita l’accesso alle materie prime: l’organizzazione inoltre costituisce un ponte fra le produttrici e il mercato di esportazione, cercando opportunità di commercializzare il prodotto ad un prezzo equo.
Dato che per il momento solo il centro di formazione dispone di telai, dopo il corso le tessitrici continuano a lavorare a domicilio con le tecniche tradizionali: il telaio a pedale consente naturalmente un lavoro più rapido e quindi una produttività più elevata; esso rappresenta dunque un buon compromesso fra la lavorazione tradizionale ed i grandi telai elettrici, molto costosi e di più difficile utilizzo. Dopo la formazione, le tessitrici vengono pagate a cottimo per il loro lavoro. La produzione di tappeti è la loro unica attività remunerata.
Tutto il progetto viene amministrato interamente dalle donne: le produttrici sono coinvolte in tutte le decisioni che riguardano il progetto e la produzione.
In India, Udi commercializza i tappeti soprattutto presso Dastakar, un grande negozio di Delhi, e negozi in altri centri. Tenendo conto del potere di acquisto medio indiano, le opportunità di ottenere un prezzo “equo” sono piuttosto scarse. Perciò Udi si concentra sull’esportazione attraverso le Ato’s. Le organizzazioni europee importatrici sono state finora la svizzera Os3, Oxfam-UK e la Ctm.
 
Allegati
 UDI PROGETTO