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INDIA - SEWA

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Self Help Women Association (Sewa)
India


Un patch-work di cooperative
I 52 gruppi cooperativi soci di Sewa possono essere suddivisi in cinque categorie: cooperative di artigiane, di coltivatori, di allevatrici, di commercianti e di donne impiegate nei servizi. Le cooperative che producono l’artigianato per l’esportazione sono sostanzialmente cinque:
- Aabodana, composta di donne della comunità mussulmana di Chhipa, che decorano i tessuti con la tecnica dello stampo (block-printing) e che hanno recuperato, anche grazie ad appositi corsi di formazione promossi da Sewa, la lavorazione tradizionale con l’utilizzo di colori vegetali;
- Bansari, composta da donne della comunità di Bansfodia che, lavorando la canna ed il bambù, creano una gamma di prodotti che va dalle scope ai cesti, dai bracciali ai piccoli articoli da arredamento;
- Sabina, una cooperativa di donne mussulmane che producono khols (specie di copriletti o trapunte) unendo diversi scampoli di tessuto (tecnica del patch-work); programmi di formazione sono in corso per portare alla produzione di patch-work più elaborati e raffinati e quindi più competitivi sul mercato;
- Utsah e Vijay, due cooperative di donne che lavorano al telaio a mano.

Le donne aiutano se stesse
Sewa Kalakruti, federazione di tutte le Sewa del paese, con sede ad Ahmedabad, nello Stato di Gujarat, nasce nel 1971 all’interno dell’ala femminile della Textile Labour Association (Tla), il sindacato dei lavoratori tessili, con lo scopo di diventare il rappresentante sindacale delle lavoratrici autonome (self-employed women). Si definiscono self-employed tutte quelle persone che devono guadagnarsi da vivere senza un lavoro regolare e stipendiato avvalendosi solamente della loro mano d’opera e cioè piccoli venditori ambulanti, braccianti agricoli o lavoratori che offrono diversi tipi di servizi, persone che lavorano a casa al telaio, alla ceramica, oppure trasformano prodotti agricoli.
L’89% di tutta la forza lavoro indiana è impiegata in questo modo, mentre per le donne la percentuale sale al 94%.
Ispirandosi ai principi gandhiani di verità, non-violenza, armonia comunitaria e sviluppo a partire dal villaggio, Sewa opera per dare maggior potere, presenza e visibilità alle donne nell’economia e nella società indiana. A questo fine lotta per il riconoscimento dei diritti delle lavoratrici e si batte contro le ingiustizie sul lavoro: bassi salari, sfruttamento da parte degli intermediari, mancanza di previdenza sociale, disoccupazione crescente, alti prezzi degli strumenti di lavoro e della materia prima, corruzione.
Le socie di Sewa in tutto il paese superano le 46.000 unità e sono riunite in cooperative (registrate o di fatto) che la stessa organizzazione ha aiutato a creare con azione di sensibilizzazione, supporto tecnico, attività di formazione professionale e gestionale, prestito di capitali. Una volta che le cooperative giungono ad essere autosufficienti, il ruolo di Sewa si limita al coordinamento delle politiche comuni e delle attività sociali.
I servizi che Sewa offre ai gruppi associati sono vari:
- il servizio bancario di depositi e prestiti tramite la Mahila Sewa Sahakari Bank, costituita nel ’74, che conta circa 30.000 soci e finanzia attività sociali come gli asili-nido per i figli delle lavoratrici, l’aiuto legale, l’assicurazione, la formazione, oltre a concedere prestiti per rafforzare i gruppi e la struttura stessa di Sewa;
- il servizio di aiuto legale per le donne socie che si trovano ad affrontare problemi quotidiani come i bassi salari, lo sfruttamento, la corruzione del sistema o gli abusi della polizia;
- il programma sanitario, che fornisce assistenza sanitaria di base e a basso costo alle socie di Sewa dando loro la formazione necessaria perché diventino assistenti sanitarie nel loro villaggio o quartiere;
- il servizio infantile che accudisce all’incirca 4.000 bambini da 0 a 5 anni per permettere alle madri di continuare a lavorare;
- il servizio di comunicazione e informazione che comprende dal 1982 la pubblicazione di una rivista quindicinale e dal 1984 un centro di produzione di video utilizzati per la formazione, l’orientamento e la diffusione di campagne specifiche come quelle di prevenzione sanitaria;
- la Sewa Academy o centro di formazione permanente per i gruppi soci.
Dal punto di vista organizzativo la struttura di Sewa prevede un Consiglio dei Rappresentanti, eletto ogni tre anni, che a sua volta elegge un Comitato Esecutivo composto da 25 persone più 5 membri onorari.
Un esempio concreto del modo di operare di Sewa può essere il progetto iniziato nel 1988 nel distretto di Banaskantha (Gujarat). Essendo questa una zona soggetta a frequenti siccità, la popolazione è spesso costretta ad emigrare in cerca di lavoro per sopravvivere. Su richiesta del governo statale Sewa intervenne per identificare programmi di sviluppo. In seguito a uno studio socioeconomico ci si rese conto che, al di là delle attività principali come agricoltura e allevamento, la maggior parte delle donne erano molto abili a ricamare e a lavorare articoli di cuoio e di piccola bigiotteria. Sewa aiutò la riorganizzazione di cooperative agricole e con esse anche la ripresa dell’attività artigianale tanto che oggi 700 donne si guadagnano da vivere con la vendita di questi prodotti. Sewa riceve gli ordini dai clienti e li distribuisce fra le donne che a loro volta restituiscono a Sewa il prodotto finito.
I canali di vendita nel mercato interno sono, per i gruppi di donne, i rivenditori locali (contattati direttamente dalle artigiane), le fiere in cui esse possono esporre i loro prodotti e i due negozi gestiti da Sewa ad Ahmedabad.
Dal 1990 poi, Sewa ha iniziato ad esportare i propri prodotti artigianali alle Ato’s
europee, in primo luogo a Oxfam Trading e quindi a Os3 e Ctm.
Non disponendo ancora di licenza, il servizio di esportazione viene al momento curato dall’organizzazione Tibetan Refugees Self Help Handicraft di Delhi che per questo trattiene un margine del 10% sul prezzo dei prodotti.